Amore, affetti e buon cibo: a cosa non si può rinunciare neppure in tempo di crisi
Mag 27th, 2009 | Di Altri | Categoria: Indagini e SondaggiLa ricerca ‘Gli italiani e i piaceri veri’ - realizzata per Voiello, marchio storico nel settore della pasta, da Gfk-Eurisko (campione di 1280 persone tra i 18 e 64 anni) - esplora il rapporto tra gli italiani e i piaceri, quelli che sopravvivono a tutto, anche ai periodi di crisi, per scoprire quali sono, come e con chi vengono vissuti. Perché il piacere cambia, ma trionfa sempre, supera anche l’ostacolo della crisi economica, diventando più concreto e autentico, meno edonistico e superficiale, l’essenziale è viverlo con gli affetti - famiglia e amici - attorno a una tavola apparecchiata, dove convivono amore e pasta, due dei piaceri più gettonati.
Infatti è la pasta il prodotto al quale va il 47% di preferenza degli italiani - specie se condivisa con amici a tarda sera (25%, con il 35% dei consensi, tra gli uomini soprattutto under 30) e in versione “pasta al forno della domenica” (22%), che ‘gareggia’ con il profumo del pane (al primo posto per il 27% degli italiani). In tempo di crisi, il piacere vive due dimensioni: quella dell’etica da un lato - con il piacere dato dalle piccole e semplici cose a portata di mano (92%) a pari merito con il rendersi utili nel fare qualcosa per gli altri - e quello della concretezza dall’altro, in una logica di gratificazione e riscatto, con una tendenza al divertimento e al godersi i piaceri della vita (86%) partendo dalla buona tavola che, per il 79% degli intervistati, è un piacere a cui non si può resistere.
Dalla ricerca emerge anche un dato geografico: Roma, infatti, è per il 42% degli intervistati la città simbolo del ‘piacere vero’, davanti a Venezia (33%, soprattutto donne), Firenze (29%), Napoli (13%) e Milano (10%, con dominanza giovanile), Palermo (4%) e Torino (2%).
Ma la ricerca Voiello non finisce. Infatti l’azienda continua il viaggio alla scoperta dei piaceri veri, attraverso il sito www.piacerevero.it, in cui tutti possono votare i piaceri irrinunciabili, proporne di nuovi e sperimentarne il gusto.
Di Barbara Tomasi
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