Lc publishing group svela le nuove 18 Pmi eccellenti del Made in Italy

Dic 4th, 2016 | Di Altri | Categoria: Breaking News


Sono 18, tra quelle di medie dimensioni, le aziende eccellenti del fashion tricolore, considerate le future ambasciatrici del made in Italy di domani.

E tra queste, nei segmenti tessile, abbigliamento, calzature e articoli in pelle, gioielleria e orologeria, spuntano i nomi di Stefano Ricci, Herno, Fabiana Filippi, Lanificio Vitale Barberis Canonico, Lardini, Peserico, Vicini, Reda e Limonta.

Lo svela la terza edizione della ricerca Fashion, food e furniture. Il valore dei marchi delle 3F, promossa da Lc publishing group e realizzata da Icm advisors group.

Lo studio condotto su 1.112 aziende (55% nel settore alimentari e bevande, 37% nella moda e 8% in quello dei mobili e illuminazione), tutte quelle manifatturiere con fatturato tra 30 e 300 milioni di euro nel 2015, ha individuato circa il 30% delle attività come eccellenti, con performance superiori alla media del settore sia in termini di crescita, che di marginalità.

Con un fatturato pari a 4,4 miliardi di euro e brand per un valore complessivo pari a 1,6 miliardi, sono 50 le eccellenze del 2015 nei settori trainanti dell’economia italiana, fashion, food e forniture (3F) e sono state selezionate in quanto, oltre ad aver dato dimostrazione di essere in grado di eccellere, hanno le potenzialità per diventare protagoniste sul mercato.

Sono stati valutati due parametri di sviluppo e redditività pluriennali, calcolati sugli ultimi tre esercizi, ovvero il tasso di crescita medio composto dei ricavi per misurare la capacità dell’impresa di incrementare le vendite, e il margine operativo percentuale medio, per valutare la redditività operativa delle vendite.

Inoltre la ricerca stima il valore del portafoglio marchi, compresa la forza e il potenziale di sviluppo dei brand. Tra quelle virtuose spiccano ulteriormente le 50 aziende selezionate dal report (oltre a quelle nella moda, 9 sono nel furniture e 23 nel food) che si sono contraddistinte anche per un’attenta gestione degli asset di marketing, tra cui il brand.

Le 50 top performer 2015 sono state premiate a Milano durante l’evento Save the brand, crescono due o tre volte più velocemente della media del loro settore e sono il doppio più redditive.

«L’obiettivo è quello di analizzare le Pmi del made in Italy che abbiano un potenziale appeal presso grandi investitori nazionali e internazionali per metterle in contatto con chi offre gli strumenti giusti per essere protagoniste del mercato», ha spiegato Aldo Scaringella, ceo e fondatore di Lc publishing group.

«La prima evidenza dello studio è che il brand è un patrimonio aziendale molto rilevante sia dal punto di vista strategico che finanziario, visto che rappresenta dal 50 al 70% del totale degli asset immateriali, che per le aziende dei settori 3F è oltre il 40% del valore di mercato».

Nel food tricolore, invece, dove tra le aziende indicate eccellenti ci sono Balocco, Lete, Venchi e Maina panettoni, il 2015 ha visto la ripresa dopo un biennio stazionario, con un fatturato che ha raggiunto i 134 miliardi di euro (+1,5%), con le esportazioni a quota 28,5 miliardi (+5,5%).

Infine il macro sistema arredo italiano, rappresentato nella lista delle 50 top company da nomi come Artemide, Boffi, Minotti e Poltronesofà, ha chiuso il 2015 con un fatturato di circa 18,1 miliardi di euro (+2%), con l’export in crescita passato da +2,7% del 2014 al +5% dell’anno scorso.

Related posts:

  1. Unieuro è tra i marchi eccellenti nella classifica di Superbrands 2016
  2. Accenture Strategy svela i nuovi “linguaggi della fedeltà”. Come cambia la relazione brand-clienti
  3. I 50 brand Made in Italy con il maggior valore sul mercato
  4. Gen Z: una generazione che pone nuove sfide alle marche e alla loro attività di comunicazione