Laureato e “masterizzato”? Ok, in fondo e in angolo è il tuo posto

Lug 17th, 2017 | Di Altri | Categoria: Primo Piano


Come sempre parto da una bella provocazione iniziale per arrivare ad esplodere un po’ di concetti fondamentali per capire come gira OGGI il mondo del marketing.

Oggi parliamo di:

Laurea
Post laurea
Master
Istruzione
Business
Imprenditoria

Questa settimana ho visitato un importante istituto universitario, che ci ha contattati per parlare di uno specifico corso di specializzazione post laurea, in comunicazione, nel quale gli iscritti sono in forte calo.

Siamo stati contattati perché chi insegna agli altri comunicazione….ha difficoltà a comunicare. Così mi è stato detto.

Come sempre desidero limitarmi a prendere uno spunto dal vissuto quotidiano e riportarlo in chiave costruttiva per la community che segue questi contenuti. Lungi da me fare una critica nel merito. Non sono abituato a criticare gli altri né a parlare male di persone che lavorano. Non è nelle mie corde. (Oltretutto “sparare sulla croce rossa” sarebbe troppo facile..).

Tornando al meeting in questione, le informazioni che ho raccolto mi hanno presentato un quadro nel quale sono venuto a sapere che il corso oggetto di analisi è stato modificato negli ultimi anni. Prima non richiedeva una presenza fisica degli studenti, se non in poche circostanze obbligatorie, ora invece richiede una presenza fisica per tutto l’anno scolastico.

Gli studenti che escono da questo master trovano lavoro entro un anno, nel 95% dei casi. Ottimo dato, ai fini del marketing.

E qua arriviamo al punto. Marketing?

Ciò che mi ha colpito è la distanza siderale che c’è nei membri che gestiscono il corso (management) ed il marketing. In sostanza l’istituto non fa marketing per se stesso (istituzionale) e non fa marketing per i suoi corsi (prodotti). Evidenziando il grande problema di non aver capito che gli studenti sono clienti, che c’è un mercato, che esiste la concorrenza e che se non hai una strategia per fare sviluppo chiudi.

Nonostante tutto ciò i miei interlocutori mi hanno descritto il master in questione come uno dei più quotati in Italia, tra i primi tre per importanza riconosciuta nel contesto nazionale.

Qualche giorno dopo sono andato a studiarmi il caso, riguardando gli appunti presi e verificando più in profondità alcuni contenuti. Una delle cose che ho fatto è analizzare il piano di studi del master. Stiamo parlando di un master in comunicazione.

Intanto mi sono trovato un panel di trentadue docenti. Per un master che dura due anni. E poi i contenuti. Diversificati a tal punto da evidenziare una “formazione orizzontale” ma soprattutto confezionati in modo tale che siano presentati “con una forte connotazione accademica” ovvero agli antipodi della “modalità business” che è l’unica che interesserà ai corsisti una volta usciti dal master.

Ognuno dei docenti, in sostanza, tiene un proprio corso nel corso e vive di luce propria. Ma soprattutto il piano di studi ed i manuali consigliati per la preparazione degli esami presentano contenuti e testi che una volta usciti dal master verranno dimenticati. Perché, nella maggioranza dei casi, non servono all’attività di comunicazione che i “clienti” del corso (così li chiamo io) dovranno fare se decideranno di LAVORARE nel mondo della comunicazione.

Attenzione. Anche sul termine lavorare dobbiamo metterci d’accordo. Per me lavorare significa produrre valore, per se stessi o per gli altri. Se qualcuno dei corsisti andrà a fare il direttore di un museo e camperà comunque a prescindere dai risultati prodotti (i casi italiani in cui i costi sono un milione ed i ricavi 100K si sprecano) allora quel master può andare bene. O può andare bene (e quindi essere scelto dal mercato) perché c’è una performance dichiarata estremamente forte: se vieni a fare questo master nel 95% dei casi troverai lavoro entro un anno.

Ma se il cliente del master si aspetta di “imparare” qualcosa che gli servirà concretamente nel mondo reale, in quello del business, in quello dei risultati misurati in KPI, allora è giusto che sappia che appena uscirà con il suo bel titolo dovrà mettersi sotto, ed INIZIARE a studiare. Veramente. Le materie e gli approfondimenti richiesti dalla professione di comunicatore (e quindi anche di marketer). Per poter performare nel mercato. Nel mondo vero. E leggere di conseguenza i libri che nei piani di studio non ci sono. E spendere in due giorni di formazione ciò che il master gli ha fatto spendere in un anno. Eccetera eccetera eccetera.

In agenzia siamo pieni di bravissimi ragazzi che provengono anche da formazioni avanzate, in termini di percorso di studi. Laurea, post laurea, master e specializzazioni varie. E sono quelli che ricevono da me la frase che titola questo post: “Laureato e masterizzato? Ok, in fondo e in angolo è il tuo posto.” Naturalmente hai capito bene che questo è un modo provocatorio per esprimere un concetto.

Il fatto che una persona abbia questo tipo di titoli per me non è un plus.

Le lauree ed i master in comunicazione e marketing spiegano ed approfondiscono ciò che nel mondo del business capita quasi mai.

Sono distanti anni luce da ciò che è il fine ultimo che dovrebbe essere insegnato in quel tipo di corsi. Comunicare per Vendere.

Marketing e comunicazione servono per vendere (nota: vendere significa anche vendere un’idea, una persona, un progetto, un CV, ecc. Non solo vendere un prodotto o un servizio).

E chi esce dai master in marketing e comunicazione non sa vendere. Punto.

Messaggio agli imprenditori.

Anche tu ti sei affidato a tuo nipote appena uscito dal master in marketing?

Oppure hai delegato il marketing della tua impresa a tuo figlio appena uscito da scienze della comunicazione?

Non aspettarti molto.

Il pianeta Terra è diverso.

In bocca al lupo.

P.S. Non ti sei affidato a figli o nipoti ma il tuo marketing non funziona?

Chiama ora 800-123784.

Oppure se ti piace scrivere riempi il form che trovi QUI.

Andrea Zucca

Fondatore dell’Agenzia L’ippogrifo, è da ormai vent’anni nel settore del marketing e della comunicazione.
Energia, creatività e leadership. Per Andrea non esiste la parola impossibile e ogni sfida è solo un nuovo traguardo da conseguire.

Se ci sono, troveremo la soluzione ai tuoi problemi.

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