Candy Group esce bene dal 2009, anno di crisi. Risultati preliminari 2009 e visione 2010

Feb 22nd, 2010 | Di Altri | Categoria: Aziende

Candy Group, a totale capitale privato (famiglia Fumagalli) ha presentato a Milano i dati del 2009, ponendo l’accento sul ritorno in grande stile.

L’azienda, guidata da Aldo Fumagalli, ha chiuso l’anno a -11%, in linea con il mercato, e a gennaio 2010 segna un + 19% nei volumi e un +10% del fatturato.

Il fatturato di Gruppo è ammontato, secondo i dati preliminari, a 937 milioni  di Euro(-14%). I volumi produttivi sono diminuiti del -16% a 6,2 milioni di unità prodotte nei siti industriali in Italia, Francia, Spagna, Cina, Russia, Turchia, Repubblica Ceca.

Le misure di contenimento delle spese generali e dei costi fissi (ridotti, questi ultimi, di  - 24 milioni di Euro) e il ritorno degli investimenti in innovazione e razionalizzazione industriale hanno spinto il risultato operativo (Ebit) a un miglioramento di + 38 milioni di Euro. Il cash flow è ammontato a  50 milioni di Euro. L’indebitamento è rimasto trascurabile.

Quest’anno sosterrà le marche Candy e Hoover con molta comunicazione, tanto che il budget in Europa è di 40 mln, 16 dei quali per l’Italia. Su Hoover stampa e web per lanciare il progetto ‘Green Ray”. Una filosofia eco sostenibile riguardante tutta la gamma dei piccoli e grandi elettrodomestici Hoover Green Ray con elevata efficienza energetica, che va dal -40% al -50% per i modelli Xarion Pro, Pure Power, Freespace, Athyss, Acenta.

I prodotti Green Ray finanziano infatti l’iniziativa ‘Plant for the Planet’ per la riforestazione con 50.000 nuove piante della Great Rift Valley in Kenia. In particolare, Hoover finanzia il progetto per un anno offrendo un contributo per ogni elettrodomestico Green Ray venduto in Europa.

Nuova struttura organizzativa e investimenti confermati

“Guardiamo al 2010 quale anno di crescita modesta del mercato e confidiamo che si consolidi l’inversione di tendenza degli ultimi mesi. Su queste basi, abbiamo stabilito obiettivi di ulteriore incremento della redditività per avvicinarci ai concorrenti best-in-class: con i prodotti e il loro posizionamento ci siamo già - ha detto Aldo Fumagalli -  non si tornerà ancora ai livelli pre-2008 e dovremo convivere con il clima generale di incertezza, le turbolenze di alcuni mercati, in particolare all’Est, l’inflazione da costi. Proseguiamo secondo le nostre linee guida: innovazione continua; grande attenzione alla salvaguardia dell’ambiente in progettazione,produzione, uso, riciclo dei prodotti; rapporti positivi con il trade e ascolto costante del mercato; difesa del made in Italy. Con la nuova struttura organizzativa e di governance si è  rafforzato l’impegno della famiglia”.

Tra le sfide del 2010 vi sono i rincari delle materie prime (per esempio, il prezzo del rame  è più che raddoppiato negli ultimi sei mesi) e il costo del lavoro in tutti i Paesi sedi di centri produttivi. A oggi, si prevede un ricorso agli ammortizzatori sociali, in Italia, non superiore a quello dello scorso anno, in funzione dell’andamento dei mercati.

Silvano Fumagalli, Presidente del Consiglio di Amministrazione, ha tracciato le linee-guida per il 2010 e oltre: “La managerializzazione del  Gruppo, realizzata nella nuova struttura organizzativa, continua il percorso tracciato da quando è entrata in Azienda la nostra generazione. Ora, abbiamo non solo valorizzato i talenti interni, ma abbiamo ulteriormente rafforzato una struttura orientata alla creazione di valore e al consolidamento della presenza di Candy Group nel gruppo di vertice dei produttori globali di elettrodomestici. L’intera famiglia Fumagalli continuerà a sostenere gli investimenti futuri in una strategia di crescita, già in corso”.

“Gennaio 2010 ci ha fatto tornare al livello dello stesso mese del 2006, ben prima della crisi. Sappiamo che nel 2010 continueremo ad avere problemi a scaicare l’aumento dei costi in un mercato piatto (in Italia, non stimolato da incentivi efficaci), ma abbiamo già deciso investimenti di 40 milioni di Euro in comunicazione per sostenere le nostre marche e ribadirne i valori in Europa.

In sintesi: continuiamo a investire per confermarci tra i protagonisti del settore. La famiglia rimane unita a dirigere il Gruppo: le decisioni strategiche vengono prese nel Consiglio d’Amministrazione, che comprende l’intera proprietà, quelle operative da me e dai 10 manager di primo livello”.

Il Gruppo di Brugherio, ha anche aperto un nuovo stabilimento in Turchia ed è sbarcata a passo veloce sul mercato tedesco.

di Mariella Belloni

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