“IF YOU SPEAK FASHION YOU SPEAK ITALIAN”

Ott 15th, 2009 | Di Altri | Categoria: CATEGORIA B

Chiude MilanoModaDonna, la più prestigiosa manifestazione al mondo di pret-à-porter femminile che si svolge due volte l’anno al Milano Fashion Center. Apre Parigi. Intanto il Ministro Claudio Scaiola vola a New York per presentare insieme al Presidente dell’ICI, Umberto Vattani, la campagna di promozione della moda italiana negli USA, dal titolo “If you speak fashion you speak Italian”. Un progetto  articolato che si svilupperà fino al 2010 toccando diverse aree degli States e coinvolgento i vari media con focus su abbigliamento uomo, donna accessori e gioielli.

Certo, la crisi dei mercati c’è - è stato detto - e la concorrenza sia europea che asiatica, mostra tutta la sua grinta verso il made in Italy. “Ma i grandi marchi italiani e stranieri  a Milano sono arrivati” - afferma Mario Boselli, Presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana - “e le nostre imprese hanno portato ancora una volta importanti  novità in  quanto a qualità, eleganza e quel lifestyle  che il mondo da sempre ci invidia”. Durante la Fashion week milanese, si è parlato con insistenza di strategie di marketing innovativo da parte delle aziende puntando su nuovi interlocutori e un diverso modo di dialogare con il potenziale cliente.

Nel panorama delle tendenze non si vedranno più forme a “palloncino” e i pantaloni a tutte le ore: gli unici permessi sono aderenti e morbidi sui fianchi. Le numerose proposte si sintetizzano in due tipologie che possono coesistere in ogni donna: una linea romantica con semitrasparenze, morbida e longuette e una più sexy  con tubini anatomicamente perfetti, giacchine scolpite, spalle larghe e gonne decisamente corte.

Torna il powerdressing degli anni Ottanta, la mise della donna manager che primeggiava nel mondo della finanza. “Ma - ha dichiarato Armani, miracolo dello stile e dell’imprenditoria italiana - non ci si ispira solo al passato, perché oggi dobbiamo recuperare tutta la forza che si era persa”. Ritorna la linea della donna in carriera,   come nell’omonimo film di quegli anni, dove Melanie Griffith affermava: “ho un cervello per gli affari e un corpo per il peccato, ci trovate qualcosa da ridire?”

A noi viene in mente Marisa Bellisario, una delle figure più rappresentative nella storia dell’imprenditoria italiana, che nel 1981 fu richiamata dagli States per risanare l’Italtel. Capelli corti e abiti iperfemminili, preferibilmente Armani, così si presentava nei sofisticati ambienti aziendali dell’epoca. “The legs come la chiamavano in America non rinunciava mai all’Italian style.

Come si reagisce in termini di comunicazione di fronte alla contrazione economica mondiale?

Risponde in primis Mario Boselli: “La sorpresa positiva è che al centro del successo di questa settimana c’è la qualità delle collezioni presentate, grazie alla bravura  consolidata dei nostri stilisti che, anche in questo momento difficile, hanno investito a tutto campo oltre che nelle collezioni anche nelle modalità di presentazione”.

di Mariella Valdiserri

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