Eventi aziendali: mercato italiano in crescita nel 2015 e le parole chiave per il 2016

Lug 21st, 2016 | Di Altri | Categoria: CATEGORIA B, Imprese e Mercati


La positiva inversione di tendenza registrata già nel 2014 ha preso nel 2015 ulteriore consistenza, segnando la chiara ripresa del mercato italiano degli eventi. Gli investimenti delle aziende segnano un +4,3% rispetto all’anno scorso, per un volume di spesa complessivo pari a 819 milioni di euro. E le previsioni per i prossimi due anni sono quasi unanimemente con il segno più, tanto da fare stimare che nel 2017 gli investimenti in eventi toccheranno i 1.041 milioni di euro.

Chi ha investito in eventi e quanto
A indicare che il mercato è uscito dalla crisi che lo ha attanagliato per più di un quinquennio sono i dati raccolti dal Monitor sul mercato degli eventi in Italia, l’indagine annuale condotta da Astra Ricerche per conto di ADC Group e presentata a Milano nel corso del BEA, il Festival Italiano degli Eventi e della Live Communication.

La ricerca è stata condotta su un campione di 300 aziende italiane che spendono in comunicazione: relativamente poche (il 20%, meno dell’anno scorso) quelle che quest’anno non hanno investito in eventi, e molte invece (il 42%) quelle che vi hanno investito più del 20% del budget complessivo per la comunicazione.

Gli eventi hanno una propria autonomia, anche di budget
Il trend, ha sottolineato Cosimo Finzi che ha presentato la ricerca, è ben visibile: negli 11 anni di monitoraggio è costantemente diminuita la percentuale di aziende che non hanno investito in eventi, a conferma dell’ormai avvenuta integrazione del mezzo nelle strategie di comunicazione.

E che gli eventi si siano guadagnati una propria “autonomia” e un proprio budget è testimoniato anche dal fatto che sempre meno aziende tolgono risorse ad altri mezzi per organizzarli: quest’anno sono il 31% (e a rimetterci sono stati soprattutto pubblicità, direct marketing e sponsorizzazioni), mentre nel 2012 erano il 51%.

Le previsioni di spesa per i prossimi due anni
La metà delle aziende che quest’anno anno hanno organizzato eventi ha mantenuto stabile il budget rispetto al 2014, a fronte di un 29% che lo ha aumentato e di un 20% che lo ha ridotto. Alla domanda se prevedono di investire in eventi nei prossimi due anni, pochissime aziende (l’8%) hanno risposto “non so”, poche (l’11%) hanno risposto “no” e la stragrande maggioranza (l’81%) ha risposto “sì”.

E fra chi ha risposto sì, le stime di investimento sono le migliori degli ultimi anni: il 49% aumenterà la spesa, il 30% la manterrà stabile e solo il 5% prevede di ridurla, portando così le previsioni di investimento per il 2017 ai già citati 1.041 milioni di euro.

Le tipologie di eventi più utilizzate
Fra le tante tipologie, gli eventi più organizzati nell’ultimo anno sono stati quelli interni all’azienda (convention, meeting) gli incentive e gli eventi di team building, i congressi e i convegni; ancora pochi i lanci di prodotto, anche se in percentuale meggiore rispetto allo scorso anno.

L’effetto Expo su aziende e agenzie
Ai dati di mercato, trascorsi e futuri, il Monitor ha integrato una parte di indagine relativa a Expo e agli eventi a esso legati dalla quale emerge che l’Esposizione Universale è stata un catalizzatore di eventi e che ne farà crescere l’uso da parte delle aziende, non solo lombarde.

Molti intervistati (il 40%) hanno affermato che grazie a Expo, e agli esempi di utilizzo che ne hanno fatto o visto fare, le proprie aziende hanno portato o porteranno sugli eventi una parte del budget di comunicazione in origine destinato ad altri mezzi.

Ma l’Expo è servito a smuovere il mercato anche in un altro senso: causa forte concorrenza, le agenzie hanno dovuto dare il meglio di sé e rinnovare l’approccio al cliente; i clienti, dal canto loro, hanno sperimentato nuovi format, interloquito con nuovi fornitori, ampliato i propri orizzonti.

Il concetto di live communication
Un ultimo spunto di riflessione proposto dalla ricerca riguarda il concetto di “live communication”, che sempre più spesso, fra gli addetti ai lavori, sostituisce quello di “evento”: in questo modo si sottolinea che l’evento è parte di una strategia di comunicazione e viene utilizzato insieme ad altre forme di comunicazione come per esempio quella digitale (social network in primis), che ne moltiplica l’audience e ne allunga la vita, con un prima e un dopo. In questo senso, l’evento è sempre meno tattico e sempre più strategico, e la sua portata non si esaurisce più nel tempo dello svolgimento.

Le parole chiave per il 2016
Esprimono la percezione delle aziende su come si caratterizzerà il mercato il prossimo anno e quali ne saranno i trend dominanti.
La prima, e più forte, parola chiave è entertainment: la componente di intrattenimento degli eventi sarà sempre più rilevante.
La seconda è digitalizzazione, proprio per l’effetto di amplificazione del messaggio e del target che genera.
La terza è creatività, vero cavallo di battaglia di ogni progetto di successo.
Altre parole chiave, ma in seconda fila, sono consolidamento e stabilità, crescita quantitativa, innovazione e cambiamento.
fonte: http://www.eventreport.it

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