L’auto oltre la crisi: il Paese può farcela, ma serve la politica

Gen 30th, 2015 | Di Altri | Categoria: Eventi


Quale futuro attende il mondo dell’auto una volta superata la crisi, nella quale si dibatte ormai da diversi anni? E quale ruolo può avere l’Italia in questo contesto? Questo il tema del convegno del Quattroruote Day, l’evento che si è tenuto a Palazzo Mezzanotte, già sede della borsa milanese, che ha attratto come sempre un ricco parterre, con tutti i protagonisti del mondo dell’automobile. Ad accoglierli, con gli onori di casa, il direttore, Gian Luca Pellegrini, che ha aperto la giornata presentando le ultime novità del mondo Quattroruote, dalle attività in pista all’area Professional, dal master per addetti stampa automotive alla vettura progettata in partnership con lo Ied di Torino, una supercar a tre posti a trazione ibrida, che sarà presentata al prossimo Salone di Ginevra.
All’incontro sono intervenuti: Andrea Bonomi, ceo di Investindustrial, il fondo di investimenti protagonista in passato del rilancio della Ducati e oggi proprietario dell’Aston Martin, Marco Tronchetti Provera, ceo della Pirelli, e Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria. A loro si è aggiunto, in diretta da Roma, il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, chiamato a discutere della politica di mobilità nel nostro Paese.
Ripresa da consolidare. Ma al di là delle attività della nostra rivista, il tema della giornata è stato il mercato dell’auto: il 2014 si è chiuso con un timido segno positivo, che fa pensare a una ripresa da consolidare, si spera, quest’anno. I primi ad auspicarlo sono gli industriali. A rappresentarli, al Quattroruote Day, c’era il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi. “Non riesco a immaginare un futuro senza il settore automotive”, ha spiegato. “Un comparto fondamentale per il potenziale di innovazione che esprime. In Italia, conta più di 1 milione di addetti, con 3 miliardi di euro di investimenti. I dati del 2014 ci rassicurano: l’esportazione ha tenuto, ma continuano a soffrire le piccole e medie aziende che lavorano solo con il mercato italiano. Se la produzione di vetture si contrarrà, queste realtà saranno a rischio. Per questo, è necessario un piano nazionale di sviluppo dell’auto. Bisogna puntare sulla mobilità sostenibile, attivare un circuito virtuoso tra università e aziende. Confindustria ha proposto anche di rendere strutturale un credito di imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo”.
Ma ogni piano industriale ha bisogno di un paese moderno, che dia fiducia agli imprenditori e attiri gli stranieri. “Serve un mercato del lavoro diverso” - ha aggiunto Squinzi - “un diritto certo, una maggiore semplificazione. Spendiamo male nel sociale, troppo per gli ammortizzatori e troppo poco per le politiche che stimolino il lavoro. La notizia della ripartenza dell’impianto Fiat di Melfi ci rassicura in questo senso. Ora, la politica deve fare scelte chiare e coraggiose, che non abbiano il pressing delle campagne elettorali, ma che abbiano prospettive più ampie”.
Il problema della competitività. A discutere del futuro dell’auto, in un dibattito moderato da Fabio De Rossi, vicedirettore di Quattroruote, sono poi saliti sul palco Marco Tronchetti Provera, Presidente e Amministratore Delegato di Pirelli & C. e Andrea C. Bonomi, Presidente dell’Industrial Advisory Board e Fondatore di Investindustrial.
“Il nostro Paese non è competitivo, questo è il problema di fondo”, ha esordito Tronchetti Provera. “Oggi, abbiamo però una grande occasione: il petrolio è ai minimi e l’euro è debole. Se riusciamo a far cambiare marcia all’Italia, possiamo sfruttare questo momento storico”.
“Il mercato dell’auto offre ancora opportunità di investimento”, ha aggiunto Andrea Bonomi. “Le occasioni, in questo momento di cambio tecnologico, sono molte e noi abbiamo alte possibilità soprattutto nell’industria di nicchia, nella componentistica: quelli sono i nostri punti forti. Ma non per le grandi industrie, perché il Paese manca di infrastrutture”.
“Per avere successo, però, negli ultimi decenni, la componentistica ha dovuto spostarsi all’estero”, ha ripreso Tronchetti Provera, “in Germania, in Asia e America Latina. Non in Italia. Noi abbiamo sviluppato un centro di innovazione qui, siamo orgogliosi di averlo fatto e vogliamo continuare, ma il sistema-paese non è a favore delle imprese che investono”.
Quelli che ci sono riusciti. Altre nazioni, come la Spagna, sono riusciti a diventarlo: “Un esempio illuminante è il Ferrari Land, il parco divertimenti che sarà realizzato nei pressi di Barcellona”, ha spiegato Bonomi. “Gli spagnoli ti portano l’alta velocità, ti fanno sconti fiscali, ti favoriscono in ogni modo. In Italia, quando abbiamo realizzato Gardaland, ci abbiamo messo anni per realizzare un solo albergo”.
