ControVerso, il futuro della comunicazione

Apr 28th, 2016 | Di Altri | Categoria: Breaking News


Volevamo parlare del futuro della comunicazione in Italia, lo abbiamo fatto a ControVerso, l’evento milanese del 19 aprile scorso che ha visto la collaborazione organizzativa di Ferpi Lombardia insieme ad Asseprim, la Federazione Nazionale dei servizi alle imprese.

L’incontro ha posto le basi per una collaborazione tra le associazioni del comparto della comunicazione, una scelta utile a dare forma al futuro in modo unitario e coordinato.

Infatti, la presenza di Assocom, di Unicom, di Assorel, dell’ Autorità per la Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) e di Ferpi ha permesso di prendere atto della situazione critica del mercato della comunicazione, grazie a una radiografia delle imprese e dei professionisti che operano nel settore, supportata da dati economici e da una ricerca di mercato nazionale tra gli addetti ai lavori.

Il format dell’evento ha proposto dei veri e propri incontri-scontri sul “ring” del palco, ha coinvolto trentasei relatori, di cui nove soci Ferpi, quattro ricerche, qualitative e quantitative e ben cinque talk show.

Le ricerche raccontano il cambiamento della professione del comunicatore dal 2011 al 2015. L’analisi si è concentrata sui trend di sviluppo delle figure professionali, sulla riduzione del fatturato complessivo del comparto comunicazione, sullo spostamento e concentrazione degli investimenti del mercato pubblicitario online, oltre che sull’identificazione delle specificità di ogni professione e sull’analisi dei cambiamenti delle abitudini dei consumatori e delle nuove modalità di conversazione e relazione.

L’evento è stato progettato in modo da mettere a confronto protagonisti del settore che rappresentano interessi contrapposti. Il primo ring ha visto protagoniste le imprese che “comprano” comunicazione e le agenzie che “vendono” consulenza e servizi di comunicazione.

Benché il panel abbia espresso alti livelli di soddisfazione reciproca, i dati hanno evidenziato la necessita di maggiore chiarezza tra cliente e fornitore nel condividere a fondo gli obiettivi aziendali di marketing e di comunicazione.

Solo dopo aver congiunto questi due punti di osservazione del mercato è possibile progettare in modo strategico la comunicazione e arrivare alla definizione degli strumenti di comunicazione o alle modalità di interazione con stakeholder e pubblici.

Il secondo ring ha visto protagonisti i Contenuti e gli Strumenti. Il mondo dei Social ci propone un ribaltamento totale del concetto di comunicazione, in cui le aziende assistono e intervengono a tutelare e costruire la propria reputazione in conversazioni e relazioni non generate e indipendenti dalle aziende stesse ma che li riguardano come soggetti del mercato e come produttori di beni di consumo e servizi.

Si passa così da una logica di comunicazione “push” a una “pull”, in cui le aziende sono chiamate a definire contenuti adatti a quanto richiede il consumatore, parlando il suo codice e utilizzando i nuovi strumenti di comunicazione.

Il ring sulle Competenze Tradizionali e Nuove racconta la necessaria coesistenza tra i fondamentali della professione e la capacità di interpretare i nuovi ambienti di comunicazione e rispondere alle esigenze informative e di relazione emozionale richieste dai pubblici.

Il professionista della comunicazione deve sviluppare sempre più competenze di ascolto e lettura dell’ecosistema del mercato per poter realizzare gli obiettivi di comunicazione. Dal punto di vista dell’internazionalizzazione della professione, nel quarto ring, emerge in modo evidente quanto le richieste e la modalità di risposta siano sempre più orientate a soddisfare delle richieste ad ampio raggio valide su più territori e, quindi, su una vasta molteplicità di pubblici.

Rivendicare una maggiore capacità del talento e del metodo italiano è sempre più difficile, benché sia estremamente apprezzata e fondamentale quando si esprime nella componente creativa dei piani di comunicazione.

Il tavolo di chiusura dei lavori, partecipato dalle associazioni professionali, restituisce la necessità di puntare sulla lettura attenta del presente e sulla capacità di supportare i soci e interpretare le loro esigenze di servizi, formazione, riconoscimento e sostegno verso le istituzioni e il mercato.

I punti fermi condivisi sono la disponibilità ad avviare un dialogo che valorizzi le specificità di ciascuna associazione, ricomponga le criticità tipiche del mondo della comunicazione, punti a modificare la percezione della comunicazione come momento di un processo che crea valore se inserito nella governance dei progetti verso le aziende e il governo, oltre a proporre con più forza soluzioni condivise, in quanto tali più efficaci.

fonte : http://www.ferpi.it

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