“Il dovere sociale di un’azienda è ciò in cui crediamo di più”, intervista a Filippo De Caterina, Direttore Comunicazione Corporate di L’Oréal Italia

Giu 14th, 2016 | Di Altri | Categoria: Interviste


L’Arte nel cuore è la prima accademia dello spettacolo per giovani diversamente abili e non. Si impegna quotidianamente a far sì che ragazze e ragazzi con diversi tipi di disabilità possano tirar fuori il talento che è in loro, preparandoli a esibirsi su un palco come artisti professionisti.

Al suo fianco, da quasi dieci anni, è scesa in campo L’Oréal Italia, che ha annunciato l’avvio di una partnership istituzionale con tale incredibile realtà.

Ma questa non è l’unica attività nel sociale per il brand di cosmesi, attivo su più fronti per testimoniare l’importanza, per un’azienda leader, di assumersi delle responsabilità etiche e di veicolare valori. Abbiamo avuto modo di parlarne con Filippo De Caterina, il Direttore Comunicazione Corporate di L’Oréal Italia.

La partnership con l’accademia L’arte nel cuore che presentate oggi è in realtà un punto di arrivo di un percorso fatto insieme iniziato tempo fa.

È dal 2007 che abbiamo iniziato un cammino con questa realtà. Da quell’anno forniamo prodotti di alcuni nostri brand all’accademia per aiutarla nel suo lavoro di formazione nel mondo dell’arte e dello spettacolo, oltre che darle alcuni dei nostri formatori per i suoi percorsi professionalizzanti.

Da due anni, inoltre, mandiamo i nostri giovani manager a imparare la resilienza, la capacità di resistere ai momenti difficili, dai ragazzi dell’Arte nel cuore, giovani che hanno affrontato e vinto tantissime sfide nella loro vita. Da oggi, L’Oréal Italia diventa partner istituzionale dell’accademia anche da un punto di vista economico, impegnandosi nel darle un sostegno affinché possa portare avanti i propri progetti.

Come questa loro nuova iniziativa, il fumetto “Four Energy Heroes”.
Esattamente, anche per quanto riguarda questa novità. Si tratta di un progetto che è fondamentalmente educativo, oltre che di comunicazione. Alcuni dei ragazzi dell’accademia, normodotati e non, sono stati inseriti in questo fumetto con dei super poteri, nelle vesti di supereroi. Anche se per noi, comunque, sono già dei supereroi nella vita di ogni giorno.

Qual è il valore aggiunto che l’insegnamento della resilienza fatto dai ragazzi dell’accademia può dare a questi giovani manager?
La resilienza di per sé è già un importante qualità manageriale, ma a noi poi fa piacere che i nostri manager possano così tirar fuori le proprie emozioni, realizzandosi come professionisti ma, prima ancora, come persone.

Questo è un elemento che fa bene anche all’azienda dunque?
Assolutamente sì, perché nel momento in cui riusciamo a rapportarci tra di noi come persone, al di là dei ruoli che ognuno di noi ricopre all’interno del Gruppo, il rendimento sul lavoro migliora notevolmente.

Quella con L’arte nel cuore non è però l’unica partnership che avete avviato con una realtà impegnata nel sociale.
Noi di L’Oréal crediamo moltissimo nel dovere sociale delle aziende, soprattutto se sono aziende leader. Si è leader non solo dal punto di vista del fatturato, ma anche dal punto di vista etico. Abbiamo quindi deciso di giocare la nostra leadership anche sugli aspetti dei valori. Siamo convinti che un’azienda debba essere un importante attore sociale.

A ottobre 2013 abbiamo lanciato un progetto mondiale, Sharing Beauty With All: stiamo modificando l’orientamento della nostra azienda verso un orientamento di sostenibilità, adeguando a questo concetto tutte quante le funzioni aziendali. Abbiamo già fatto molto. Dal punto di vista ambientale, in Italia abbiamo uno dei nostri più grandi poli produttivi che è stato certificato essere a emissioni zero. Oltre a questo, abbiamo stretto altre importanti partnership. Ad esempio con Piazza dei Mestieri, il progetto nato a Torino (e presente anche in altri luoghi) che aiuta i giovani provenienti da zone disagiate della città ed espulsi dall’ordinario percorso scolastico: con loro facciamo dei corsi professionalizzanti di tre o quattro anni anche per le nostre figure di riferimento nel settore dell’estetica.

Poi siamo vicini alla Comunità di San Patrignano, l’associazione a cui abbiamo recentemente donato un salone da parrucchiere, per loro utile anche come laboratorio per chi sceglierà di intraprendere quella strada. Abbiamo poi avviato un altro progetto, Women in progress, una serie di accordi con associazioni che reinseriscono donne vittime di violenza: noi le aiutiamo in questo percorso di riabilitazione attraverso l’inserimento prima in corsi di formazione, e poi nel ruolo di beauty consultant e hostess nei punti vendita.

Quali sono le vostre iniziative per comunicare il vostro impegno in queste attività e partnership di carattere sociale?
Sentiamo molto forte il dovere di testimoniare: un attore sociale deve assolutamente testimoniare le sue azioni, in modo da creare un circuito virtuoso e trainare così le altre aziende. Il nostro gruppo racchiude moltissimi brand, divisi in quattro divisioni per coprire tutti i mercati della cosmetica: da Yves Saint Laurent a Lancôme, da Le Roche-Posay a Vichy, da Garnier a L’Oréal Paris fino a Kérastase.

Molti di loro sono impegnati in attività di carattere sociale e nella loro comunicazione: ad esempio L’Oréal Paris è da moltissimi anni al fianco della Fondazione Umberto Veronesi per un’iniziativa sul cancro al seno; Acqua di Giò di Armani è impegnata nella sfida di portare l’acqua nelle zone del mondo dove ce n’è più bisogno; La Roche-Posay ha un progetto di prevenzione di tumori della pelle; L’Oréal Professionnel è da tanti anni impegnata nella diffusione della cultura sulla prevenzione dell’aids. Si tratta in ogni caso di progetti sociali che rientrano nel nostro commitment complessivo.

Lucia Mancini su http://www.uominiedonnecomunicazione.com

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