Il Galateo agli eventi: quando l’etichetta fa la differenza

Mar 14th, 2016 | Di Altri | Categoria: Comunicazione


Bon ton? Ahi, ahi, ahi. Basta andare al ristorante per rendersi conto di quanto diffuso sia il malcostume. Tutti con un cellulare in mano, impegnati più a chattare, se non addirittura a telefonare, che non a interessarsi al convivio.

Non si tratta qui di un conflitto generazionale tra nativi digitali e tecnofobi bensì di educazione bella e buona. La stessa che dovrebbe far cedere il posto sui mezzi alle persone anziane. La stessa che getta le basi per un meeting di successo portando nello stesso luogo persone, identità, culture, provenienze ed esperienze diverse.

Con il termine Galateo definiamo un variegato insieme di regole che identificano il corretto comportamento sociale come specchio dell’educazione. Il nome, secondo gli studiosi, deriva dal primo trattato sul “vivere civile”, il Galateo overo de’ costumi, redatto dal monsignore Giovanni Della Casa su ispirazione del vescovo della diocesi di Sessa Aurunca Galeazzo Florimonte. E se oggi nessuno prende per oro colato le indicazioni del libro datato 1558, non ne vanno trascurate le evoluzioni, sempre attualissime.

• L’accoglienza
L’etichetta rappresenta il biglietto da visita dell’azienda, la prima cosa della quale si ha percezione. Non si tratta di un futile esercizio formale, anzi. La forma, in questo caso, nasconde purissima sostanza, ovvero l’anima stessa del brand. Inoltre, un comportamento educato – sinonimo, in questo caso, anche di attento e rispettoso – favorisce i rapporti interpersonali e l’empatia.

• I posti dei relatori
È importante saper accogliere e disporre nel modo più corretto i relatori al tavolo. Con al centro la personalità di spicco, alla sua desta siede l’ospite di maggiore rilievo e alla sinistra il secondo per importanza e così via, alternando i due lati. Il moderatore, se presente, siederà in genere a sinistra del tavolo.

• I particolari fanno la differenza
Tutt’altro che irrilevanti, i dettagli rappresentano la cura con la quale è stato organizzato l’evento e una riprova della professionalità dell’azienda.
– I cartelli indicatori devono essere predisposti per tutte le direzioni dalle quali possono arrivare gli ospiti ed essere facilmente riconoscibili. L’eventuale reception della location va informata dello svolgimento del meeting e dell’ubicazione delle sale, cosicché possa essere d’aiuto.
– Indispensabile il guardaroba, con personale cordiale e cortese. In un meeting, oltre alle giacche, bisogna considerare anche il deposito di ventiquattrore e borse da viaggio, predisponendo adeguati ticket che non vadano perduti.
– L’accueil deve offrire agli ospiti personale sufficiente affinché non si creino intoppi o code nelle procedure di accreditamento. Hostess e steward vestiranno secondo un dress code sobrio ma non anonimo, al meglio se caratterizzato da un accessorio con i colori aziendali.
– Il materiale illustrativo eventualmente a disposizione del pubblico va offerto brevi manu e non semplicemente abbandonato su un tavolo.
– Al desk, o nelle immediate vicinanze, dovrà trattenersi anche un addetto dell’ufficio stampa che faccia gli onori di casa agli eventuali rappresentanti dei media offrendo loro il press kit e la disponibilità a possibili incontri one-to-one con i relatori o i manager dell’azienda.
– Gli ospiti d’onore devono essere accompagnati in platea ai posti loro riservati ed è indispensabile affidare gli elenchi dei personaggi di rilievo al responsabile dell’accueil, cosicché vengano immediatamente riconosciuti e non costretti a mettersi in coda per gli accrediti.

fonte : http://www.mconline.it

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