Il futuro degli eventi 5 trend che cambieranno il lavoro degli organizzatori

Gen 31st, 2016 | Di Altri | Categoria: CATEGORIA B


Non bisogna avere la sfera di cristallo per immaginare come cambieranno gli eventi nei prossimi anni: è sufficiente osservare quali sono i fenomeni che già oggi hanno cambiato il modo in cui le persone interagiscono, vivono e lavorano.

Il mondo di oggi è social, collaborativo, tecnologico, personalizzato, attento a salute e benessere. E proprio queste saranno le linee che guideranno l’evoluzione degli eventi, e sulle quali gli organizzatori saranno chiamati a tenere il passo.

Ad affrontare il tema del futuro degli eventi sono stati la catena alberghiera Marriott International e PCMA, la Professional Convention Management Association americana: consapevoli che il futuro del settore non sarà determinato dalla qualità delle sedie o dalla disposizione dei tavoli, bensì dalla rilevanza che il concetto stesso di evento saprà mantenere nel tempo, hanno riunito un panel di esperti nei più diversi campi (sharing economy, architettura, tecnologia, media) affinché discutessero il tema dalla propria prospettiva specifica. Ecco i 5 trend che gli esperti hanno identificato come quelli che daranno forma agli eventi del prossimo futuro.

L’analisi sensoriale per capire il mood del momento
Sensori sempre più sofisticati e sistemi di analisi dei dati sempre più evoluti permetteranno di sapere, momento per momento, cosa succede nella sala meeting durante l’evento.

I partecipanti hanno caldo, freddo, stanno perdendo interesse, reagiscono bene al materiale presentato? I dati sull’esperienza fisica dei partecipanti – per esempio movimento degli occhi, battito cardiaco, livello di stress – consentiranno agli organizzatori di fare in tempo reale gli “aggiustamenti” necessari per migliorarne l’esperienza.

Il senso non è che un computer dirà all’organizzatore cosa fare, ma piuttosto che gli fornirà un feedback immediato sul mood della platea. L’opinione degli esperti è quindi che, grazie alla diffusione dei sensori, l’esecuzione dei meeting si evolverà in modo da comprendere cambiamenti e adattamenti in tempo reale per aumentare l’impatto e l’efficacia dell’evento.

L’era delle community: il modello social entra negli eventi
Viviamo nell’era delle community, cioè gruppi di persone che condividono interessi specifici e che, grazie alla tecnologia e ai social media in particolare, si incontrano “virtualmente” per discutere e confrontarsi sui temi di comune interesse.

Secondo gli esperti, questo tipo di aggregazione “di nicchia” si svilupperà anche all’interno degli eventi, il cui valore non risiederà più soltanto nel contenuto offerto, ma anche nella composizione della lista dei partecipanti. L’idea di community, così come legittimata dai social, si affermerà anche nell’ambito degli eventi “reali”, che saranno sempre più strutturati – in termini di allestimenti e tecnologie – per facilitare l’aggregazione spontanea e la collaborazione delle persone in piccoli gruppi.

L’evento “on demand” per un’esperienza personalizzata
La fruizione di contenuti online – che siano di informazione, intrattenimento o marketing – avviene ormai in forma molto personalizzata, laddove ognuno “costruisce” i propri palinsesti, percorsi o tematiche in base ai propri gusti e interessi. L’aspettativa di personalizzazione tocca anche gli eventi e segna la fine del tradizionale programma da seguire dal principo alla fine così come pensato e strutturato dall’organizzatore.

L’evoluzione, dicono gli esperti, va verso un’esperienza non lineare dell’evento, che assumerà le caratteristiche di una “piattaforma” a partire dalla quale ogni partecipante potrà personalizzare la propria esperienza. Per gli organizzatori ciò significa rendere più flessibili contenuti e allestimenti, affinché ogni delegato vi possa strutturare un proprio percorso individuale.

Partecipanti, relatori, location: si ampliano le definizioni
L’evoluzione della tecnologia, che all’ormai superata videoconferenza ha sostituito la telepresenza immersiva, la presenza olografica e forme di interazione digitale di qualità quasi “reale”, sta dando grande impulso agli eventi ibridi, se non addirittura completamente virtuali. Gli esperti consultati da Marriott e PCMA, tuttavia, ribadiscono che mai l’incontro faccia a faccia potrà essere sostituito dalla tecnologia, non importa quanto evoluta.

Il tema è invece quello di se e come la meeting industry sarà capace di ideare format capaci di attrarre platee anche virtuali. Le definizioni di partecipanti, relatori e location si stanno infatti ampliando per comprendere anche i sempre più comuni collegati da remoto: agli organizzatori il compito di progettare esperienze virtuali capaci di coinvolgerli e di veicolare efficacemente anche a loro i contenuti e il valore aggiunto dell’evento.

Salute e benessere come da abitudine
L’attenzione delle persone alla propria salute e al proprio benessere è un trend ormai consolidato, per lo meno nelle società occidentali: alimentazione sana, esercizio fisico, salubrità degli ambienti, equilibrio fra lavoro e vita privata sono temi di dominio comune che anche l’industria degli eventi sta gradualmente facendo propri.

I meeting del futuro permetteranno ai partecipanti di mantenere inalterati i propri comportamenti legati a salute e benessere, modificando la percezione che il viaggio – e la partecipazione all’evento – costringano a interrompere le abitudini individuali, che siano legate a una dieta specifica, un allenamento o un comfort abitativo particolare. Gli alberghi saranno quindi incentivati a offrire soluzioni che permettano agli ospiti di perseguire la propria, personale condizione di benessere. -
Fonte: http://www.eventreport.it/stories/mercato

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