i 5 principi fondamentali dell’unconventional marketing

Ago 4th, 2016 | Di Altri | Categoria: Editoriale

Si parla tanto di Unconventional Marketing nelle sue varie declinazioni come evoluzione emozionale della Comunicazione Aziendale e tutti gli studiosi mettono in evidenza le sue virtù e vantaggi.
Ma nelle Direzioni Marketing sono chiari i Principi che sono alla base di questo rivoluzionario modo di comunicare…?

Vediamo allora di fare una sintetica lista di questi Principi.
1) NON RAGIONARE PIU’ IN TERMINI DI TARGET DA COLPIRE MA DI PERSONE DA FAR VIBRARE
Il concetto standard di Target con l’Unconventional Marketing viene alquanto rimodellato. Il carattere emozionale della comunicazione Unconventional sposta il focus su aspetti basici delle nostre personalità e gusti che certamente riguardano il nostro Target, ma che possono essere comuni anche ad altri strati della popolazione che in tal modo vengono se…dotti (cioè condotti a se) dal marchio e dalla sua offerta commerciale.

Il Target di riferimento non diventa più un gruppo di “consumatori” ma un gruppo di “emozioni” che vibrano al momento del contatto con l’Unconventional.

Da tempo i consumatori non sono più solo fruitori di un bene o di un servizio, ma diventano dei veri e propri elementi emozionali da far vibrare. Oramai le imprese hanno capito che si devono approcciare i consumatori in modo innovativo, a partire dal web, i Social, ma anche con una forte interazione con il mondo reale. L’Unconventional Marketing serve proprio per trasformare la Comunicazione in Emozione.

2) VIRALE COME STRATEGIA DELL’UNCONVENTIONAL
La strategia del Marketing Unconventional va studiata innanzitutto e soprattutto per creare l’effetto virale. La capacità o meno di una Campagna Unconventional di crearlo determina la qualità ed i ritorni della stessa.

La chiave del successo sta proprio nell’avere un livello alto di conversazioni tra consumatori. Non basta stupire, bisogna fare in modo che il pubblico abbia la voglia di “condividere” la sua esperienza con tutti i suoi contatti. Per cui le aziende devono metterlo in condizioni ideali per facilitare questa attività virale attraverso idee, strumenti, giochi, ashtag e tanto altro

Grazie al web, la comunicazione non è più unidirezionale ma fondata su uno scambio di informazioni fra utenti. In passato le aziende comunicavano attraverso i Media classici e basta, ma adesso sono di fondamentale importanza i feedback che si ricevono tramite il web ed i social in particolare. Ciò avvicina un brand al proprio pubblico, ma al contempo lo espone a rischi impensabili pochi anni fa.

Se questi feedback sono positivi, allora l’effetto virale determinerà un ROI sull’investimento incredibile. Per questa ragione, è strategico che la comunicazione Unconventional sia già ideata per essere virale, che stimoli il passaparola tale da creare una cosiddetta “word of mounth strategy”. La conversazione tra i consumatori diventerà la migliore pubblicità possibile, quella più convincente…

3) IL BRAND FUORI DAGLI UFFICI, DENTRO LE TRIBU’, LUNGO LE STRADE
Dal concetto di “One to Ome” stiamo passando al concetto di “One to Each”, cioè le aziende devono dare andare “On the road” ad incontrare le proprie Tribù (e, come abbiamo visto sopra, non solo loro), negli specifici momenti di vita o “Meeting Point”.

Momenti nei quali il consumatore si trova inaspettatamente in contatto con un Brand che lo emoziona. Ciò facilita l’abbassamento delle barriere e la maggiore possibilità di entrare in contatto con la parte più intima ed emozionale dei consumatori.

4) INUTILE PERSUADERE SE RIESCI A DIVERTIRE ED EMOZIONARE
Ricordate le pubblicità patinate tipiche degli anni ’70 ed ’80 che tentavano di imporre dei propri stili di vita ai consumatori come il profumo Brut di Fabergè oppure il whisky Chivas Regal…? Ebbene, per fortuna adesso tutto quel mondo e quel modo di comunicare è diventato giurassico.

Adesso bisogna divertire ed emozionare il pubblico ed allora sarà stesso lui a persuadersi della “necessità/bisogno” di avere quello specifico prodotto di quello specifico marchio. Un procedimento inverso non di “push”, ma di “pull”; lanciare il sasso nello stagno ed attendere che siano le onde ad arrivare a te…

Oggi si sta affermando il concetto di advertainment: advertising + entartainment.
L’Unconventional Marketing risponde appieno a questa esigenza perché è comunicazione fondata sulla creatività, sull’emozione, sul divertimento e sul coinvolgimento del proprio “pubblico”

5) L’Unconventional Marketing non deve però mai perdere di vista anche il ruolo del Brand nella Società. Bisogna divertire ed emozionare, ma senza dimenticare di dare anche un senso in quello che facciamo, un modo responsabile di essere al mondo.

Questa esigenza allarga e completa la vecchia definizione di “posizionamento” di Marketing. Un’azienda responsabile, sociale ed attenta a temi come quelli ambientali, acquisisce un differenziale nella mente dei consumatori, difficile da scalzare e molto durabile nel tempo.

Ciò accresce la reputazione di un Brand e, quindi, il suo valore.
Elementi quelli elencati che se tenuti in opportuno conto in una Strategia di Unconventional Marketing, non potranno non determinare una Campagna efficiente ed efficace con ritorni anche tripli rispetto ad una Media Plan tradizionale.

di Massimo Antinolfi (in foto)

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