Automotive, la vendita è sempre più on line

Ott 27th, 2016 | Di Altri | Categoria: Imprese e Mercati


Secondo una ricerca DealerK, il futuro della distribuzione automotive è tutto digitale. Ben il 95% dei dealer che operano nel settore dell’automotive ammette l’importanza dell’impatto crescente che il digitale avrà sul futuro del proprio business ed il dichiara di voler aumentare il numero di persone nell’area web e digital. Con i processi di vendita delle auto in continuo cambiamento, oggi l’attenzione si sposta dallo showroom verso l’ecosistema digitale, con l’80% dei clienti che comprano auto nuove partendo da una ricerca online.

Questo porta con sé un drastico calo di accessi nelle concessionarie (si parla di 1 visita rispetto alle 5 del passato – “Innovating Automotive Retail”, McKinsey & Company): è qui dunque la sfida che si propone ai concessionari.

Ma qui, entra in ballo un altro tema forse dato per scontato. I dealer basano percentuali importanti dei loro investimenti in marketing sulle contribuzioni di casa madre, la quale spesso lega queste contribuzioni (o percentuali maggiori) alla scelta dei media. Non è dunque raro che un dealer (specialmente nel caso di brand di massa, generalisti, ed europeei) creda fortemente nel digital ma si trovi di fatto obbligato ad investire ancora buona parte delle risorse in media tradizionali come affissione, radio e stampa.

Sempre la ricerca evidenzia come in fatto di investimenti, il 30% del budget di marketing della propria azienda sia destinato alle attività digital, contro l’altro estremo che vede il 14,42% investire meno del 5% nei media online e campagne digitali; in mezzo, tutti gli altri. Per dare una dimensione di queste percentuali, si consideri che un concessionario medio-grande del centro o del nord investe tranquillamente oltre i 120mila euro/anno in pubblicità (al lordo delle contribuzioni di casa madre).

Il mondo dell’auto è da sempre stato un traino per la pubblicità, ed ha affrontato a testa alta una crisi che lo ha investito con accanimento. La concorrenza è spietata, oggi più che mai basata su fattori oltre l’estetica (consumi, manutenzione e gestione, ambiente), spingendo i protagonisti a cercare nuovi metodi e strategie che permettano di raccontare il prodotto. Ecco perché i media digitali, mobile e video in testa, hanno un potenziale enorme per trainare la ripresa del settore che i dati del primo trimestre 2015 hanno certificato.

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