Bayer con magis a Fieragricola per la sostenibilità del vino italiano

Feb 10th, 2014 | Di Altri | Categoria: CATEGORIA B


In occasione di Fieragricola (VR) Bayer CropScience ha organizzato, in collaborazione con magis, la presentazione del manuale di sostenibilità magis, uno strumento a disposizione della viticoltura italiana e di chi vorrà compiere un primo passo verso la certificazione del prodotto.
Il vino italiano sta ottenendo grandi soddisfazioni, raggiungendo il primato delle esportazioni e i trend di settore dimostrano come la qualità e l’innovazione influenzino le scelte dei consumatori sempre più attenti a ciò che comprano.
“Il nostro esempio di eccellenza è magis un perfetto esempio di come in Italia si può fare sistema, grazie alla collaborazione tra i maggiori esperti del comparto ed aziende normalmente concorrenti che hanno visto in magis la valorizzazione del lavoro fatto in campo ed il riconoscimento della qualità. Continueremo a lavorare insieme alle aziende che fanno parte di magis per espandere il concetto della sostenibilità dal vigneto alla cantina fino alla commercializzazione.” ha detto Karina von Detten, Amministratore Delegato di Bayer CropScience in Italia.
Karina von Detten ha poi consegnato il premio “Nova Agricoltura award” all’azienda “Il Monticino” di Zola Pedrosa (BO) a testimonianza che la sostenibilità è raggiungibile e può essere una opportunità di business.
“Premiare un’azienda come Il Monticino significa premiare la volontà di mettersi in gioco delle medie e piccole aziende vitivinicole italiane, che credono nell’innovazione e che fanno di questa la chiave per entrare in nuovi mercati” - afferma von Detten. “E’ un piacere per me premiare Giacomo Morandi, quale esempio di passione e successo dei giovani nel mondo della viticoltura italiana”.

Come produrre un vino sostenibile? Risponde il manuale di sostenibilità magis

Presentato a Fieragricola il “Manuale di sostenibilità”, per sapere come raggiungere la certificazione dei vini sostenibili magis
Magis, è il primo e più avanzato processo produttivo sostenibile nella vitivinicoltura in Italia con oltre 200 aziende vitivinicole aderenti al progetto e circa 20 aziende che vantano già vini sostenibili certificati.
Magis è oggi sinonimo di sostenibilità in vitivinicoltura. Un protocollo tra i più innovativi al mondo che offre la possibilità alle aziende che vogliono differenziare il proprio vino di suggellarne il valore attraverso un nuovo percorso di certificazione verificato da DNV Business Assurance, ente di certificazione indipendente tra i leader a livello mondiale.
Una garanzia per il consumatore sempre più attento al rispetto dell’ambiente e consapevole nella scelta dei prodotti che acquista. Un valore aggiunto anche per i piccoli produttori di vino che possono così mantenere “vivo” il territorio, un bene prezioso da salvaguardare dove si fondono lavoro e tradizione.
Oggi magis fa un ulteriore passo avanti per consentire a tutti i viticoltori che ci credono e vogliono impegnarsi per raggiungere la certificazione dei propri vini: il primo “manuale di sostenibilità” in Italia, redatto dal Comitato Tecnico Scientifico di magis.
“Questo manuale nasce con l’obiettivo di trasferire a tutti i concetti chiave della parola sostenibilità applicabili in viticoltura e comunicabili ai consumatori. Come le persone , ogni vigneto e ogni vite hanno le loro necessità e per fare in modo che alla vendemmia l’uva sia della qualità migliore bisogna saper «interpretare» l’annata e le condizioni ambientali e non precedere applicando sempre e comunque una «ricetta» predefinita” afferma Attilio Scienza, Università degli Studi di Milano - Presidente del Comitato Tecnico Scientifico.
“Magis vuole quindi mettere al centro il vigneto e valorizzare il lavoro dell’agronomo, mantenendolo aggiornato sulle innovazioni disponibili in una rete tra le aziende e le istituzioni scientifiche, supportandolo nello sviluppo delle normative in materia, sia italiane sia Europee, che entreranno in vigore già da quest’anno”. conclude Scienza. “In questo modo la bottiglia di vino diventa il testimone certificato di un percorso dal campo al bicchiere con un’attenzione particolare nei confronti del consumatore, quell’attenzione che ogni uomo metterebbe per lasciare ai propri figli un mondo migliore”.

