10 anni di iPhone: come hanno cambiato la nostra comunicazione e la nostra vita

Gen 9th, 2017 | Di Altri | Categoria: Breaking News


Era il 9 gennaio 2007 quando fu presentato il primo modello di iPhone, ora chiamato anche iPhone 2G. Fu introdotto nel mercato americano a giugno di quell’anno: appena un anno dopo, Apple lanciava il nuovo iPhone 3G, inaugurando la tradizione di sparigliare le carte una volta ogni 12 mesi.

Steve Jobs non era uno che la toccava piano, la frase che è passata alla memoria come suo mantra – stay hungry, stay foolish – ne è la dimostrazione. I suoi keynote sono sempre stati un inno all’esagerazione, una liturgia del culto della Mela. E quello del lancio del primo iPhone non è stato certo da meno, anzi. Proprio per questo fa riflettere la frase che campeggiava dietro il creatore di Apple, mentre stava per mostrare il primo modello di iPhone: “Oggi abbiamo reinventato il telefono”.

Era ancora un telefono, con molte funzioni nuove. Oggi l’iPhone è un terminale digitale che noi usiamo principalmente per le altre funzioni che offre, la parte “smart” è decisamente più rilevante della parte “phone”. E se la parte telefonica resterà sostanzialmente invariata, la parte “intelligente” arriverà certamente “dove nessuno è arrivato prima”, le funzioni si moltiplicheranno e le macchine che avremo in tasca ci permetteranno cose che oggi nemmeno immaginiamo.

In questi 10 anni iPhone ha rivoluzionato il nostro modo di comunicare ed in buona sostanza anche di vivere-

Ecco cosa ci riserverà il futuro di questi smart device:
Realtà Aumentata
Alcune tecnologie sono già tra noi, ma sono soltanto nella loro infanzia. Ad esempio l’uso della realtà aumentata è destinato a crescere

Schermi
E’ il territorio delle innovazioni più possibili, perché le tecnologie sono in gran parte già disponibili. L’acronimo chiave, per ora, è Oled, ovvero Organic Light Emitting Diode, diodo organico a emissione di luce

Comandi vocali
L’evoluzione definitiva avverrà quando non useremo più nemmeno lo schermo per interagire con il nostro smartphone e ci limiteremo a parlare, con i comandi vocali. Siamo già ad un buon livello di interazione con Siri

Emotività
Le evoluzioni degli assistenti vocali portano dritto all’integrazione dell’intelligenza artificiale nei nostri smartphone. Già ora i nostri device usano forme di intelligenza artificiale, l’app fotografica dell’iPhone con iOS10 effettua undici milioni di calcoli per individuare chi c’è in una foto e di che umore è.

Riconoscimento “olfattivo”
Integrando le nanotecnologie gli smartphone del futuro potranno analizzare l’aria, identificando le componenti e l’inquinamento, ma anche riconoscere un piatto cucinato o profumi.

Proiettori incorporati
In prospettiva gli smartphone del futuro dopo ad aver contribuito alla scomparsa di molti altri device inglobandone le funzioni, si orienteranno verso la smaterializzazione degli schermi tv. La tv via Internet e on demand è già una realtà molto diffusa, e in molti la usano tramite i terminali mobili, collegandoli via bluetooth, o Chromecast o airplay nel caso degli iPhone. Il prossimo passo sarà quindi l’integrazione definitiva dei proiettori negli smartphone.

Fotocamera
Le fotocamere degli smartphone sono ora mai le nostre macchine fotografiche preferite. Ma c’è ancora spazio per migliorare, per renderle sempre più simili alle macchine professionali e allo stesso tempo per aggiungere automatismi e funzioni che le rendano sempre più semplici ed efficaci. Una delle ipotesi attorno alle quale in molti stanno lavorando è quella delle lenti intercambiabili, non esterne ma automatiche e interne al cellulare

Ma nei prossimi anni vista la rapida accelerazione della miniaturizzazione e la sempre crescente potenza di calcolo di chip sempre più piccoli (siamo arrivati al punto di avere diecimila transistor in un area piccola come quella di un pelo di insetto), è chiaro che la possibilità che questi chip, in grado di dar vita a macchine che oggi non immaginiamo nemmeno, possano essere ovunque è assai elevata.

Tutto tende a diventare “smart” ed è quindi facile immaginare che sia possibile anche che lo smartphone si “smaterializzi” e che tutte le funzioni che noi oggi conosciamo, arrivino in oggetti “wearable”, indossabili, anelli, vestiti, orecchini, spille e bottoni, che renderanno obsoleti i nostri supertecnologici “telefoni” odierni.

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