La crisi non ha risparmiato neanche i prodotti per l’infanzia

Mar 21st, 2016 | Di Altri | Categoria: Imprese e Mercati


C’è un luogo, all’interno di un punto di vendita, in cui il tempo cessa di essere protagonista e le conoscenze di una mamma hanno ruolo fondamentale per scegliere e scegliere al meglio: il reparto dei prodotti per l’infanzia. Qui l’attenzione è maggiore rispetto al resto della spesa e si è disposti anche a spendere di più: il 24 per cento dei genitori acquista un prodotto indipendentemente dal prezzo, mentre l’11 per cento ricerca il prezzo più basso quando sceglie un prodotto alimentare e l’8 per cento quando compera i pannolini.

Uno degli effetti della crisi è anche il ridimensionamento del mercato dei prodotti per l’infanzia: negli ultimi tre anni le vendite di alimenti sono diminuite del 5,7 per cento, quelle dei pannolini del 2,3 per cento (fonte: Nielsen, 2012-2014).

Parliamo di un mercato, quello del baby care, che a fine 2014 – escluso l’alimentare – vale 264,5 milioni di euro, in contrazione del 3,5 per cento rispetto all’anno precedente. Tra le cause il difficile contesto economico, con il ricorso a abitudini alternative (usato, riuso, prestito) e una più elevata sensibilità al prezzo, e il calo delle nascite (5 mila neonati in meno e, per la prima volta, anche la contrazione delle nascite tra mamme straniere, -19 per cento).

Mentre il canale specializzato, 67 per cento del mercato, registra una crescita del 4 per cento, la gdo appare in difficoltà e segna una contrazione del 4 per cento.
via http://www.repubblica.it/

Related posts:

  1. La crisi fa volare la nuova app di Risparmio Super: boom di download sull’App Store