Cresce la “carne bianca” spinta dall’attenzione alla salute

Apr 8th, 2016 | Di Altri | Categoria: Imprese e Mercati


Lo sviluppo delle carni avicole elaborate (spiedini, carni ripiene, arrotolati, marinate, carni arrostite, galantine…) supera le 60 mila tonnellate di vendite nella moderna distribuzione

I trend salutistici riportano al centro dell’attenzione le carni avicole – pollo, tacchino, faraona, anatra, oca, quaglie… –, ritenute più magre, più leggere e più sane rispetto ad altre tipologie di carne.

Trend in crescita soprattutto dopo il pronunciamento dell’Organizzazione mondiale della sanità sui rischi del consumo di wurstel, insaccati, conservati, carni in scatola e in parte anche carni rosse “fresche”.

La crescita delle carni avicole elaborate (spiedini, carni ripiene, arrotolati, marinate, carni arrostite, galantine…) supera le 60 mila tonnellate di vendite nella moderna distribuzione (+3,4 per cento rispetto al 2014) ed è in relazione con il mutamento delle esigenze e delle abitudini dei consumatori, sempre più attenti alla qualità dei prodotti e sensibili al fattore prezzo e servizio.

La metà del venduto dell’intero comparto è rappresentata da elaborati crudi (+2,9 per cento), con una certa propensione per il prodotto confezionato, a peso imposto, cresciuto del 17,8 per cento.

Un altro 37 per cento è dato dagli elaborati panati cotti. Sebbene abbiano un alto contenuto di servizio, i consumatori li ritengono meno “sani” rispetto agli elaborati non panati cotti, in crescita del 13,5 per cento, che consentono di risparmiare tempo nella preparazione (fonte: Nielsen).

In generale l’abitudine al consumo di carni avicole in Italia è ancora poco diffusa se confrontata con i consumi che si registrano in altri Paesi europei. Si tratta, comunque, di un comparto suscettibile di un importante potenziale di crescita, legato anche al fatto che hanno un costo più basso rispetto ad altre carni.

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