Il crowdfunding: una soluzione alle problematiche del reperimento finanziario

Dic 27th, 2017 | Di Altri | Categoria: Primo Piano


Uno degli strumenti per il reperimento finanziario che sta riscuotendo sempre maggiore successo negli ultimi anni è il crowdfunding.

Il termine crowdfunding indica il processo con cui più persone (folla o crowd) conferiscono somme di denaro (funding), anche di modesta entità, per finanziare un progetto imprenditoriale o iniziative di diverso genere utilizzando siti internet (piattaforme o portali) e ricevendo talvolta in cambio una ricompensa.

Il suo rapido sviluppo è sicuramente dovuto alla crisi e alla stagnazione economica che circonda il mondo globale e alla perdita di fiducia nei confronti dei mezzi finanziari tradizionali che non sempre sono in grado di cogliere e apprezzare le idee e di sostenerle ma anzi ne ostacolano la nascita.
La sua storia fa riferimento a diversi eventi, alcuni dei quali paralleli allo sviluppo del web. Il primo esempio emblematico viene ricondotto al simbolo dell’identità statunitense, la Statua della Libertà, data in dono dal popolo francese nel 1865, a cui bisognava dare una location e un sostegno economico adeguato. Joseph Pulitzer, ai tempi direttore di quello che sarebbe diventato il New York Times, ebbe l’idea di coinvolgere il popolo per reperire il denaro necessario per collocare la statua nell’isola che ancora oggi la ospita.

Questo strumento oggi è in forte ascesa e lo dimostrano le numerose piattaforme nate negli ultimi anni. Gli investitori, inizialmente diffidenti, così come le imprese, cominciano a comprendere l’enorme potenzialità e a ricevere i primi risultati.

Perseguire questa strada non vuol dire avere la certezza di finalizzare il progetto ma comunque rappresenta un utile strumento di pubblicità e di testing per la propria idea.
La scelta del crowdfunding può essere legata a varie necessità e occorre sempre analizzare le opportunità e i rischi connessi. Tra le opportunità vi sono senza dubbio:
- Separazione tra controllo e proprietà. I piccoli finanziatori non possono esercitare un’adeguata azione di controllo se non sostenendo elevati costi. L’imprenditore in questo modo gode di un beneficio economico mantenendo saldo il governo dell’azienda.

- Strumento di marketing. Alcuni modelli possono rappresentare un modo efficace per presentare il proprio prodotto, idea o impresa e favorirne l’espansione rivolgendosi direttamente ai potenziali clienti. Si può quindi suscitare interesse prima ancora di avviare la produzione.
Tra i rischi invece:
- Danno all’immagine e alla reputazione. La raccolta di fondi ha visibilità pubblica, dunque nel caso di fallimento questa situazione si può ripercuotere sull’impresa in termini di apprezzamento del prodotto e valore dell’azienda.
- Nessuna garanzia. Se non si raggiunge l’obiettivo della raccolta fondi il denaro dovrà essere restituito agli investitori.
Si può inoltre distinguere il crowdfunding in diversi modelli:
1. Il modello Donation-based. Rappresenta l’esempio classico di crowdfunding, caratterizzato da una semplice donazione alla quale non corrisponde alcun ritorno economico o altra forma di ricompensa.
2. Il modello Reward-based. Il più conosciuto e popolare nel mondo, consiste in una serie di donazioni effettuate da finanziatori che ricevono in cambio una ricompensa (reward), ad esempio il pre-ordine del prodotto finanziato o semplicemente un ringraziamento online.
3. Il modello Lending-based. Noto anche come peer-to-peer lending (prestito tra privati), può essere definito come un prestito personale tra privati attraverso una piattaforma internet. I finanziatori prestano del denaro ai promotori che si impegnano a restituire il capitale e gli interessi dovuti.
4. L’Equity crowdfunding. Si differenzia perché i finanziamenti rappresentano dei veri e propri investimenti sotto forma di partecipazioni di capitale, azioni o quote, avendo così la possibilità di diventare soci dei fondatori.
E’ importante citare il crowdfunding civico, vera e propria opportunità per i cittadini, le organizzazioni e le società private che in cooperazione, talvolta con le stesse amministrazioni, danno vita a finanziamenti collettivi di opere e progetti pubblici.
Anche in Italia si è assistito a un notevole sviluppo del fenomeno rispetto agli anni precedenti. Nei 12 mesi che vanno da luglio 2016 a giugno 2017, come sancito dal 2° Report italiano del Politecnico di Milano, il crowdinvesting ha realizzato una raccolta record di € 138,6 milioni. Sono state lanciate 109 campagne: un valore più che raddoppiato in confronto al 2016. L’ammontare complessivo raccolto tramite equity crowdfunding si è attestato sui 6,8 milioni di euro, in crescita del 123%. L’importo medio raccolto nelle campagne è stato pari a € 245.158, in diminuzione del 22,6%. In termini di capitale di rischio totale raccolto, la piattaforma più performante è stata Mamacrowd seguita a breve distanza da CrowdFundMe.

Daniele Corrao
Club del Marketing e della Comunicazione - Sezione Sicilia
Presidente: Graziano Cipollina

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