INTERVISTA A SIMONA PORTIGLIOTTI – Brand Manager Nintendo Italia
Giu 22nd, 2009 | Di Altri | Categoria: Interviste
1) Quale definizione darebbe al marketing (a breve e medio termine) ?
Io reputo che il marketing sia l’insieme di tutte le attività che un’azienda può ideare e
mettere in pratica per promuovere un prodotto, sia dal punto di vista commerciale ma direi soprattutto per quanto riguarda la sua riconoscibilità sul mercato e verso il pubblico.
Sono tutte le attività che possono essere realizzate per far conoscere, far desiderare e quindi far acquistare un prodotto od un servizio.
Questo è vero nella storia ed è altrettanto vero nelle contingenze meno favorevoli.
Ciò che cambia di epoca in epoca, di situazione in situazione è la leva su cui si agisce ovvero come far conoscere e apprezzare un determinato prodotto. Nei momenti meno
favorevoli, ad esempio, risulta più importante puntare sull’emozionalità e sull’esigenza;. L’emozione crea sempre desiderabilità ma nei momenti difficili si accresce il desiderio di evasione. Naturalmente il desiderio deve fare i conti anche con il “portafoglio” ed proprio in questa fase che interviene la promozione che ha essenzialmente la finalità di far percepire il vantaggio per l’utente.
Il videogioco, per esempio, è un oggetto superfluo e non è neppure un oggetto fondamentale per la crescita di una persona ma visto in un’altra ottica può essere proposto come un oggetto fonte di risparmio. Può essere un prodotto intorno al quale, all’interno della casa, la famiglia si unisce e si riunisce, evitando così spese aggiuntive per vivere esperienze all’esterno. L’unione della famiglia in un momento di difficoltà diventa così un’occasione di condivisione, di socializzazione e di risparmio. Dipende da come viene presentato il prodotto. In altri momenti storici il videogioco è stato presentato soltanto come oggetto costoso ed uno strumento ludico.
2) Nella sua azienda come è strutturata la funzione marketing ?
Tutti i nostri dipartimenti hanno una struttura orizzontale, compreso il marketing.
C’è un direttore a cui fanno capo vari manager di funzione. Con il direttore marketing, collaborano due brand manager, una persona che gestisce il web, una persona che gestisce le relazioni pubbliche e l’ufficio stampa, una persona che gestisce gli eventi ed una risorsa junior che serve di appoggio a tutti e si occupa di customer service.
L’ufficio marketing si avvale poi di strutture esterne per la creatività, i media,
l’ufficio stampa, gli eventi ed altre strutture che ci supportano nei progetti speciali.
3) Come potrebbe definire la mission e la filosofia dell’azienda ?
L’obiettivo di prodotto per Nintendo è mettere tutte le proprie risorse per la creazione e realizzazione di giochi. La mission dichiarata proprio questo anno dal nostro presidente worldwide è portare il sorriso sui volti delle persone. E’ un obiettivo chiaro e semplice ma non facile da raggiungere. Tutti i report dei nostri progetti devono essere chiusi con immagini reali, non costruite, di persone che si divertono usando i nostri prodotti. Il pubblico deve percepire il nostro sforzo per farlo divertire.
4) Quali sono le politiche e le strategie di marketing adottate dalla sua azienda ?
Da tempo ormai il nostro principale obiettivo è quello di allargare la base dell’utenza;
ci rivolgiamo ormai ad un pubblico di massa e non più ad un pubblico specializzato.
Questo è il grande cambiamento su cui siamo impegnati e sarà anche il focus per il futuro. Allargare la base significa individuare sempre nuovi target da intercettare;
in questo momento stiamo portando avanti progetti per finire di conquistare il pubblico
femminile e il pubblico “over fifty” con prodotti come “brain training”, mantenendo comunque sempre fede e coerenza al posizionamento “naturale” del prodotto cioè
a ciascun target il suo prodotto. Sarebbe sbagliato sovvertire queste regole solo per aumentare il fatturato. Poi abbiamo i prodotti storici per bambini come “Pokemon” e Supermario”
5) Come si configura nella sua azienda il marketing: tattico, strategico ?
