Arriva il Brand Storming

Ott 21st, 2016 | Di Altri | Categoria: Editoriale


Si avete letto bene…
Stiamo parlando non del Brainstorming (la tecnica usata in alcune riunioni in cui ogni partecipante propone liberamente soluzioni di ogni tipo, anche strampalate, paradossali o con poco senso apparente al problema, senza che nessuna di esse venga minimamente censurata. La critica ed eventuale selezione interverrà solo in un secondo tempo) ma proprio del BRANDstorming, nuovo termine coniato dal Club del Marketing e della Comunicazione , del quale ho l’onore di essere consigliere nazionale.

Il Brandstorming cioè la necessità di mettere sempre in discussione il marchio, compreso anche tutti i suoi Assets fondamentali, in funzione del mutevole andamento del mercato.

Sappiamo tutti che l’unica certezza nel Business, come nella vita, è che non esistono più certezze stabili nel tempo. Anzi, tutto cambia e con l’affermarsi del Digitale, Internet, i Social, l’On-line e quant’altro, la realtà sta cambiando sotto i nostri occhi alla velocità della luce, anzi della fibra ottica…

Allora le aziende cosa devono fare..? Possono mai pensare che procedure, organizzazioni, modi di lavorare, programmi, gestionali, ecc… ideati ed implementati al tempo dei telefax possano ancora funzionare adesso al tempo dei Social e del Web…? Si può mai pensare che un posizionamento strategico di un marchio e/o di un prodotto scelto negli anni ’80 possa valere anche oggi…?

Per carità, non si vuole affermare che, ad esempio, un’azienda BIO debba mettersi a vendere le sigarette, ma si vuole evidenziare che non bisogna MAI dormire sugli allori, si deve sempre avere l’orecchio attento alle novità del mercato e saper adeguare con graduale progressione le cose aziendali.

Quante volete nelle aziende, a fronte di una proposta di un’innovazione di qualsiasi tipo, abbiamo sentito dire: “Ma da noi si è sempre fatto così..!”, anche per il cambio di una semplice procedura…? Non c’è cosa più pericolosa di un atteggiamento del genere. Il fossilizzarsi e sentirsi protetti da quello che “si è sempre fatto” è l’anticamera dell’insuccesso. Poiché tutto cambia, invece, proprio l’aver fatto una cosa sempre nel passato, dovrebbe essere il campanello d’allarme della necessità di apportare dei mutamenti.

Un aspetto che, invece, da sempre le aziende hanno sentito la necessità di adeguare nel tempo è, ad esempio, il logo del proprio prodotto di punta. Su questi aspetti più “pubblici” le aziende hanno spesso adeguato in tempo e con una ammirevole progressività, il logo al cambiare degli stili e delle mode. Ad esempio, possiamo apprezzare il mutamento del marchio KIMBO nel corso dei decenni.


Ma sono i mutamenti interni quelli più importanti da fare: nuove mercati, nuove sfide, nuovi consumatori, nuovi modi di ragionare, impongono la necessità di non porre limiti al cambiamento e, soprattutto, di mettere caos al proprio Business, di essere pronti a pensare in modo “differente” rispetto a quanto fatto fino a quel momento.

Questa impostazione, apparentemente scontata, risulta rivoluzionaria se confrontata con le realtà aziendali di tutti i giorni.
In altre parole, bisogna difendere le aziende dalla propria storia…

La storia di una azienda, soprattutto di quelle di successo, è ovviamente da rispettare e tramandare ai posteri, ma è solo una base di partenza dalla quale essere pronti a cambiare per adeguarsi al mondo; non deve essere un macigno da portare appresso a tutti i costi.
Questa nuova impostazione del BRAND Storming è la carta vincente per adeguarsi al cambiamento.
di Massimo Antinolfi (in foto)

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