Nel 2016 italiani più fiduciosi verso governo, aziende e media.

Gen 31st, 2016 | Di Altri | Categoria: Indagini e Sondaggi


Cresce la fiducia tra gli italiani. Questo in sintesi il dato che emerge analizzando i risultati dal ‘Trust Barometer 2016‘, la ricerca realizzata dall’agenzia di pubbliche relazioni Edelman per misurare il grado di fiducia nei confronti di aziende, ong, governi e media.

L’analisi, giunta alla 16esima edizione, è stata realizzata dal 13 ottobre al 15 novembre 2015, suddividendo il campione di 33mila partecipanti in 28 Paesi al mondo tra informed public (composto dalle persone di età compresa tra i 25 e i 64 anni, con un livello di scolarizzazione universitario, attente alle notizie e coinvolte nella vita economica e politica del loro paese), e mass population.

Stando ai dati, quanto accade nel nostro Paese rispecchia in generale una tendenza che si respira, anche se in modo più o meno marcato, su scala globale con il tasso di fiducia in netta risalita rispetto agli anni scorsi, anche se, evidenzia il rapporto, esiste una grossa differenza tra la fiducia delle elite rispetto al resto della popolazione. A guidare questa classifica sono gli usa, dove si registra un gap di 19 punti, mentre in Italia si riduce a 11.

Se su scala mondiale l’Italia è al 12esimo posto tra i paesi con poca fiducia, guardando ai dati europei, il Trust Index italiano negli ultimi anni è aumentato di 15 punti, posizionandoci sul podio, alle spalle dell’Olanda e più avanti rispetto a Gran Bretagna, Spagna, Germania e Francia.

Il Bel Paese invece guida la classifica europea per fiducia nei confronti delle aziende, cresciuta di 9 punti rispetto al 2015 (+15% nel campione formato dall’informed public). Guardando ai singoli settori gli italiani privilegiano il settore tecnologico (78%). Alle sue spalle si collocano food & beverage (64%) e telecomunicazioni (60%). In netta discesa il settore dell’automotive, che registra un calo di 10 punti, passando sal 64% del 2015 al 54%. Fanalini di coda sono il settore finanziario, che però rispetto all’anno scorso registra un +4% (passando dal 36% al 40%), e quello farmaceutico che perde 2 punti.

Le organizzazioni non governative riscuotono il grado più alto di fiducia, attestandosi a quota 58%, con una crescita in generale di 5 punti negli ultimi dodici mesi (8 per l’informed public). Nello stesso periodo aumentata anche la fiducia nelle autorità governative, registrando una crescita di 3 punti, che diventano 7 guardando invece alle risposte del campione più elitario.

E per quanto riguarda i media? La fiducia nei loro confronti cresce di 9 punti (7 per l’informed public), passando dal 41 al 50%. Per il secondo anno consecutivo il mezzo considerato più affidabile è il search, scelto dal 74% del campione. Alle sue spalle si posizionano la tv, scelta dal 71% e i social, più staccati al 63%. Giornali e magazine seguono rispettivamente al 48 e 39%, mentre chiudono la classifica i blog, fermi al 31%.

A sorpresa tra i millenials comunque i media tradizionali riscuotono ancora un certo successo.

Quando si tratta di formarsi un’opinione, i pareri considerati più rilevanti sono quelli di amici e famigliari, tenuti sempre più in considerazione, anche a discapito di tecnici e accademici. La credibilità data a collaboratori e amministratori delegati in ambito aziendale registra l’aumento maggiore di 9 punti. In crescita anche la fiducia riposta nei rappresentati amministrativi, che registra un +7%.

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