Etichette: dati di mercato, trend e tecnologie

Ott 27th, 2017 | Di Altri | Categoria: Imprese e Mercati


L’etichetta è senz’altro l’elemento che, più di tutti, colpisce la nostra attenzione di consumatori quando dobbiamo scegliere cosa prelevare da uno scaffale.

I brand owner lo sanno bene, come pure i costruttori di macchine, gli stampatori e i converter, impegnati più che mai a cogliere nuove opportunità di creare prodotti sempre più “wow”, sempre più sicuri e in grado di trasmettere certezze sulla provenienza dei prodotti.

Una lezione che hanno ben imparato Omet e Uteco Converting, due tra le aziende che partecipano a Print4All e che da sempre lavorano a fianco dei clienti per aiutarli a valorizzare i propri prodotti.

Quello delle etichette rappresenta un business mondiale multimiliardario, che cresce costantemente a un tasso dell’1-3% sopra la media del PIL in tutti i mercati mondiali. Si tratta di un mondo molto frammentato, che include varie tipologie di etichette, da quelle autoadesive (o pressure-sensitive) a quelle acqua e colla (o wet glue), dalle termoretraibili (shrink e stretch sleeve) alle in-mould.

Se si analizza la domanda di etichette a livello internazionale si ha la conferma che quelle autoadesive fanno la parte del leone con un 40%, seguite dalle etichette acqua e colla (36%), quelle sleeve (18%), in-mould (2%) e altre (4%).

Altro dato curioso: il continente che nel 2016 ha “consumato” la maggior quantità di etichette è l’Asia con il 43% dei volumi. Con un discreto distacco seguono Europa (25%), Nord America (19%), Sud America (9%) e, infine, Africa e Medioriente (4%).

Sul versante delle tecnologie la stampa digitale copre il 9,7% del valore delle etichette stampate in Europa nel 2016, una percentuale superiore rispetto alla cifra complessiva a livello globale. Sebbene si tratti di una piccola percentuale sul valore totale del settore delle etichette stampate in Europa (che supera i 16 miliardi di euro), vi sono segnali di un’accettazione diffusa delle valide e innovative capacità tecnologiche della stampa digitale.

In particolare, il 76% delle soluzioni installate è costituito da sistemi elettrofotografici, mentre il 24% da soluzioni inkjet/ibride. Le macchine ibride, quelle in cui le unità inkjet si affiancano a gruppi flexo, offset o serigrafici, con l’obiettivo di creare etichette complesse e nobilitate in un singolo passaggio, sono presenti sul mercato da una decina di anni. Interessante rilevare che delle 80 installate nel mondo, circa 30 sono state vendute nel 2016.

A significare che il trend dell’ibridazione è più attuale che mai, anche se il costo di una configurazione ibrida, sempre personalizzata in base alle esigenze del cliente, sfiora spesso un milione o più di euro.

via http://www.print4all.it

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