Riello: “E’ stata la migliore rassegna degli ultimi 10 anni”.

«Questa è stata la migliore Fieragricola degli ultimi 10 anni, con oltre 140mila visitatori e una presenza estera del 14 per cento, con operatori provenienti da 103 Paesi e 900 incontri b2b con buyer stranieri. Sono risultati oltre ogni aspettativa ed è la conferma, come è emerso in questi quattro giorni a Verona, che l’agricoltura ha le potenzialità per risollevare l’economia». Lo dice il presidente di Veronafiere, Ettore Riello, nella giornata conclusiva della 111ª edizione Fieragricola, rassegna internazionale dedicata al comparto primario, con una copertura trasversale, grazie a più di 1.000 espositori nei segmenti della meccanica agricola, zootecnia, energie rinnovabili, agroforniture, vigneto e frutteto.
Numeri record. Gli ingressi hanno registrato una crescita dell’8 per cento rispetto al 2010 (ultima edizione utile per il confronto, dal momento che la rassegna agricola nel 2012 venne pesantemente penalizzata dal maltempo). «Fieragricola - osserva il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani – ha dato le risposte che gli espositori stavano cercando in termini di specializzazione dei visitatori, provenienti da tutte le regioni italiane e con un forte incoming estero, in particolare da Austria, Svizzera, Germania, Romania, Russia, Finlandia, Francia, Giappone, ma anche dall’area Balcanica e dal Nord Africa». E alla Fieragricola con il più ampio numero di visitatori delle ultime cinque edizioni, c’è spazio per una presenza dalla Repubblica di Nauru, Stato-isola dell’Oceania.
Accordi e presenze internazionali. Nel corso della rassegna sono stati siglati due importanti accordi per lo sviluppo ulteriore di Fieragricola. «Veronafiere ha infatti stretto una partnership con U.I.V. per portare Enovitis, evento dedicato al vigneto, all’interno di Fieragricola 2016 - precisa Mantovani -. Si rafforza allo stesso tempo la nostra presenza su mercati interessanti come il Nord Africa, grazie a Medinit Agro, salone del Made in Italy agricolo, in programma dal 5 al 7 giugno».
Verona è stata davvero la capitale italiana e mondiale dell’agricoltura, non soltanto per le tematiche trattate in oltre 90 convegni – che hanno posto Fieragricola sulla stessa lunghezza d’onda delle attuali esigenze di mercato - ma anche per la partecipazione dei sottosegretari alle Politiche agricole, Maurizio Martina e Giuseppe Castiglione e del presidente della commissione Agricoltura al Parlamento europeo, Paolo De Castro.
Presenti anche ministri e autorità straniere, fra i quali il ministro all’Agricoltura della Lituania, Vigilijus Jukna, il console generale della Repubblica Islamica dell’Iran in Italia, Seyed Mohammad Jozi, il direttore dell’agenzia governativa del ministero dell’Agricoltura del Marocco, Mohamed El Guerrouj.
Riscontro positivo anche dagli espositori. Dall’agrimeccanica alla zootecnia, aziende altrettanto soddisfatte. Marco Mazzaferri, business director di New Holland, parla di stand «sempre pienissimi, sia nel settore della grande meccanica che nell’area dedicata a vigneto e frutteto, con un interesse elevato del pubblico a tutte le nostre novità».
Stefano Tacchinardi, direttore commerciale Italia della Same di Treviglio, conferma che «Fieragricola è andata benissimo, oltre alle aspettative. Al nostro stand, non soltanto visitatori italiani, ma presenze rilevate anche dall’Europa e Sudamerica».
Ha vinto la specializzazione, secondo Maria Carolina Balbusso, marketing communication manager di Maschio Gaspardo, che parla di «quattro giorni di afflusso consistente di tecnici, concessionari, agricoltori e allevatori».
Una Fieragricola così non se l’aspettava nemmeno l’amministratore delegato di Antonio Carraro spa, Marcello Carraro: «È andata sorprendentemente bene, grazie al nuovo ruolo della fiera, non solo occasione di vendita, ma momento per richiamare l’attenzione e ampliare la platea di pubblico competente».
