Grandi marche, “mismatch” troppo elevato

Mar 17th, 2016 | Di Altri | Categoria: CATEGORIA B


Le grandi marche sono sempre alla ricerca di talenti tra i neolaureati. Tra i criteri nelle selezioni spiccano la conoscenza delle lingue, l’ambito di studio, la regolarità nel percorso formativo, le competenze trasversali (“soft skill”), l’esperienze all’estero. In gioco entrano anche attitudini come la motivazione, la capacità relazionale, la flessibilità e lo spirito d’iniziativa. Non sempre, però, la preparazione e le caratteristiche rispondono ai profili desiderati. Le conoscenze linguistiche, per esempio, sono richieste nell’83% dei casi, ma presenti solo nel 58,5% delle candidature.

Sei industrie su dieci prevedono da 1 a 20 inserimenti di neolaureati nel biennio 2015‐2016. L’11% oltre 50.

Sette industrie su dieci (il 72,5%) preferisce le lauree di secondo livello (magistrale o a ciclo unico). Fra gli indirizzi di studi preferiti, non stupisce la (solita) leadership delle lauree economico‐statistiche (77%) e di ingegneria (74,5%).

Per quanto riguarda i canali di ricerca, spiccano (con il 75,5% ciascuno) i servizi di placement universitario e il sito internet aziendale. Al terzo posto i servizi di selezione offerti da AlmaLaurea. I centri per l’impiego, come ClicLavoro (portale del Ministero del lavoro) e le inserzioni, hanno un peso meno rilevante. Da non sottovalutare il ricorso delle imprese a social network e social media, in particolare a LinkedIn, per la ricerca di personale neolaureato.

Il “mismatch” più elevato (in parole povere, la differenza tra quello che cerca l’azienda e quello che l’azienda ritrova nel candidato) si verifica riguardo la conoscenza del settore specifico di attività dell’azienda in cui si vorrebbe trovare occupazione: è richiesta dal 55% delle industrie, ma si riscontra solamente nel 13% dei candidati.

Supera il 35% il gap per quanto riguarda le competenze trasversali, e il 30% il gap relativo agli obiettivi e alle ambizioni professionali, alle esperienze di lavoro precedenti e alle esperienze all’estero.

Scarso riscontro rivelano il livello di flessibilità/adattabilità dei candidati e la motivazione. Buona corrispondenza invece si ha per il lavoro in gruppo, per la capacità di gestire le informazioni e per l’apprendimento continuo.
via http://www.mark-up.it/

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