Cambia la loyalty in tempo di crisi

Gen 14th, 2009 | Di Altri | Categoria: Marketing


Bisogna rivedere l’attuale concezione dei programmi di fidelizzazione, basata su livelli di premi o vantaggi uguali per tutti coloro che raggiungono i punteggi fissati, e distribuire parte del profitto aziendale al cliente, in proporzione alla sua fedeltà e al valore speso.

La fedeltà del consumatore all’insegna o al prodotto nei tempi di crisi è un fattore determinante per la tenuta del fatturato aziendale.
In bilico tra comportamenti aziendali traballanti, alimentati da una pressione promozionale costante, e un’evidente difficoltà di ottenere stesse quantità di beni con la stessa spesa nel tempo, il consumatore realizza una semplice equazione: mantenere un tenore di vita adeguato, ma risparmiare sui prodotti e sui servizi non fondamentali alla tenuta dello stile di vita familiare.

È quindi utile capire come la gestione della fedeltà (customer loyalty management) debba essere tarata per dare risposte efficaci analizzando comportamenti, in parte razionali e in parte emotivi, legati alla tenuta di status di consumo in presenza di un’evidente crisi di liquidità e un carico crescente d’indebitamento personale.

Sul tema ne scrive Antonio Votino, responsabile della divisione Loyalty di Icteam, su Promotion Magazine di novembre.

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