Ha fatto il pieno di contatti l’azienda Pellenc, specializzata nella viticoltura. Lo dichiara l’amministratore delegato, Paolo Salvestrini: «Il dato estremamente positivo è che abbiamo avuto diversi nuovi contatti, anche nell’area legata alla manutenzione delle aree verdi».
Il grande afflusso di operatori specializzati è un segnale che «il mercato è in movimento», rileva Massimo Bordone, direttore generale marketing and sales di Claas. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Maria Grazia Timpanaro, network development and marketing support di Case IH: «Quest’anno è andata molto bene, con un’ottima affluenza, specchio di una realtà che riparte anche in agricoltura».
Bilancio positivo anche per Massimo Burnelli, responsabile commerciale Italia di Nobili Macchine Agricole: «In Italia, solo qui si possono realizzare tutti questi contatti. A Fieragricola mancavamo da alcune edizioni, ma di questa siamo ampiamente soddisfatti».
Fra i grandi ritorni, Agco, che con Massey Ferguson ha costituito una delle principali attrattive nei saloni del vigneto e frutteto. «La collocazione espositiva ideale per noi - recita Emanuela Agostini, advertising & sales promotion specialist – . Abbiamo registrato parecchio interesse per le nostre macchine, soprattutto dagli operatori provenienti dal Veneto, Emilia-Romagna, Puglia e Sicilia».
Un ritorno a Verona dopo un’assenza di 20 anni per l’azienda Cosmo. «Abbiamo individuato Fieragricola per rilanciare il mercato interno e ritengo sia stata una scelta vincente – commenta Federico Paolino, export sales manager della realtà piemontese che produce spandiconcimi e spandisale -. Si vede che c’è di nuovo interesse nella vendita di attrezzatura».
Si dice «particolarmente contento» Luca Romagnoli, direttore commerciale per l’Italia di Kubota Tractor Corporation, marchio giapponese della meccanica agricola: «Siamo presenti da tre edizioni a Fieragricola e quest’anno siamo particolarmente contenti dei dati di affluenza, presupposto ideale per il nostro progetto di crescita».
«È andata molto bene, soprattutto sul piano dei contatti internazionali - spiega Luciano Manara, socio del gruppo Manara Sementi -. Abbiamo ricevuto visite importanti da Russia, Romania, Lituania, Ungheria e anche dal Senegal e dal Sudamerica».
Risultati eccellenti anche dal comparto della zootecnia, come conferma Pietro Salcuni, presidente dell’Associazione italiana allevatori: «Fieragricola si conferma la capitale della zootecnia italiana ed europea. Ho visto una rassegna molto attiva in questo settore, che ha saputo coniugare la grande specializzazione grazie alla mostra nazionale della razza bruna e alla gara europea dell’European Open Holstein Dairy Show. Una vetrina interessante invece per il grande pubblico è stata l’iniziativa “l’Arca di Noè”, in grado di sensibilizzare i visitatori sull’importanza dell’allevamento».
Entusiasta Laura De Boschis, amministratore delegato di Trustech: «Non ci aspettavamo un riscontro tanto positivo, l’interesse dei veterinari e degli allevatori è stato altissimo. Per noi che presentiamo un prodotto in evoluzione è stata un’occasione imperdibile per confrontarci e raccogliere i feedback».
Bene anche le bioenergie. «La novità dell’agri-pellet, che rilancerò anche a Progetto Fuoco, qui a Veronafiere - afferma Giovanni Portelli, titolare delle Costruzioni Nazzareno - ha richiamato un numero incredibile di visitatori». Allineato anche Diego Nobile, fondatore di Pn Group Energy di Verona, società specializzata in fotovoltaico e pompe di calore: «Per noi è stata la prima esperienza ad una manifestazione internazionale come Fieragricola e sono rimasto molto soddisfatto per il numero di contatti allacciati. Una grande opportunità per un’azienda come la nostra, nata da pochi mesi».

Mariella Belloni

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