Fine del giornale: qualcun altro dà i numeri

Nov 5th, 2010 | Di Altri | Categoria: CATEGORIA B


I giornali italiani in formato cartaceo hanno ancora 17 anni di vita. Poi il foglio tradizionale cadrà nell’oblio per lasciar spazio a smartphone, tablet, e-reader e altri formati digitali. La previsione è del guru australiano dei media, Ross Dawson, imprenditore e autore di numerosi libri sulla comunicazione, che ha pubblicato sul suo blog il risultato dello studio “Newspaper Extinction Timeline”.

La dead line per i giornali italiani è fissata per il 2027, ma prima di noi si estingueranno i giornali di carta americani, nel 2017 seguiti da quelli di Gran Bretagna e Islanda nel 2019. Secondo Dawson dunque il glorioso modello del giornale cartaceo inizierà la sua sparizione graduale tra meno di 10 anni. Secondo Dawson i diversi anni la gradualità del processo è dovuta a diversi fattori specifici delle singole nazioni, come lo sviluppo economico, le regolamentazioni e il sostegno pubblico all’editoria.

Secondo lo studio a morire, dunque, non sarà il giornalismo in sé, ma solo il modello distributivo cartaceo. “Nel 2022 – scrive Dawson sul blog - i giornali come sono fatti oggi diventeranno irrilevanti in Australia. I profitti nel mondo dei media cresceranno enormemente ma saranno diversamente distribuiti”. Il punto chiave, valido in Australia e altrove, è il fatto che l’industria dell’informazione sta virando verso una realtà dominata dal contenuto e dalle connessioni sociali.

Una rivoluzione potenzialmente positiva a patto che “i media tradizionali sappiano reinventarsi e partecipare a questa fase di crescita”. I successori dell’iPad - “riconosciuto come il precursore” - saranno allora i mezzi principali di accesso alle informazioni. I modelli base,nel 2020, costeranno appena 10 dollari e spesso e volentieri verranno offerti gratuitamente - magari con l’abbonamento a un periodico. Quelli più sofisticati saranno invece “piegabili o arrotolabili” e “interattivi”.

Un’altra previsione contenuta nello studio riguarda i cambiamenti non solo nella formali ma anche sostanziali del giornalismo. “Percentuali sostanziali di inchieste, servizi e notizie saranno dragate da orde di dilettanti supervisionati dai professionisti”, dice ancora Dawson. In opposizione al citizen journalism vi saranno però una serie di esperti di settore e firme importanti che, ‘2grazie alla loro reputazione”, faranno da guida al pubblico. Reputazione che, una volta perduta, sarà pero’ molto difficile da recuperare.

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