Forum della sostenibilità: i numeri, le idee e i contributi della seconda edizione

Mag 23rd, 2014 | Di Altri | Categoria: CATEGORIA B


Condivisione della cultura della sostenibilità sia all’interno dell’azienda che con i cittadini - consumatori per permetterne l’interiorizzazione dei valori. Questo è emerso dalla seconda edizione del Forum della sostenibilità dedicato alla responsabilità sociale di impresa realizzato con la collaborazione dei partner Ansaldo STS, Autogrill, Cleviria, infojobs.it, Best Western, Pentapolis e Casale S.Brigida.

Alcune delle parole chiave della giornata, basi di una nuova strategia di sostenibilità, sono: responsabilità sociale condivisa, foresta urbana, nuove abitudini, integrazione e trasparenza e openness.

Top manager, istituzioni, opinion leader e professionisti della comunicazione si sono confrontati sui valori, le problematiche e le prospettive nel mondo della CSR affinché non resti un aspetto separato dalla realtà aziendale e decontestualizzato dalla società cui si rivolge. Il valore assoluto resta la condivisione dei valori della sostenibilità affinché gli individui, sia in azienda che nella società, siano i primi promotori del cambiamento. La CSR non può essere pura greenwashing, ma attività programmata, contestualizzata, continuativa e condivisa con istituzioni e mondo del no profit grazie allo sviluppo della cultura della sostenibilità.

La giornata si è aperta con l’intervento del Ministro Gian Luca Galletti in video conferenza durante il quale ha annunciato un’iniziativa cruciale durante il prossimo semestre europeo che vedrà coinvolti tutti i ministri dell’ambiente dei paesi EU per mettere appunto una serie di strumenti operativi per la smart innovation e la sostenibilità ambientale. Durante il talk show di apertura Le persone al centro dello sviluppo sostenibile: imprese e istituzioni a confronto per una nuova governance della total responsability condotto da Davide Porro, Presidente di Diesis Group, Giovanna Manzi direttore generale di Best Western Italia ha presentato il progetto formativo Make the difference rivolto a tutti gli albergatori della catena per spiegare i vantaggi economici del lavorare in modo sostenibile per la catena alberghiera: utilizzo di materiali ricilcati, consumo efficiente dell’energia, minore quantità di detersivi utilizzati e sensibilizzazione della propria clientela a riguardo durante il soggiorno. Accorgimenti che vanno a beneficio dell’ambiente e del budget aziendale.

Maria Cristina Ferradini di Fondazione Vodafone, realtà che dal 2002 ad oggi ha finanziato oltre 350 progetti per un totale di oltre 70mila euro, ha anticipato che è in programma un progetto di scolarizzazione del 41% di italiani che non ha ancora accesso a internet, organizzando corsi aperti al pubblico. E’ emersa poi la tematica della comunicazione quale strumento ancora poco utilizzato in CSR sia dalle aziende che dalle istituzioni, spesso per necessità o per la consapevolezza della mancanza di un pubblico realmente interessato. L’Assessore all’Ambiente, energia e sviluppo sostenibile della Regione Lombardia Maria Terzi ha raccontato i recenti progetti: la Green know how community, elaborato con la Camera di Commercio, che mette in rete le società che hanno investito nella green economy per favorire networking e le campagne di sensibilizzazione al riciclo tra cui: Fai il pieno d’olio, per il recupero e la trasformazione dell’olio usato in biocarburante. Nonostante i buoni risultati ha ammesso il gap comunicativo che spesso manca coi cittadini.