Ma elementi positivi ce ne sono. “Nell’auto il valore dell’elettronica oggi è il 30%”, ha ripreso il numero uno della Pirelli, “ è cresciuta in modo esponenziale e lo farà sempre di più. Si sta ampliando il segmento premium, che vale l’11% del mercato e cresce a un ritmo triplo di quello standard. E queste innovazioni avranno una ricaduta anche sugli altri segmenti, con un abbassamento dei costi”.
L’importanza del motorsport. Un grande impulso alla ricerca lo fornisce il motorsport, attività di cui il Ceo della Pirelli va orgoglioso: “La F.1 e le gare in genere danno un boost alla velocità d’innovazione. Raccogliamo dati preziosi che ci permettono di intraprendere percorsi di sviluppo, con situazioni di sforzo estremo. Nel futuro, questa tecnologia scenderà anche su livelli di mercato più bassi”.
E a proposito di investimenti, l’ultima domanda è toccata a Bonomi e alle voci sul suo tentativo di acquisire l’Alfa Romeo: “Tre anni fa abbiamo proposto alla Fiat di aiutarli a rilanciare il marchio”, ha spiegato il ceo di Investindustrial, “ma non abbiamo raggiunto un accordo. Ora, vedremo come andrà il loro piano. Certo, quello premium è un mercato molto combattuto. Ma chi ama l’Italia e le auto deve tifare per il successo di questo piano. La messa in sicurezza di ogni marchio storico, da Lamborghini a Maserati, è positivo per il Paese. In questo senso anche lo scorporo della Ferrari dal gruppo è una mossa innovativa: mette il focus sul sistema Ferrari e sul suo modello di business. Chapeau a Marchionne che ha voluto la Ferrari libera: anche questa è un’innovazione partita dall’Italia.
Novità dell’Anno 2015: vince Jeep Renegade. Nella cornice di Palazzo Mezzanotte, durante il Quattoruote Day 2015 sono stati consegnati i premi del referendum per la “ Novità dell’anno”, ovvero l’auto che i lettori di Quattroruote sono stati chiamati a eleggere come preferita fra quelle presentate nel corso del 2014. Ad aggiudicarsi il premio Novità dell’anno 2015 è stata la Jeep Renegade, con il 24,1% delle preferenze. La Suv prodotta nello stabilimento FCA di Melfi (PZ) ha preceduto la BMW Serie 2 Active Tourer, seconda classificata con l’11,1% e la Citroen C4 Cactus, terza con il 10,9% delle preferenze. Sul palco per ritirare i rispettivi premi, consegnati da Gian Luca Pellegrini (direttore di Quattroruote) e Massimo Nascimbene (condirettore di Quattroruote) sono saliti Chris Ellis Head of EMEA Jeep brand, Sergio Solero presidente di BMW Italia e Olivier Mornet direttorwe PSA Italia. La Jeep Renegade succede nell’albo d’oro della Novità dell’anno di Quattroruote alla Maserati Ghibli, vincitrice dell’edizione 2014.
Premio Gianni Mazzocchi 2015 a Lotta Jakobsson. Il Premio Mazzocchi 2015, dedicato alla memoria del fondatore di Quattroruote e quest’anno opera del designer Jacopo Foggini, è stato assegnato a Lotta Jakobsson, ingegnere della Volvo, per il suo impegno nel campo della sicurezza stradale. Lavora alla Volvo da 25 anni e, con la sua attività, ha contribuito a cambiare profondamente le auto del marchio svedese.
Nelle precedenti edizioni, il Premio Mazzocchi è stato assegnato al padre del consumerismo americano Ralph Nader (nel 2011), al progettista John Barnard (2012), al designer Giorgetto Giugiaro (2013) e a Takeshi Uchiyamada, chairman of the board della Toyota e precursore delle auto ibride.
IED e Quattroruote insieme al Salone di Ginevra per promuovere le eccellenze del Made in Italy. Lo IED (Istituto Europeo di Design) e la rivista leader nel campo dell’automotive presenteranno all’85° Salone dell’Automobile di Ginevra, in programma nella città elvetica dal 5 al 15 marzo 2015, l’ultima show car del Master in Transportation Design. L’Istituto Europeo di Design firma nel 2015 il suo 11° MODELLO IN SCALA 1:1 realizzato dal suo storico Master in Transportation Design: una ‘tre posti’ dalla sportività estrema, dotata di un sistema di propulsione ibrido e di innovativi dispositivi di sicurezza attiva e passiva. IED e Quattroruote, a poco più di un mese dall’inizio del Salone, chiedono al pubblico del web di scegliere il nome dl nuovo modello. Da oggi su www.quattroruote.it prende il via il contest per esprimere il proprio voto fra cinque prorposte. Tutti i nomi sono stati selezionati con iniziale S e finale A, per evocare il ricordo dei prototipi Sigma e Secura prodotti come esemplari unici negli anni Sessanta su impulso di Gianni Mazzocchi, editore e fondatore di Quattroruote, nonché della più recente Summa (2010).

Mariella Belloni – foto by Canio Romaniello

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