Aziende sempre più sensibili al loro impatto ambientale

Apr 26th, 2016 | Di Altri | Categoria: Indagini e Sondaggi


L’89% dei professionisti europei dell’IT1 intervistati durante il CeBIT 2016, il più importante evento annuale del settore tecnologico in Europa, ha affermato che nel corso degli ultimi tre anni le considerazioni ambientali sono diventate più importanti o hanno mantenuto un’importanza costante. Nelle aziende con oltre 500 dipendenti, il 62% dei partecipanti ha affermato che l’importanza della sostenibilità è aumentata significativamente; mentre nelle aziende con meno di 10 dipendenti, poco meno della metà (41%) dei partecipanti ha confermato un suo aumento significativo.

Questi risultati emergono in un periodo in cui gli appalti pubblici in tutta l’Unione Europea dovranno rendere conto in modo più visibile delle prestazioni ambientali dei prodotti e dei servizi IT acquistati. A partire dal 18 aprile 2016, sono entrate in vigore le nuove direttive sugli appalti pubblici della Commissione Europea, che andranno a integrare le linee guida esistenti sugli appalti pubblici verdi (GPP). In base ai nuovi regolamenti, qualsiasi procedura di assegnazione di un appalto pubblico dovrà includere uno specifico rapporto dell’acquirente pubblico che giustifichi la decisione relativa alla procedura.

Il sondaggio, che ha coinvolto 790 professionisti del settore IT europeo durante il CeBIT (che si è tenuto dal 14 al 18 marzo scorso), ha rivelato che le aziende sono sempre più impegnate in una riduzione dell’impronta ecologica delle proprie attività, con una sostituzione delle apparecchiature più vecchie e inefficienti. La metà degli intervistati (51%) ha affermato che le considerazioni ambientali svolgono un ruolo sostanziale nella decisione di aggiornare le tecnologie degli uffici. Nelle aziende con oltre 500 dipendenti, tuttavia, il 60% ha indicato l’importanza delle considerazioni ambientali, rispetto al 44% dei dipendenti delle aziende di medie dimensioni (10-99 dipendenti).

Massimo Pizzocri, Amministratore delegato di Epson Italia, ha commentato: “I risultati dell’indagine dimostrano che un numero crescente di aziende smart - soprattutto grandi realtà che possiedono gli strumenti per aggiornare spesso le proprie tecnologie - stanno già effettuando il passaggio ad apparecchiature IT più “verdi”, per assicurarsi che i loro uffici siano pronti per il futuro.”

La popolarità della stampa inkjet presso le aziende sta aumentando sempre di più, in quanto i vantaggi delle tecnologie inkjet vanno di pari passo con i fattori che stimolano la crescita dei business: riduzione dei costi, ridotta impronta ecologica, aumento della produttività, spinta verso una maggiore qualità e aumento delle risorse. Si prevede pertanto per i prossimi anni una rapida crescita del mercato delle inkjet per l’ufficio, che secondo una ricerca IDC potrebbe arrivare a rappresentare il 34% del mercato delle stampanti per l’ufficio entro il 2019.

Le soluzioni inkjet per l’ufficio di Epson - le stampanti WorkForce Pro - offrono velocità e qualità di stampa, oltre a una riduzione fino all’80% dei consumi energetici. Inoltre, il sistema di inchiostri RIPS (Replaceable Ink Pack System) delle WorkForce Pro è composto da sacche di inchiostro ad altissimo rendimento, che consentono di stampare fino a 75.000 pagine senza interruzioni o sostituzioni delle cartucce. Questo è un enorme vantaggio per i grandi uffici che stampano volumi elevati e consente di risparmiare fino al 96% di energia, ridurre del 92% le emissioni di CO2 e del 95% gli sprechi rispetto alle stampanti laser equivalenti2.

Pizzocri continua: “Con l’accordo globale sul clima stabilito al COP21 e i piani dell’UE per lo sviluppo di un’economia a basse emissioni di carbonio entro il 2050, l’impatto ambientale dell’IT nelle aziende sarà sottoposto a esami sempre più rigorosi. Per questo le nostre tecnologie compatte, efficienti e precise sono create per ridurre l’impatto ambientale di tutti i prodotti e servizi utilizzati dai nostri clienti, in tutte le aree della loro attività.”

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