Aldi elimina, per prima negli Usa, snack e dolci dagli espositori nei pressi delle case

Gen 30th, 2016 | Di Altri | Categoria: Trade e distribuzione


Negli Stati Uniti, la catena tedesca Aldi è la prima ad aver deciso di eliminare snack e dolci dagli espositori nei pressi delle case dei suoi circa 1.500 punti vendita.

La sostituzione con prodotti più sani, come noci, frutta secca e barrette di cereali, è cominciata all’inizio dell’anno e si completerà entro dicembre. Un anno fa, Aldi aveva adottato la stessa decisione per i suoi circa 300 supermercati in Gran Bretagna, riconoscendo che gli espositori alle casse sono una nota fonte di acquisti malsani, fatti d’impulso.

In Gran Bretagna, la prima catena di supermercati a cambiare politica di vendita alle casse è stata Tesco, nel gennaio 2015, seguita poi da Lidl e, infine, da Aldi. Nel mese di maggio 2014, Il Fatto Alimentare ha lanciato una petizione on line invitando i supermercati ad eliminare snack, caramelle e dolciumi situati in prossimità delle casse, ma Esselunga, Auchan, Carrefour, Iper, Il Gigante, Unes, Pam etc. hanno pressoché ignorato l’invito. Coop aveva annunciato un momento di riflessione sul tema, salvo poi decidere di non cambiare strategia di vendita.

L’unica catena che ha risposto positivamente è U2, che entro il 2016 eliminerà i dolciumi dalle avancasse dei punti vendita, sostituendoli con prodotti freschi sani dedicati al benessere quotidiano. Un fatto importante perché in Italia solo i nuovi supermercati biologici NaturaSì non propongono dolci e snack tradizionali alle casse (sono in corso modifiche anche negli altri supermercati). Gli altri invece lo fanno regolarmente, perché in questa posizione si vende il 21% degli snack dolci, il più delle volte sollecitati dalle richieste dei bambini.

Intanto, l’organizzazione non profit statunitense Center for Science in the Public Interest (CSPI) ha condotto una ricerca nell’area di Washington, rilevando cosa viene venduto negli espositori alle casse. La ricerca ha preso in esame trenta negozi di quattordici tipi, non solo supermercati. Il risultato è che l’86% dei negozi non alimentari ha alimenti o bibite negli espositori presso le casse e, nel complesso, il 90% dei prodotti alimentari comprendono esempio, caramelle, barrette energetiche, patatine, biscotti, mentre il 60% delle bevande sono zuccherate. Secondo il CSPI, i prodotti venduti alle casse stanno contribuendo all’epidemia di obesità. Dei ventuno negozi non alimentari compresi nella ricerca, solo tre non vendono alimenti o bevande alla cassa e, tra i negozi di alimentari, solo l’ipermercato Costco non lo fa.

Secondo Jessica Almy, esperta di politica nutrizionale del CSPI, “in quest’epoca di diabete e obesità, è immorale che i negozi spingano le persone a comprare e consumare calorie in eccesso, che danneggeranno la loro salute. I negozi alimentari dovrebbero stabilire degli standard nutrizionali per gli alimenti venduti alle casse, mentre quelli non alimentari dovrebbero uscire del tutto dal business del junk food”.

tratto da http://www.ilfattoalimentare.it/

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