Farmaci no logo, è flop: nessuno ferma la corsa delle medicine griffate

Mar 12th, 2016 | Di Altri | Categoria: Interviste


Francesco Carella: “Ma contro alcune malattie può solo il rimedio di marca”. Parla il neurologo al Besta di Milano

“La variabilità dell’efficacia dei generici per certe patologie può fare la differenza. Per questo preferiamo il medicinale “di marca”". Francesco Carella è neurologo al Besta di Milano, specialista dei disturbi del movimento. Si occupa anche di persone con Parkinson e epilessia, due delle patologie per le quali si usa meno l’equivalente.

Lei quindi non prescrive i generici?
“Dipende dai pazienti. L’importante è poter provare, e ci sono molti casi in cui chi seguo prende l’equivalente. Ma se questo non funziona bene, bisogna poter tornare indietro”.

E perché non funziona se è uguale?
“Non è proprio uguale, ci sono dei piccoli margini di differenza di risposta. E per problemi come l’epilessia e il Parkinson è necessario invece avere un margine terapeutico preciso. La prima patologia addirittura rende necessario fare gli esami per conoscere il dosaggio esatto del principio attivo nel sangue di ciascun malato. L’altra, il Parkinson, è degenerativa, evolve ed entra in una fase fluttuante durante la quale la risposta terapeutica cambia. Così è necessario avere la certezza di una cura farmacologica costante”.

E per altre malattie?
“Normalmente il generico va bene. L’importante è che il medico abbia la possibilità di decidere se per il singolo paziente l’equivalente funziona o meno. Nel primo caso le resistenze contro questi prodotti sono inappropriate”.
via www.repubblica.it

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