Come sta cambiando il settore agroalimentare, e cosa devi fare per sopravvivere

Giu 11th, 2016 | Di Altri | Categoria: Editoriale


Giovanni è un piccolo imprenditore nel settore agroalimentare.

Produce una lunga lista di prodotti ortofrutticoli e derivati, di buona qualità e prezzo medio, che poi vende a grossisti ed a qualche catena della Grande Distribuzione.

Ogni giorno, si sveglia ed ha un mucchio di problemi da risolvere: gestire la produzione, verificare cosa fanno i suoi dipendenti, assicurarsi che i clienti lo paghino in tempo, e tante altre cose.

Giovanni non ha molto tempo per riflettere su quello che sta succedendo nel settore agroalimentare.

D’altronde come potrebbe fare, con un’intera azienda da gestire!

E poi, la crisi.

Si, la crisi sta colpendo anche l’azienda di Giovanni, che fa sempre più fatica a mantenere stabili i livelli delle vendite.

Alcuni clienti chiudono, altri acquistano sempre meno.

Però, pensa Giovanni, la crisi finirà, e la gente smetterà di cercare solo i prodotti agroalimentari che costano meno!

Eppure, oggi, Giovanni legge su un giornale una cosa che lo stupisce moltissimo.

Da una parte, scrive il quotidiano preferito di Giovanni, nella pagina economica, il segmento dei prodotti biologici, notoriamente venduti a prezzi più alti dei loro concorrenti convenzionali, è in netta crescita nel 2014.

Dall’altra, le marche private (quelle dei supermercati) calano, ma non quelle che propongono prodotti “premium” oppure biologici.

“Ma come”, viene da pensare a Giovanni, “non siamo in un momento di crisi?”

“Un momento in cui le famiglie tirano la cinghia e tendono a risparmiare sulla spesa, e quindi comprano sempre meno i miei prodotti?

Com’è possibile che gli unici segmenti di mercato che crescono siano quelli dei prodotti più cari?

Vuoi forse vedere che la crisi esiste solo per me?”

In realtà, la situazione non è così strana come sembra, e Giovanni non dovrebbe stupirsi così tanto.

Il settore agroalimentare sta cambiando, e forse Giovanni, preso così tanto dal suo operare quotidiano, non se ne è reso conto.

Da anni, in effetti, si assiste ad un processo di progressiva polarizzazione dei consumi.

Crescono i prodotti top, premium, quelli che offrono un valore speciale ai consumatori: a livello di prodotto, di gusto, di attributi o di caratteristiche.

E crescono anche i prodotti a prezzo più basso (che, a loro modo, offrono anch’essi un valore speciale a chi fa la spesa: appunto, il prezzo basso).

Tutto quello che è nel mezzo (come , purtroppo, i prodotti di Giovanni) rimane schiacciato tra i due poli.

Questa dinamica di fondo poi, ovviamente, viene amplificata e smorzata ogni anno dalle tattiche messe in atto da industria e distribuzione.

Ma il trend di fondo rimane, e non resta che prenderne atto: il mercato agroalimentare si sta sempre più polarizzando.

Come può, dunque, muoversi in questo scenario un’impresa agroalimentare?

Per riuscire a crescere, ogni azienda deve ricorrere ancora di più alle basi del marketing: analizzare i consumatori e sviluppare marche e prodotti capaci di fornire sempre più valore a chi compra.

Leve che le grandi aziende padroneggiano già da decenni – e che è ora che anche tante PMI alimentari imparino ad usare, pena il rischio concreto di rimanere in mezzo al guado dei prodotti troppo standard che, progressivamente, troveranno sempre meno spazio sugli scaffali della GDO.

Maurizio Pisani
maurizio@pisanifoodmarketing.it
Pisani Food Marketing è una società di outsourcing & consulenza di marketing e vendite per le aziende alimentari, fondata e gestita da Maurizio Pisani, ex Direttore Marketing di Chiquita e Direttore Commerciale di Del Monte.
Per maggiori informazioni, www.pisanifoodmarketing.it e www.pisanimarketingtraining.it

Related posts:

  1. Cosa è successo nel 2014 nel settore dei domini Internet
  2. Food Marketing efficace: 6 passi per vincere sul mercato agroalimentare
  3. Premium brands, settore in crescita: 4 trend da osservare
  4. Premium brands, settore in crescita: 4 trend da osservare