“C’E’ SOLO LA STRADA SU CUI PUOI CONTARE”: l’ultima frontiera del Marketing 3.0

Nov 29th, 2016 | Di Altri | Categoria: Editoriale


No, non è una strofa di una canzone di Gaber oppure un riferimento al famoso libro di Kerouac.
E’ l’ultima frontiera del Marketing transazionale: essere per strada, rendersi più visibili sui marciapiedi delle città, sui muri, alla fermate degi autobus o tram, al centro delle piazze, in luoghi o location inaspettate come le toilette pubbliche o le strisce pedonali, panchine nei parchi o al centro di fontane ciittadine, le porte scorrevoli degli ascensori o i tornelli di ingresso delle metropolitane, in mezzo alla gente,

Ormai la polverizzazione dell’audience sta riducendo il valore di Campagne un tempo giudicate importanti. La famiglia tipo è un esempio eclatante di ciò. I figli giovani sono separati: chi davanti al computer, chi con gli smartphone in mano, chi ad ascoltare musica alla radio o su Youtube.

I genitori spesso sono divisi anch’essi: la moglie a guardare la TV generalista ed il marito lo sport sulla satellitare. Insomma, tentare di colpire un target ampio sta diventando sempre più difficile per le aziende del largo consumo che vogliano parlare a più fasce d’età.

Ed allora non resta che la strada. La strada, come nuovo media, è ancora l’unico “canale comunicativo” che riunisce persone di tutte l’età, accumunate dalla esigenza di spostarsi da una zona all’altra della città. Un sorta di ritorno al vecchio concetto dell’”Agorà” greco, dove tutte le funzioni sociali più importanti avvenivano nella piazza.

Già adesso però le strade sono piene di messaggi pubblicitari, forse anche troppi. Cartelloni pubblicitari, i famosi 6×3 e di altre dimensioni, insegne luminose, le pubblicità in movimento sui bus ed i tram, ecc…

Ed allora, in questa “giungla metropolitana” pubblicitaria è indispensabile distinguersi, farsi notare, risaltare dalla folla dei messaggi ‘classici’ che si ricevono tutti i giorni ai quali siamo ormai tutti refrattari.

In questo l’Unconventional Marketing e tutte le sue derivazioni dalla Guerrilla all’Ambient passando per lo Stealth, il Buzz, lo Street, o la più avanzata ‘ultimate’ #UAUcommunication riescono efficacemente allo scopo. Attirano l’attenzione delle persone che si muovono nello spazio-ambiente metropolitano, le stupiscono, generano una brand experience esi fanno ricordare a lungo.

E questo a costi notevolmente più bassi di una Campagna Media tradizionale.
Ma quello che da qualche anno rende ancora più interessante ed efficace l’utilizzo delle tecniche “da strada” è la loro interattività e immediata viralità.

Con l’utilizzo generalizzato degli smartphone e dei Social, ogni attività non convenzionale realizzata per strada, raccoglie quasi sempre una miriade di foto, filmati che vengono poi metodicamente postati sui Social.

Da lì vengono visualizzati, condivisi e, quindi, fatti rimbalzare su centinaia di migliaia di altri utenti che percepiscono questo tipo di comunicazione come non invasiva, ma divertente e coinvolgente. Insomma, il modo migliore per farsi notare da un pubblico sempre più scaltro, esigente e “fluido”.

Il costo contatto con queste dinamiche crolla verticalmente, ma è soprattutto la qualità dell’”Attention getting” che è massima perché la comunicazione arriva direttamente sui device delle persone che guardano stupiti e divertiti ciò che sta accadendo.

La strada, come teatro della marca, è l’ultima frontiera del Marketing 3.0 che supera anche la tanto celebrata interattività del web, perché le aziende entrano a diretto contatto “fisico” con le persone, senza neanche la mediazione di una tastiera e di un monitor. Lo spettacolo della “live” pubblicità va in scena on the raod.

Ed allora, con tutta la tecnologia a nostra disposizione, siamo andati talmente avanti che siamo tornati al punto di partenza: c’è solo la strada su cui puoi contare, come cantava Gaber…

Massimo Antinolfi
Corso Milano, 30
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Email: mantinolfi@libero.it

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