Dopo Milano, Vicenza e Messina, è arrivato anche a Firenze il robot per trattamenti mirati
Apr 15th, 2010 | Di Altri | Categoria: Prodotti InnovativiPresentato a Firenze Cyberknife, il bisturi cibernetico, ora attivo anche presso la Casa di Cura Ulivella di Firenze, il primo Sistema Cyberknife del Centro Italia, il quarto nel nostro Paese.
Uno scenario nuovo aperto da oggi anche in Toscana. Il Sistema Cyberknife è stato allestito in una sezione di radioterapia appositamente creata nella casa di cura fiorentina, con un investimento di circa 7 milioni di euro. I Cyberknife sono 200 in tutto il mondo.
La presentazione è avvenuta nel corso di un evento, sostenuto da abmedica e organizzato con cura da Bianucci Cinelli Studio, nella sfarzosa Sala della Gherardesca presso il Four Seasons di Firenze. Vi hanno partecipato numerosi rappresentanti delle maggiori testate giornalistiche, mass media nazionali e locali.
Secondo il direttore generale alla Salute della Regione Vinicio Biagi, ” quest’arrivo sarà l’occasione per sperimentare nuove forme di collaborazione tra pubblico, privato e Università e allargare l’offerta terapeutica sul nostro territorio”.
Da oggi questo gioiello tecnologico battezzato “Cyberknife” è attivo presso la Casa di Cura Ulivella di Firenze.
Il bisturi cibernetico ha già effettuato 5 operazioni a Firenze ed è considerato il sistema più accurato al mondo per i trattamenti di radiochirurgia. Il Centro di radioterapia della casa di cura Santa Chiara ha sempre avuto una vocazione verso i trattamenti di tipo stereotassico ad alta precisione.
L’ apparecchiatura è capace di “colpire” tumori ed altre lesioni in gran parte del corpo, con accuratezza sub-millimetrica senza ledere gli organi. Questa tecnologia innovativa è già largamente impegnata per il trattamento non invasivo di patologie tumorali in aree cliniche quali la spina dorsale. Un coltello robotizzato consentirà di operare con la massima precisione, e di risparmiare i tessuti sani durante l’intervento. Il bisturi cibernetico riesce a incanalare un fascio di radiazioni con elevata dose di energia distruttiva in sedi anche non raggiungibili chirurgicamente. Il braccio meccanico è in grado di seguire gli spostamenti del tumore causati dal respiro del paziente. Questa caratteristica permette l’utilizzo di tale strumento anche nel trattamento del tumore della colonna vertebrale e del midollo spinale.
Attualmente sono quasi 200 le postazioni Cyberknife nel mondo, di cui 22 in Europa e 4 in Italia, ed oltre 80.000 i pazienti trattati nel mondo.
“Con questa macchina abbiamo trattato 750 pazienti - ha spiegato il professor Franco Casamassima, ordinario di radioterapia nell’ateneo fiorentino e responsabile della radiobiologia clinica dell’Università di Firenze - con trattamento stereotassico, sia in sedi craniche che extra-craniche. Nell’ottica di un ulteriore sviluppo di questa esperienza, nel 2009 è stata decisiva l’acquisizione del Cyberknife, una macchina progettata per i trattamenti di radiochirurgia e radioterapia che consente di trattare con maggior sicurezza sedi estemamente critiche. Non a caso i primi trattamenti effettuati a Firenze hanno riguardato quattro pazienti con recidive già irradiate con tecnica tradizionale.”
“A Milano, Vicenza e Messina - continua il professor Casamassima - lo utilizzano prevalentemente per l’oncologia neurochirurgica. A Firenze la utilizziamo anche per sedi extra craniche, in particolare fegato, polmone, pancreas, colonna vertebrale. E’ inoltre adatto a pazienti che non possono subire interventi tradizionali, magari perché non possono essere sedati, o con recidiva.
Altro vantaggio: l’operazione avviene senza la necessità di un ricovero ospedaliero ed è indolore, quindi non necessita di anestesia, e con effetti collaterali pari a zero”.
La sperimentazione con il Cyberknife è stata già inserita nel curriculum del corso di radioterapia e il 13 aprile una commissione regionale visiterà il reparto per l’accreditamento della struttura privata. Poi sarà compito del nuovo assessore alla Sanità stabilire se inserire questa prestazione fra quelle fornite dal Servizio Sanitario Nazionale, come già avviene a Milano.
Negli Stati Uniti è allo studio l’utilizzo del bisturi cibernetico come alternativa definitiva alla chirurgia tradizionale. Nel frattempo spetta ad equipe oncologiche multidisciplinari dare indicazioni sulle patologie da trattare con tale sistema.
di Mariella Belloni
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