Il boom del native advertising: +156% nei prossimi 5 anni

Feb 28th, 2016 | Di Altri | Categoria: Breaking News


Il native advertising ( ovvero la forma di advertising online che assume l’aspetto dei argomenti del sito sul quale è ospitata, cercando di generare interesse degli ‘internauti’.

L’obiettivo finale è riprodurre l’esperienza utente del contesto in cui è posizionata, sia nell’aspetto , sia nella sostanza. Dunque la vera finalità è quella di rendere l’annuncio pubblicitario meno intrusivo in modo che non interrompa la fruizione del contenuto che l’utente sta guardando, così da aumentare la percentuale di click e interazioni sull’annuncio) conquisterà nel 2020 il 52% del mercato display advertising in Europa, grazie a una crescita nei prossimi 5 anni del 156%.

E’ quanto emerge dallo studio “Native Advertising in Europe to 2020”, realizzato da Yahoo e Enders Analysis.

Un ritmo di crescita così sostenuto, secondo la ricerca, è principalmente dovuto al cambiamento del comportamento dei consumatori e, in particolare, al sempre più pervasivo utilizzo di smartphone e tablet per la ricerca e la fruizione di contenuto.

Come conseguenza di questa tendenza, la maggior parte degli investimenti in native advertising sarà su mobile, con una previsione di spesa, secondo lo studio, pari a 8,8 milioni di euro in Europa entro il 2020: quasi sei volte gli 1,5 milioni spesi nel corso del 2015.

L’aumento della fruizione di contenuto via social media sarà uno dei principali driver di questa crescita, con un incremento pari al 300% nel native social network advertising entro il 2020, passando cioè dagli attuali 2 miliardi a 6,3. Inoltre, la fruizione sempre più forte dei video vedrà raddoppiare gli investimenti in formati video in-stream, passando dai 2,4 miliardi del 2015 ai 5,1 del 2020.

Lo studio sottolinea i benefici del native advertising sia per gli editori - che vedono la creazione di formati esclusivi come un mezzo per differenziare le loro offerte - sia per i professionisti dell’advertising e delle agenzie, che lo vedono come un modo per migliorare performance ed efficienza.

La ricerca evidenzia inoltre il grande potenziale del native advertising nel diminuire l’impatto dell’ad-blocking, data la sua più bassa propensione a essere rilevato da questo tipo di software. Sebbene non sia del tutto immune, il native advertising rappresenta un’opportunità concreta per il mercato per stabilire nuovi standard per un formato basato sulle preferenze degli utenti, dando loro meno motivi per bloccare gli annunci.

“Gli utenti mobili stanno influenzando rapidamente il modo di fruizione dei contenuti e questo rappresenta una grande opportunità per chi fa adv - afferma Nick Hugh, Vp Emea di Yahoo - Il native è un format estremamente efficace sui piccoli schermi e crea un’esperienza più capace di generare interazione e più contestuale. E’ una soluzione scalabile per gli editori e un’opportunità creativa e misurabile per i professionisti dell’adv che offre una soluzione ottimale da entrambe le parti”.

“Il Native advertising sembra essere una di quelle rare situazioni win-win per il mercato - siottolinea Joseph Evans, digital media analyst presso Enders Analysis - più efficacia per i professionisti dell’adv, più valore per gli editori e maggiore gradimento da parte degli utenti. Essendo perfetto per i contesti mobile, social e video mobile, significa che la crescita nel native contribuirà a spingere gli investimenti nella pubblicità digitale display”.
(fonte http://www.corrierecomunicazioni.it)

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