Da internauti a “infonauti” i giovani e la democrazia web

Ott 30th, 2009 | Di Altri | Categoria: Indagini e Sondaggi


La rete è anche la via principale d’accesso a tv e radio. La tecnologia digitale ha rivoluzionato il modo di informarsi degli italiani.

L’utilizzo di internet e della Tv satellitare è in continuo aumento. Ma tenersi al corrente su questioni di pubblico interesse vuol dire prendere parte alla vita di una comunità.

Significa essere cittadini, partecipare. Oggi, dunque, il nesso tra Internet e informazione (e politica) desta, più che in passato, attenzione e interesse.

I giovani sono protagonisti importanti di questa dinamica. In sette casi su dieci utilizzano quotidianamente internet per informarsi, al pari della Tv. E molto più del giornale cartaceo (19%) o del satellite (37%). E’ un dato interessante se consideriamo che vengono spesso rimproverati di informarsi poco. Evidentemente bypassano i canali tradizionali ricorrendo alla rete.

Tutto questo avviene, secondo l’indagine Demos-Coop, nel quadro di un utilizzo più diffuso delle tecnologie digitali per informarsi. Rispetto al 2007 è aumentato l’uso della Tv satellitare e, del digitale terrestre (dal 19% al 41%: +22 punti percentuali, dovuto anche al passaggio di alcune regioni a questa tecnologia) e di Internet (+13 punti percentuali, dal 25% al 38%). Gli altri media - tv, radio, stampa quotidiana e settimanale - sembrano ormai aver raggiunto un livello di saturazione.

I più giovani sono nativi digitali, come li ha definti Marc Prensky. Sono fruitori “impegnati” di questa tecnologia. Il 74% di chi ha un’età compresa tra 15 e 24 anni (+19 punti percentuali rispetto al 2007) e il 63% di quelli tra 25 e 34 anni (+15 punti percentuali rispetto al 2007) dichiarano che per informarsi utilizzano internet “tutti i giorni”.

Questo stile, come prevedibile, si riduce progressivamente nelle successive coorti di età. Fino ad arrivare al 7% tra quanti hanno superato i 64 anni.

Ciò è dovuto al fatto che le risorse individuali necessarie a fare di internet uno strumento di uso quotidiano - non solo di informazione ma anche di lavoro e svago - sono meno disponibili presso i settori più adulti della popolazione. I quali privilegiano la Tv o i giornali.

La radio, invece, sembra essere utilizzata in particolare da chi ha un’età compresa tra 35 e 44 anni.

I giovani internauti, dunque, non utilizzano solo chat, social network, blog, e-mail. Ascoltano la radio e guardano la tivù in streaming, leggono i giornali on-line. La rete è diventata la chiave di accesso a diverse fonti informative.

Internet caratterizza il loro stile di informazione, per questo oltre a internauti potremmo definirli info-nauti. Ma qual è il loro profilo? Si osserva una maggior presenza di persone di genere maschile, con un grado elevato di scolarizzazione, di studenti, dirigenti e impiegati. Relativamente all’identità politica appare più pronunciata quella di centrosinistra.

Dall’indagine si rileva una significativa differenza generazionale nell’approccio agli strumenti di informazione. Gli utenti più anziani tendono ad essere fruitori “passivi”, si affidano alla rigidità dei palinsesti della tv tradizionale e delle pagine stampate dei quotidiani cartacei.

Gli info-nauti invece valorizzano l’interattività e la flessibilità dei sistemi digitali di informazione. Sono fruitori “attivi”, che costruiscono in modo individualizzato l’approccio ai new media.

Un altro punto importante che emerge dall’indagine riguarda il nesso democrazia e comunicazione; i cittadini intervistati ritengono che indipendenza e libertà di informazione oggi appartengano in primo luogo alla rete internet (35%).

Poi alla Tv (25%), quindi ai quotidiani (20%). Generalmente nella credibilità di un media si riflette la conoscenza e l’utilizzo dello stesso. Per questo il dato su internet appare particolarmente significativo, perché è meno utilizzato della Tv (87% vs. 38%), ma nonostante ciò viene ritenuto più democratico. Detto in altri termini: si guarda la Tv ma non ci si fida troppo.

Come prevedibile dietro questa opinione è fondamentale il fattore età. Indicano la Tv come canale più libero e indipendente il 18% dei giovani (15-24 anni), dato che cresce progressivamente fino a raddoppiarsi negli over 64 (34%).

Tendenza inversa, e più accentuata, per quanto riguarda internet: per il 59% dei giovani è lo strumento di informazione più democratico, idea condivisa solo dal 6% dei più anziani. Gli info-nauti, in modo compatto e ben più della media (57% vs. 35%), valorizzano il potenziale democratico di internet. Ma presentano anche orientamenti diversi su specifiche questioni politiche.

Gli info-nauti di sinistra esprimono un giudizio più severo sul tema della libertà di informazione in Italia: l’87% ritiene che il conflitto di interesse che riguarda il premier Berlusconi “danneggi la libertà di informazione”. La stessa quota (87%) sostiene inoltre che questa situazione “condizioni la politica”. Si fermano invece al 26% e al 42% gli info-nauti di destra che condividono queste due opinioni.

Inoltre, gli info-nauti di sinistra si dicono più interessati alla politica, guardano meno la televisione e, conseguentemente, si informano meno attraverso questo media (compreso il satellite e il digitale terrestre). Seguono di più i giornali e la radio.

Da un lato, quindi, i giovani si fanno promotori di innovazione, privilegiando la rete come arena del confronto democratico. Dall’altro, sono anche portatori di elementi tradizionali. Le classiche fratture ideologiche si riflettono infatti nel mondo dei nuovi media. Gli info-nauti si configurano come estensione, nel virtuale, della politica reale.
di LUIGI CECCARINI e MARTINA DI PIERDOMENICO su www.repubblica.it

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