Durante il secondo talk show Da smart cities a smart communities. Il ruolo della tecnologia e dell’innovazione nel re-designing di un modello urbano sostenibile Massimilano Pontillo, presidente Pentapolis, ha portato all’attenzione dei relatori alcuni dati per sviluppare il confronto: in Italia esistono 2 milioni di abitazioni non occupate e ogni giorno si perdono 70 ettari di terreno a favore di nuova cementificazione; si va verso un futuro metropolitano, ma perché sia sostenibile dev’esserci una nuova organizzazione che preveda l’attenzione ai consumi e un uso efficiente delle risorse da parte di istituzioni e comunità. Carlo Infante managing director Urban Experience ha sottolineato come il cittadino sarà sempre più coinvolto nel processo di cambiamento attraverso la creatività sociale delle reti e lo sviluppo di un nuovo modello di ricchezza legato al risparmio e non più alla produzione. Due esempi di coinvolgimento della cittadinanza li ha presentati Eleonora Perotto, direttore del servizio di sostenibilità di Ateneo del Politecnico di Milano: il progetto di Campus Sostenibile dedicato alla pedonalizzazione di Piazza Leonardo Da Vinci, dove studenti e cittadini sono stati coinvolti attraverso questionari che orientassero le loro preferenze e il progetto Smart Campus, in cui è stato identificato un edificio dell’Ateneo a peggiore gestione energetica che è stato strumentato per l’efficienza e messo in comunicazione con studenti e professori attraverso app dedicate per gestire in modo intelligente i consumi energetici a seconda dell’occupazione delle aule. Deresponsabilizzare, infatti, non permette di creare una cultura della sostenibilità. Nell’ultimo talk show Diventare sostenibili per essere competitivi: minaccia o opportunità? Danilo Bonato, direttore generale di Consorzio Remedia, ha sottolineato come solo dopo gli Stati Generali della Sostenibilità del 2012 in Italia si è innescato un lento cambiamento che ha portato in seguito ad avere un decreto legge dedicato alla green economy. Bonato ha sottolineato che secondo l’Osservatorio dell’Ecoinnovazione, l’Italia è al 16esimo posto in Europa nel cambiamento di processi profondi nell’iter di produzione ma la strada è da proseguire perché, ha spiegato, tra pochi anni i mercati accetteranno di acquistare prodotti e servizi solo da aziende con filiera produttiva virtuosa e sostenibile.

La giornata è proseguita con il momento di brainstorming riservato, executive circle e il talk show Corporate social innovation: il futuro della comunicazione della csr da strumento di corporale reputation a volano di innovazione del business. Stefano Corti, direttore generale Lifegate, ha presentato i dati del recente osservatorio che ha coinvolto 1.000 consumatori consapevoli, da cui è emerso che oggi la green community guarda all’approccio sostenibile delle aziende e, solo in un secondo momento, ai prodotti. Piero Dominici, professore dell’Università degli Studi di Perugia, ha sottolineato il ritardo culturale italiano nel saper valutare gli effetti che una campagna di comunicazione comporta nel pubblico. Durante il pomeriggio sono stati presentati diversi keynote speech con casi aziendali di successo. Tra questi Thela, la piattaforma di controllo della filiera produttiva elaborata da Cleviria, il caso di Wisesociety, realtà editoriale rivolta al settore ambiente e sostenibilità; il progetto Ecocloud di Confagricoltura, piattaforma per la condivisione di buone pratiche per chi fa agricoltura sostenibile, presentata e utilizzata anche dall’agriturismo Casali Santa Brigida. Sono stati raccontati inoltre i progetti di Piano C, che per sostenibilità intende l’importante integrazione e sviluppo del lavoro femminile e un divanoXmanagua idea sviluppata da Terres des Homes, che ha realizzato con un partner un’opera di design artigianale cui parte del ricavato è andato a finanziare corsi professionali di falegnameria a Managua in Nicaragua.

Infine sono state presentate due originali start up: Microprogress, Onlus di Andrea Del Paz, che sviluppa una strategia di business per chi difficilmente può accedere a finanziamenti e Bircle di Daniela Runchi, un progetto che realizza itinerari turistici con informazioni dedicate alle accessibilità e ai servizi peri portatori di disabilita. Bricle ha realizzato la prima guida di Milano con un percorso pedonale pensato per disabili. A chiudere i lavori Carlo Infante che ha condiviso col pubblico la tag principale da tenere a mente e da condividere per definire le basi delle nuove strategie di sostenibilità è: openness, ovvero ampiezza del concetto di responsabilità sociale.

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