Assobirra: produzione di birre italiane al massimo storico e reputazione al top in Europa

Nov 30th, 2017 | Di Altri | Categoria: Consumi e Consumatori


LA PRODUZIONE HA TOCCATO IL NUOVO MASSIMO STORICO

Nel 2016 la produzione di birra italiana ha superato per la prima volta la soglia dei 14,5 milioni di ettolitri, aggiornando ulteriormente al rialzo (+1,6%) il massimo storico toccato l’anno precedente (14,3 milioni), che a sua volta aveva registrato un significativo +5,7% sul 2014.

Da tre anni dunque, già prima che gli altri indicatori economici del Paese volgessero in positivo, il settore birrario nazionale ha ripreso a crescere trovando con successo all’estero quella parte di clientela che gli veniva a mancare sul territorio nazionale a causa della crisi dei consumi. E la tendenza della prima metà del 2017 conferma il trend, che finalmente può giovarsi della ripresa in atto anche nei consumi domestici.

I risultati della birra italiana sono stati resi possibili dall’altissima reputazione di cui questa gode, consolidata nel nostro Paese e sempre più in crescita a livello internazionale, e dall’impegno di un settore che – in tutta la filiera – ha sempre continuato, e continua, ad investire con risultati di eccellenza in termini di innovazione, di qualità di prodotto e di processo, di sostenibilità ambientale.

Questo lusinghiero risultato è stato raggiunto malgrado, nello stesso triennio, la birra italiana sia stata colpita da un inusitato incremento del carico fiscale (prima della positiva inversione di tendenza registrata dal 1° gennaio di quest’anno. In soli 15 mesi, da ottobre 2013 a gennaio 2015, le accise sulla birra sono aumentate del 30 per cento, ponendo il nostro Paese ai vertici della classifica nell’Europa continentale: in Germania e in Spagna, ad esempio, le accise sulla birra sono pari rispettivamente ad un quarto e ad un terzo di quelle vigenti in Italia.

Non solo: nel mercato domestico la birra rimane l’unica bevanda alcolica da pasto ad essere tassata pagando, addirittura, in proporzione accise più alte dei superalcolici. I frutti dell’impegno profuso dal settore birrario italiano emergono dai numeri: mentre sul fronte dei consumi l’Italia rimane agli ultimi posti in Europa, su quello della produzione il nostro Paese è al decimo posto (posizione consolidata ormai da molti anni), con il 3,5% della birra prodotta nell’intero continente, davanti a Paesi di grande tradizione birraria quali Austria, Danimarca e Irlanda.

IN ITALIA LA REPUTAZIONE DELLA BIRRA È AL TOP D’EUROPA

Ma c’è un aspetto – di grande significato – in cui l’Italia, o meglio la birra italiana, detiene un primato assoluto in Europa: la reputazione fra i consumatori. Un aspetto di tipo qualitativo, ma che è stato misurato scientificamente dallo studio pubblicato nell’ottobre 2016, dal titolo “Perceptions about Beer and Brewerie in Europe”, realizzato da Reputation Institute per conto di The Brewers of Europe, l’organismo che riunisce le associazioni nazionali dei produttori di birra di 29 Paesi europei, fra cui AssoBirra.

Premesso che il punteggio medio della reputazione della birra nei Paesi UE è stato di 65, con oscillazioni che vanno da 50 a 78,2 (un punteggio oltre 70 è considerato “strong”), il valore più alto è stato registrato proprio dall’Italia (78,2), seguita da Bulgaria (78,1), Spagna (76,7), Polonia (75), Romania (74,1), Slovacchia (73,4) e Repubblica Ceca (72,8).

Di più: Italia e Spagna sono i soli due Paesi in cui l’apprezzamento della birra è superiore a quello del vino (75,7 in Italia, 73,7 in Spagna). Ancora: mentre in genere l’apprezzamento della birra è maggiore fra gli uomini che fra le donne, Italia e Spagna – di nuovo – fanno eccezione: nel nostro Paese il valore è identico per i due sessi (78,2), mentre in Spagna le donne (77,2) superano gli uomini (76,2).

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