La comunicazione? Ironica e dignitosa. Ecco chi sono i ‘creativi responsabili’

Ott 27th, 2009 | Di Altri | Categoria: CATEGORIA B


“L’ironia è un ottimo modo per comunicare anche temi seri”. Alberto Contri, presidente della Fondazione Pubblicità progresso, sceglie Affaritaliani.it per presentare la quinta conferenza sulla comunicazione sociale, in programma a Milano.

“Per creare in maniera responsabile la prima regola è rispettare la dignità della persona negli spot, nei programmi televisivi, e la dignità dell’abitare nelle costruzioni architettoniche”. Un percorso di seminari e incontri ha coinvolto per sette mesi 80mila universitari sul tema della ‘creatività responsabile’.

Nell’anno dedicato dall’Europa all’innovazione e alla creatività la Fondazione Pubblicità progresso organizza la conferenza annuale sulla comunicazione sociale sul tema “Creatività responsabile”.

In programma martedì 27 ottobre all’università degli Studi di Milano, è la conclusione di sette mesi di incontri e seminari che hanno coinvolto 80mila giovani dai 18 ai 25 anni. “E’ dal 2004 che organizziamo questo convegno - spiega il presidente della Fondazione Pubblicità progresso Alberto Contri - ma nel 2009 lo abbiamo trasformato in un percorso più lungo che si conclude con questa conferenza.

Abbiamo coinvolto i giovani sul tema della creatività responsabile, cioè il concetto che chiunque produce un bene o un servizio che ha influenza sui cittadini e i consumatori è responsabile delle sue ricadute. Per esempio il quartiere Zen di Palermo o un brutto grattacielo hanno un impatto sui cittadini, così come una brutta pubblicità: quindi la responsabilità di colui che crea affonda nelle radici dell’etica”.

I giovani che hanno partecipato ai seminari sono universitari provenienti da facoltà come Sociologia, Scienze della comunicazione, Lettere, Filosofia: hanno esaminato i linguaggi della comunicazione e partecipato a giornate di studio su temi specifici.

“Per creare in maniera responsabile - continua Contri - la prima regola è rispettare la dignità della persona negli spot, nei programmi televisivi, e la dignità dell’abitare nelle costruzioni architettoniche.

Stiamo pensando di fare un concorso internazionale per vedere cosa si fa nel mondo a questo proposito, per far vedere gli orrori da un lato e gli esempi positivi dall’altro.

Per esempio abbiamo chiamato in causa i grandi cartelloni pubblicitari delle città, perché si potrebbero fare non modificando la morfologia delle piazze.

Abbiamo proposto di fare un grande trompe l’oeil del Duomo di Milano del 1800 a grandezza naturale e individuare poi un artista sconosciuto e lanciare un concorso sui giornali per far indovinare l’autore: naturalmente in tutto questo la pubblicizzazione del nome dello sponsor avverrebbe in piccolo e non sarebbe dunque invasiva”.

Un altro esempio che richiama “l’irresponsabilità del creativo”, sostiene Contri, è quello del ponte di Calatrava a Venezia: “un’opera bellissima dal punto di vista estetico ma poco utile perché priva degli scivoli per le valige.

Le opere non devono essere solo estetica ma bisogna anche stare attenti agli effetti che hanno sulle persone”. “La creatività è un mestiere complicato - aggiunge - che non si può improvvisare perché poi il messaggio non arriva”.

Questo vale anche per la pubblicità: “sarebbe meglio fare meno spot ma con una creatività altissima in modo da colpire e farsi ricordare.

E’ invalso il concetto stereotipo che solo una pubblicità choc funziona, invece sta funzionando molto l’ironia su tematiche difficili e serie come l’aids, la disabilità.

Ironizzare è l’unico modo per arrivare davvero alle persone mentre terrorizzando con immagini violente si ottiene l’effetto contrario di rimozione”.

Durante la conferenza sono state esaminate anche le più importanti campagne presentate a Cannes. “Non siamo in buon periodo per quanto riguarda gli spot sociali - sostiene Contri - perché non son così belli e risentono di un clima in cui la creatività sociale è stata un po’ mortificata. E in Italia siamo molto indietro, molte campagne sono improvvisate. Quelle di raccolta fondi o del 5 per mille, per esempio, sono tutte uguali o il testimonial è sempre lo stesso e a volte non è troppo disinteressato e si presta solo per comparire”.

Le pubblicità progresso invece, sottolinea il presidente della Fondazione Pubblicità Progresso, hanno una garanzia perché i soci fondatori sono imprenditori della pubblicità.

“Diamo i patrocini solo a chi è meritevole e serio e siamo molto severi. Le campagne delle onlus sono progettate e realizzate gratuitamente e proprio perché sono gratuite sono fatte spesso in maniera poco professionale.

Oltre a questo noi facciamo anche una campagna l’anno con agenzie di gran nome. Anche le nostre sono gratuite, sia la produzione, sia la creatività e anche lo pubblicazione sui mezzi di informazione. Stiamo svolgendo un ruolo di riduzione di inutili campagne brutte, promuovendo il concetto di ‘poche ma belle’.

Devo dire che la televisione lo ha recepito e visto anche che tra i soci fondatori di Pubblicità progresso ci sono la Rai, Mediaset, la Fieg riusciamo ad avere spazio mentre negli ultimi anni la carta stampata è sempre più avara nel darci la possibilità di pubblicizzare le nostre campagne”.

Alla quinta conferenza sulla comunicazione sociale sono intervenuti importanti personalità del mondo della comunicazione, della sociologia, della medicina, del marketing, delle organizzazioni non profit, e celebri creativi internazionali affronteranno con un approccio interdisciplinare il tema della responsabilità di chi crea e degli effetti che il prodotto creativo può avere su cittadini, utenti e consumatori.

La mattina si è riflettuto sui nuovi trend del consumo responsabile con Giampaolo Fabris, docente ed esperto di sociologia dei consumi e con Mark Davis, direttore del Bauman Institute, che riferirà sulle ultime ricerche del più grande sociologo vivente.

Delle nuove frontiere della comunicazione non profit, rovesciando lo stereotipo della raccolta fondi attraverso l’utilizzo di nuovi linguaggi, parlerà Ariane Arpa, General Director of Intermón Oxfam, mentre Michelle Ndiaye Ntab, Executive Director of Greenpeace Africa riporterà alla nostra attenzione le problematiche sociali di un continente sempre più dimenticato.

E’ intervenuto il padre del “pensiero laterale” Edward De Bono, autore di oltre 60 libri su un tema assai caro a generazioni di creativi di tutto il mondo, mentre il Neurologo e Psicoterapeuta Flavio Mombelli sorprenderà con la descrizione delle più avanzate metodiche per analizzare le prestazioni del cervello e della personalità creativa.

Nel pomeriggio sono stati proiettati i migliori spot sociali internazionali, a cui seguirà una tavola tra creativi d’Europa come Anders Dalenius, Creative Director “DraftFCB”, Stockholm, Andrea Concato, fondatore della “Andrea Concato” ed Executive Creative Director “Life, Longari&Loman”, Steve Clay, Executive Creative Director “Lowe&Partners”, Romania, Oliver Voss, President “Miami AD School Europe”, Marco Cremona, Presidente Art Directors Club Italiano. Coordinerà la tavola rotonda Franco Moretti, Presidente ADCE (Art Directors Club Europeo). Apriranno il convegno gli interventi di Roberto Formigoni, presidente della regione Lombardia e di Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro, della salute e delle politiche sociali.

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