5 motivi per non aprire un corporate blog

Gen 3rd, 2010 | Di Altri | Categoria: WWW e Blog


È con grande piacere che annuncio il primo di una (spero) lunga serie di guest post. Vi presento Jacopo Pasquini, autore di Doctor Brand.it. Jacopo si interessa di marketing e comunicazione e vi consiglio di dare un’occhiata al suo interessante blog.

Dunque che dire? Buona lettura!

Innanzitutto un saluto ai lettori di “Marketing: The Day After” ed un ringraziamento in particolare a Stefano per l’ospitalità. E’ con grande piacere che scrivo questo guest post dedicato al fenomeno del corporate blog, tema sempre più dibattuto ed in continua revisione.

Dopo una stagione di splendore e di crescita inarrestabile, sembra infatti decadere anche questa “panacea” comunicativa: aprire un blog aziendale oggi non è forse la migliore delle idee e, soprattutto, la più innovativa e funzionale!

Perché? Vediamolo insieme analizzando i 5 motivi per non aprire un corporate blog:

1. Obiettivi del management nebulosi: un corporate blog non è un fenomeno di moda, non è un vezzo stilistico, ma un canale di relazione ufficiale ed un potente personal media che va analizzato, pianificato e monitorato.
2. Problema della credibilità della fonte: un blog è per definizione un diario personale indipendente e disinteressato. Mi chiedo quindi come possa essere contemporaneamente anche uno strumento di business, mantenendo la stessa credibilità e autorità. Si delegittima da solo, non credete?
3. Reperimento risorse interne all’azienda: abbiamo qualcuno che sa raccontare una storia? Abbiamo qualcuno che scrive in modo veramente interessante senza essere noioso, tecnico, banale e poco stimolante? Non vale fare copia/incolla dei comunicati stampa: siamo proprio fuori strada. Non vale far finta di essere l’Amministratore Delegato: ci sgamano subito!
4. Comporta un investimento elevato: in termini di risorse e in termini di tempo. Una volta stabilito chi scrive cosa, quando e quanto bisogna individuare fonti per produrre contenuti interessanti, coinvolgenti, veritieri e trasparenti: l’impegno costante diventa gravoso nel lungo periodo. Conversare professionalmente è un lavoro che richiede sforzi organizzativi quotidiani; dobbiamo aggiornare, creare, coinvolgere, moderare ed essere proattivi: ce la facciamo?
5. Dilettanti allo sbaraglio: per aprire un blog bastano pochi click, ma poi siamo in grado di gestirlo? Come rispondiamo ad un commento negativo? Come usciamo da una criticità? Conoscere la blogosfera significa viverla quotidianamente da anni: siamo sicuri di saper pianificare da soli le attività tattiche e strategiche? Affidarsi ad agenzie di PR serie costa e spesso, purtroppo, non basta.

Questo a grandi linee il mio pensiero di blogger e di professionista che opera nel mondo dell’impresa. Tuttavia le regole esistono perché ci sono le eccezioni e quindi casi di successo li vediamo: uno su tutti il corporate blog di Ducati; per come la vedo io sono casi più unici che rari.

Grazie a tutti, mi farebbe molto piacere che dal post nascesse una bella discussione! Vi aspetto sul mio blog Doctor Brand e, se volete, anche nella fan page facebook.

Jacopo Pasquini su http://tdamarketing.wordpress.com/

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