Utilizziamo entrambe le modalità. Si parte da un concetto strategico sviluppato basandoci sulle indicazioni della nostra casa madre, sposando e localizzando le guidelines; dobbiamo quindi essere bravi a tradurre i concetti dettati dall’headquarter per adattarli alle esigenze specifiche del territorio in cui dobbiamo operare. Dalla strategia generale elaboriamo poi operazioni tattiche: a seconda del periodo dell’anno o del target di riferimento studiamo determinate attività e iniziative.
6) Secondo lei come sarà il marketing prossimo venturo ?
A mio giudizio il marketing è e sempre più nel futuro sarà vicino alle persone. Non si può più parlare di marketing generalista o indifferenziato o pop (popolare) ma si tratta ormai di un marketing mirato sulle persone o gruppi. Questa sarà l’evoluzione: un marketing che sempre più vuole entrare in relazione, vuole andare verso le persone, che vuole tener conto delle esigenze dei consumatori.
Questo determina però una doppia esigenza: saper ascoltare ma anche saper gestire le richieste dell’utenza, altrimenti può diventare un boomerang.
Per quanto concerne l’action marketing, a mio parere non moriranno i grandi mezzi o i grandi interventi ma occorrerà lavorare su molte azioni, estremamente focalizzate,
da dedicare ai singoli target. Si realizzeranno incastri sempre più complessi e coordinati tra azioni above the line e below the line. Mentre in passato si realizzavano azioni di marketing ad ombrello ed a integrazione si realizzavano leggeri rinforzi concentrati su piccole iniziative, ora si pianificano azioni di direct marketing od eventi con grandi risorse e ad ampio spettro e si utilizzano media a basso investimento come le tv satellitari o supporti a diffusione locale.
7) Quale definizione potrebbe dare di comunicazione aziendale ?
E’ l’insieme delle attività volte a delineare l’azienda agli occhi di tutti i referenti: consumatori, trade, stampa, istituzioni. In latre parole è l’immagine che l’azienda vuole disegnare di sè all’esterno. Volontariamente o involontariamente l’azienda comunica sempre qualcosa, anche quando decide di non comunicare. Anche i collaboratori, i manager, gli agenti comunicano lo stile dell’azienda verso l’esterno attraverso il loro comportamento. Molti pensano che si comunichi solo quand si organizzano in forma scritta le volontà dell’azienda. In realtà la comunicazione aziendale è qualcosa di più complesso, che avviene in molti modi e attraverso molti strumenti.
Quali sono le politiche e le strategie di comunicazione adottate dalla sua azienda ?
La filosofia di comunicazione di Nintendo è semplice e lineare. Nata a fine ‘800 come produttrice di carte da gioco, è divenuta col tempo uno delle principali aziende di videogiochi e console; la sua vocazione resta comunque legata alla produzione di giochi.
Si è data una nuova veste; si rivolge ad un pubblico molto ampio, non di nicchia.; si è data l’organizzazione della grande azienda. Tutto ciò deve trasparire nella sua comunicazione.
Dal punto di vista delle strategie media si è quindi fatto ricordo a mezzi capaci di raggiungere segmenti target molto ampi e generalisti.
9) Come si configura nella sua azienda la comunicazione: tattica o di brand ?
Di base vengono portati avanti sia momenti di comunicazione corporate (che devono essere sempre coerenti con quelli della casa madre), sia momenti di attività tattiche.
Ai primi appartengono le comunicazioni sui successi ed i progressi dell’azienda, attraverso resoconti, informazioni e notizie, con una volontà di essere assolutamente trasparenti nel comunicare i dati finanziari.
Ai secondi si riferiscono le attività tattiche relative ai lanci dei prodotti.
I lanci delle console sono considerati invece momenti strategici corporate data l’importanza che questi progetti ricoprono nella nostra azienda. I lanci tattici riguardano invece i prodotti software.
Ovviamente i referenti sono diversi, i pubblici sono diversi, i media sono diversi.
