Costo del lavoro, l’Italia è maglia nera

Mar 29th, 2016 | Di Altri | Categoria: Primo Piano


Un primato che dice molto in merito alla situazione economica degli italiani e all’appeal verso gli investitori internazionali. Una ricerca del Cologne Institute for Economic Research segnala che l’Italia ha il costo del lavoro più elevato tra 30 Paesi esaminati. A pesare è soprattutto l’elevata incidenza della tassazione, che penalizza tanto i profitti delle imprese, quanto la busta paga dei lavoratori. Con tutto ciò che ne deriva sulla capacità di investimenti e di consumo.

Fatto 100 il valore della Germania, presa come benchmark per il suo primato europeo nel manifatturiero, l’Italia presenta un valore di 110, davanti alla Norvegia (106 punti) e al Regno Unito 105). Seguono la Francia con 104 e il Belgio con 103.

Va comunque detto che l’elevata produttività della Germania non è sufficiente a compensare lo svantaggio dettato dagli alti costi salariali. “L’Austria si posiziona molto più favorevolmente rispetto alla Germania per quanto riguarda il costo unitario del lavoro”, afferma l’economista Christoph Schröder. Ricordando che a Vienna e dintorni le condizioni sono migliori anche della media dell’Eurozona, che si attesta a 97 punti.

L’Austria continua a confermarsi come ambita sede di ricerca in Europa nei settori del futuro, come bioscienze, ambiente & energia, tecnologie dell’informazione e della comunicazione, mobilità & Traffico.

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