Franchising: un dinosauro ancora vivo e vegeto

Mar 22nd, 2016 | Di Altri | Categoria: Editoriale


Da anni si parla tanto delle innovazioni e dell’importanza che quest’ultime rivestono per lo sviluppo economico. Sembra, tuttavia, che questa esigenza riguardi solo le attività industriali, quelle Hi-Tech in primis, e non le attività commerciali.

Soprattutto in un periodo come questo di esplosione dell’e-commerce, di drastico passaggio dal B2B (Business to Business) al B2C (Business to Consumer), sembra che il canale distributivo debba essere considerato come il punto debole o “parassita” dell’intero ciclo di produzione del valore, dell’intera catena produttiva. Un passaggio in più capace solo di aggravare il prezzo al pubblico per il consumatore finale grazie a margini considerati, nel migliore dei casi, dannosi o inutili.

Punto debole della catena del Valore, ma necessario, visto che anche in Paesi dove l’e-commerce è molto sviluppato, la quota percentuale sul totale dei beni venduti sul web è ancora molto bassa.
In effetti, il Commercio in Italia è tuttora costituito da una struttura polverizzata, da una miriade di piccoli imprenditori individuali che ogni giorno “aprono bottega” e reggono le sorti di questo Settore in Italia.

Ma lo sviluppo urbano con la nascita tumultuosa di tanti Centri Commerciali (forse troppi…), i mutati comportamenti dei consumatori, la pressione concorrenziale, hanno creato l’esigenza di trovare forme distributive più razionali, al passo con i tempi, efficienti ed efficaci.

In altre parole, il Commercio ha iniziato ad imitare l’Industria nel filone dell’efficienza e produttività, grazie anche all’utilizzo di strumenti e metodi gestionali all’avanguardia, compreso metodologie di Marketing innovative.

In quest’ottica, il Franchising, viene visto come una rivoluzione/evoluzione ormai presente sul mercato in Italia da decenni e che resiste nonostante la crisi ed anzi, grazie alla crisi stessa, cresce e si evolve. Una tipologia distributiva che, proprio in un momento di crisi profonda come quello attuale, consente di razionalizzare e compattare il Commercio al dettaglio, per evitare inefficienze e strozzature che porterebbero ben presto all’asfissia gestionale di molti negozi tradizionali ed alla loro successiva chiusura.

Quanti negozi indipendenti, infatti, abbiamo visto chiudere in questi ultimi anni…?
La struttura degli affollati agglomerati urbani facilita, ancora oggi, la presenza su territorio dei negozi cosiddetti “sotto-casa”, in genere di piccole dimensioni, a gestione prettamente familiare; ma la crisi ne ha spazzati via a decine, per cui, una tipologia distributiva che consenta di salvarne molti dalla chiusura, assume anche la sua valenza sociale oltre che economica.

Dalla sua apparizione in Italia, ormai nel lontano 1972, sulla scena del commercio al Grande Dettaglio Organizzato (GDO), il contratto di Franchising ha da sempre rappresentato una formula vincente sia per i dettaglianti (Franchisee) desiderosi di aprire un negozio con un marchio ed un’immagine importante e sia per le aziende (Franchisor) per allargare in breve tempo la propria presenza sul mercato.

Questa sorta di “Mutuo Soccorso” ha da sempre rappresentato il vero segreto del successo del contratto di Franchising.
Dal punto di vista dei Franchisee, sicuramente legarsi al marchio importante di un Franchisor significa far rientrare nel più rassicurante mondo della GDO, una miriade di piccoli dettaglianti indipendenti altrimenti sconosciuti.

Dal punto di vista del Franchisor, lo sviluppo veloce dei punti di vendita aventi l’insegna a proprio marchio è un’occasione fin troppo allettante per allargare il proprio Business e la propria presenza sul mercato con il contributo di tanti piccoli imprenditori indipendenti.

Insomma, una forma contrattuale che sembra fatta apposta per noi italiani desiderosi, da un lato, di unire le forze per ridurre il rischio d’impresa e, dall’altro, di non perdere la nostra autonomia gestionale.
Catene come Benetton, Original Marines, Piazza Italia, Geox, il Gruppo Calzedonia (con i marchi Intimissimi, Tezenis e Falconieri), il Gruppo Carpisa e Yamamay e tante altre, stanno facendo la storia del commercio italiano utilizzando con successo questa formula vincente.

Si può quindi concludere che in mercato sempre più in crisi e votato al e-commerce, il Franchising pur essendo un “dinosauro” degli anni ’70, riesce a riproporsi ancora ben vivo e vegeto. L’alternativa “reale” a chi voglia informarsi su di un prodotto on-line, ma poi desideri “toccare con mano” lo stesso e comprarlo senza attese nei tempi e costi aggiuntivi legati alla consegna. Una tipologia distributiva nella quale convergono in modo mirabile interessi diversificati: economici e sociali.

di Massimo Antinolfi

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