L’azienda attraverso le pubbliche relazioni, ha aperto un dialogo anche con pubblici specializzati. Per esempio le istituzioni finanziarie, le istituzioni sul territorio, le associazione dei genitori, le associazioni che tutelano i bambini.
Tutto questo però avviene con una struttura snella, senza dispersioni od un appesantimento organizzativo.
10) Secondo lei come sarà la comunicazione nel prossimo futuro ?
Non credo che ci saranno grandi cambiamenti. Credo che gli investimenti di comunicazione non subiranno sostanziali modificazioni, anche in periodo di crisi,
perché l’unico sistema che ha l’azienda di preservare le sue specificità e la sua posizione di mercato sia quello di continuare a comunicare la sua immagine.
La comunicazione ai vari target continuerà ad essere un obiettivo costante dell’azienda.
11) Salvatore Sagone asserisce che l’evento è il nuovo media
Qual è il suo pensiero al proposito ?
Può essere. Condivido in parte. E’ uno dei nuovi media anche se ritengo che non possa sostituire gli altri. L’evento riesce ad essere efficace sul pubblico solo quando il pubblico è già stato stimolato dalla comunicazione. L’evento può avere un “effetto valanga”, ma il punto di partenza resta sempre la comunicazione.
12) La sua azienda quali eventi organizza ?
Nintendo organizza un tour. In passato abbiamo sponsorizzato tour insieme ad altri brand e facevamo sampling ma eravamo uno dei tanti poli di attrazione.
Oggi vogliamo che il nostro prodotto sia il protagonista unico e assoluto dei nostri eventi.. Sopportiamo maggiori oneri e molta fatica ma sono maggiori le soddisfazioni e possiamo presentare tutta la nostra gamma. In uno stesso ambito presentiamo prodotti per tutte le fasce di età, invitiamo all’evento l’intera famiglia e ciascun membro della famiglia troverà qualcosa per il suo divertimento.
In questo modo c’è vera coerenza anche a quello che facciamo a livello di comunicazione.
Inoltre realizziamo eventi di lancio nuovi prodotti che possono essere conferenze stampa, presentazioni alla stampa specializzata, eventi rivolti al pubblico per singoli prodotti.
Si va dall’incontro nel parco per provare tutti insieme “wiifit”, alla lezione di musica con “wii music”, al “pokemon day”, sforzandoci di essere più creativi possibile. Cerchiamo di fare sperimentazione di oggetti, di contenuti e di concept di eventi, anche per non annoiarci noi per primi.
13) Con quali finalità ?
Rendere protagonista il prodotto, riuscire a stupire, riuscire , non solo a parole, a dimostrare che possiamo soddisfare una utenza diversa. Un conto è raccontare “brain training” prodotto simbolo di questa nuova generazione di giochi veloci che provano la capacità dei riflessi e le capacità matematiche. Diverso è far provare questi giochi e far costatare al pubblico la potenzialità di coinvolgimento di questi “games”. .
L’obiettivo è sempre sampling e soddisfazione del cliente.
Durante gli eventi c’è la possibilità di vedere le reazioni dei clienti, raccogliere dati informazioni e tenerne conto.
14) Quali promozioni organizzate e per quali finalità ?A quale funzione aziendale è
demandata l’organizzazione delle promozioni ?
Nintendo ha una gestione commerciale lineare: console portatile, software per console portatile, console statica, software per console statica, accessori .
Tutta la parte delle promozioni è gestita dalle vendite a contatto con i clienti distributori, clienti GD, catene. Per questi soggetti si fanno volantini, promozioni in particolari periodi. Sono i distributori che chiedono alle vendite di attivare una promozione in occasione di una certa festività, non è l’azienda a proporre questi interventi.
L’azienda interviene prima, ad esempio nella definizione dei prezzi di base tra una certa linea di prodotti, perché ci siano dei riflessi positivi.
Ci sono anche altri momenti di promozione. Sul punto vendita si possono organizzare dimostrazioni per illustrare nuovi prodotti, arrivando a distribuire piccoli omaggi e gadget.
Questa attività sono gestite dal trade marketing che risponde alla direzione vendite.
a cura di Dario Vitali - Marketing Journal
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