La comunicazione green passa per il rispetto per l’ambiente
Set 7th, 2010 | Di Altri | Categoria: Primo Piano
Le aziende devono imparare a “pensare verde” e non solo fingere di farlo. E’ questo in sostanza il messaggio lanciato da Elio Zoccarato, socio e direttore creativo di Sunnyway all’interno dell’incontro “Green Events” che si è tenuto oggi a Roma nell’ambito del Bea Educational, evento organizzato da ADC Group.
Nel corso dell’incontro, incentrato su come Gestire responsabilmente eventi eco-compatobili nel rispetto della natura (Green appunto) Zoccarato ha ricordato la metafora usata da Diego Masi nel suo libro “Go Green” che vede il nostro Pianeta come un enorme Titanic pronto a schiantarsi contro un mastodontico iceberg. L’iceberg, ha detto Zoccarato, è composto da tutto quello che ci sta distruggendo (crescita demografica, inquinamento, riscaldamento globale, la diminuzione delle scorte di petrolio, etc.).
Ma come fare per evitare questa enorme montagna di ghiaccio? Esiste un unico modo: insegnare alle aziende a pensare verde, a sviluppare una coscienza verde, ovvero insegnare alle aziende ad adeguarsi all’utilizzo delle pratiche nate in favore del rispetto dell’ambiente. In una sola parola, ha continuato Zoccarato, il nostro sistema produttivo deve attuare una vera e propria “green revolution”, un processo lento ma inesorabile.
Ma come devono fare le aziende per imboccare la strada della rivoluzione verde? Innanzitutto, ha spiegato il direttore creativo di Sunnyway, devono adeguarsi al cambiamento tenendo per presente la recente trasformazione che ha visto il consumatore tipo trasformarsi in un utente critico, digitale e aperto al confronto.
Da qui la necessità da parte delle aziende di trovarsi una nuova veste, tenendo però sempre ben presente la differenza tra il pensare verde e il greenwashing, cioè darsi una tinteggiata di verde, che non ha nulla a che vedere con la realtà.
A questo proposito Zoccarato ha ricordato come il 57% dei prodotti che si trovano sul mercato si dicono verdi solo perche magari dotati di un involucro realizzato in carta riciclata, oppure perché affermano di non danneggiare l’ambiente con sostanze tossiche. Ma per essere veramente green ci vuole ben altro.
Ed ecco il punto fondamentale del discorso. Per essere realmente eco-sostenibili le aziende devono adottare la politica della trasparenza, una vera e propria “green comunication”. Naturalmente ne consegue che anche le agenzie di comunicazione e di pubblicità devono adeguarsi al cambiamento.
Oggi il consumatore nel senso classico del termine è sparito, e al suo posto esiste il “consum-attore”. E a lui che devono rivolgersi, cioè a quell’utente che – come dicevamo – non si fa più imbrogliare dalle parole ma vuole vedere i fatti.
Case History
Un esempio di perfetto connubio tra il lavoro di un’agenzia di comunicazione e il pensare in modo green è quello dell’iniziativa di comunicazione organizzata da Sunnyway per la regata storica romana “100 vele” che si è tenuta lo scorso mese di giugno a Ostia.
L’iniziativa Re Boat Race (La regata riciclata) è nata dal desiderio manifestato dagli organizzatori della regata, e trasformato in realtà dalla Sunnyway, di comunicare un messaggio chiaro e univoco: la regata è un evento “vicino al mare” e non un momento in cui la competizione e il momento sportivo prevale sul rispetto per l’ambiente.
E’ stata così creata un’altra regata, contemporanea alla “100 vele”, ma in cui le barche erano costruite in materiale riciclato (bottiglie di plastica difettose, distributori di acqua da ufficio, cassette della frutta, etc.).
Tutto questo materiale è stata dunque assemblato e sono state create delle imbarcazioni “verdi” che hanno suscitato l’attenzione e la curiosità di centinaia di persone. Re Boat Race ha avuto un enorme ritorno, sia sulla stampa che in termini di pubblico.
Insomma Sunnyway insegna una cosa importante: anche un evento nato da un’idea semplice, come quella della regata di barche riciclate, può portare un grande ritorno per le aziende e contemporaneamente far passare un messaggio che è anche la realtà: “noi pensiamo green”.
Rosamaria Freda su
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