Google pronto a lanciare Newspass
Giu 21st, 2010 | Di Altri | Categoria: CATEGORIA B, Web e DintorniGoogle cede alle richieste degli editori ed è pronta a lanciare un nuovo sistema per pagare le notizie aggregate dal motore di ricerca. Il nuovo sistema, che esordirà entro fine anno, si chiama “Newspass” e rappresenterebbe una vera rivoluzione per la fruizione delle new online.
La mossa del colosso di Mountain view permetterebbe anche agli editori di veder retribuiti i contenuti da loro prodotti e che fino ad ora sono stati sfruttati da BigG senza alcun compenso. Il nuovo sistema prevederebbe l’autenticazione degli utenti tramite “Google Account”, un’operazione che sarebbe indispensabile per consentire ai lettori di acquistare le news, con procedure semplificate, da qualsiasi pc, tablet o smartphone, e agli editori di usare un’unica piattaforma per monetizzare i contenuti. Così facendo BigG, da “parassita” e nemico degli editori, diventerebbe un loro partner. Per questo sarebbero già in corso trattative tra le due parti per decidere costi, percentuali di guadagno e modalità di collaborazione.
La notizia, anticipata da “Repubblica.it”, però, non è stata ancora confermata ufficialmente da Google. Newspass metterebbe fine ad uno scontro che dura da mesi, con gli editori che accusano Google di sfruttare senza alcun riconoscimento i contenuti da loro prodotti, attraverso il servizio News che catalizza il traffico dei lettori digitali e di conseguenza gli investimenti pubblicitari, lasciando le briciole ai giornali online. Già lo scorso anno, Google aveva lanciato la soluzione “First Click Free” per consentire alle testate di obbligare i lettori a identificarsi e a pagare un diritto d’accesso nel caso della lettura di più di cinque articoli al giorno, successivamente ai quali sarebbe scattata la registrazione con login e password con tanto di paywall. Il nuovo piano pensato da Google, questa volta, dovrebbe tenere più in considerazione anche i diritti degli editori con una remunerazione che va dall’abbonamento mensile al pagamento per i singoli contenuti, il tutto applicabile tanto alle fotografie quanto agli articoli o a tracce audio. Questo, anche in risposta alle polemiche scatenate dagli editori italiani, che per primi avevano sporto una denuncia della Fieg per avere riconosciuto un premio maggiore per quanto portato sul motore di ricerca grazie ai propri contenuti, inducendo l’Antitrust ad aprire un’istruttoria. I dettagli tecnici del funzionamento del nuovo sistema non sono ancora stati resi noti, anche se la struttura dovrebbe basarsi sull’indicizzazione delle notizie rese disponibili su web dietro paywall, cui verrà affiancato checkout, il sistema di fatturazione già realizzato da Mountain View. In sostanza gli utenti potranno registrarsi su Google e fornire le proprie credenziali di addebito. Quando poi effettueranno una ricerca su web, nella pagina dei risultati compariranno anche i contenuti a pagamento, identificati con un simbolo specifico, e si potrà selezionarli e poi acquistarne la visione. Tra i primi ad accusare Google di rubare le notizie ai giornali senza riconoscergli neppure un centesimo, era stato il magnate dell’editoria Rupert Murdoch, secondo cui le aziende giornalistiche devono riuscire a persuadere i lettori a pagare per fruire dei contenuti online se vogliono sopravvivere nell’era digitale.
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