Cionet, il social network più eslusivo della rete

Lug 31st, 2010 | Di Altri | Categoria: Web e Dintorni


Essere manager dell’information & communication technology di un’azienda, avere ai propri ordini un minimo di 20 collaboratori, gestire un budget non inferiore ai 2 milioni di euro.

Se sono i requisiti d’ammissione a determinare “il prestigio” di un club, Cionet può essere definito il social network più esclusivo attualmente in rete.

LO SBARCO IN ITALIA - Dopo il successo ottenuto in Gran Bretagna, Spagna, Francia, Olanda e Belgio, la community è sbarcata in Italia nel giugno 2010. In soli due mesi, 82 dei 2.300 Cio italiani hanno deciso di iscriversi. “Contiamo di arrivare a 200 entro la metà di ottobre”, spiega soddisfatto ad Affaritaliani.it Alfredo Gatti, direttore generale di CIOnet Italia.

L’ADVISORY BOARD – Il network ha un proprio organo di autogoverno, l’advisory board, presieduto dal Cio del gruppo Ferrero Enzo Bertolini.

Tra i componenti, manager dei grandi gruppi aziendali italiani: Maurizio Brianza, Cio di Bticino; Augusto Fedriani, disaster recovery manager di Costa Crociere; Paolo Magnani, IT vice president di DHL; Francesco Nicastro, corporate IT director di Coesia Group, solo per citarne alcuni.

DI COSA SI PARLA - Cionet “non è una onlus. La struttura si mantiene in piedi grazie ai nostri business partner”: aziende che hanno il loro core business nell’informatica come Ibm, Microsoft, Hp e Seidor.

Per tutti, la piazza virtuale si rivela uno strumento formidabile per allacciare nuovi contatti, rafforzare quelli vecchi, stringere nuove alleanze oppure per confrontarsi sulle comuni vicende professionali.

“Il network è focalizzato sull’Information Technology, protagonista unica e assoluta di ogni attività. Non sono ammesse divagazioni - continua Alfredo Gatti - Sono invece permesse, e molto gradite dagli utenti, le verticalizzazioni della materia in ambiti particolari, come ad esempio l’IT nel mondo finanziario”.

“COSI’ VALORIZZIAMO IL MADE IN ITALY” - La community è anzitutto internazionale. La lingua ufficiale utilizzata è l’inglese: “Peraltro non ce ne sarebbe bisogno perché la piattaforma è localizzata in lingua italiana.

Io lo interpreto come un segnale forte della volontà dei nostri manager di risalire le classifiche mondiali che ci vedono sempre più penalizzati”. Ci tiene, il direttore Gatti, a valorizzare le eccellenze italiane: “Certo. La nostra sfida è portare il Made in Italy all’interno di un network internazionale qualificato con oltre 1600 CIO provenienti da tutta Europa.

Oggi contiamo su più di 3.000 brand che competono a livello mondiale nel design, nella moda, nelle costruzioni, nel food e nell’industria.

Bene, dietro ognuno di questi marchi c’è il lavoro fondamentale della strategia IT e Cio coraggiosi ed innovatori, caparbi ed eccellenti, che giorno per giorno affrontano le sfide e raggiungono obiettivi straordinari anche a livello globale”.

Di Francesco Oggiano su www.affaritaliani.it

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