L’industria italiana delle macchine grafiche e del converting cresce all’estero nonostante la crisi. Avanzo commerciale di 720 milioni di euro

Apr 2nd, 2009 | Di Altri | Categoria: Associazioni

L’industria italiana delle macchine grafiche e per il converting, rappresentata da Acimga, Associazione Costruttori Italiani Macchine per l’Industria Grafica, Cartotecnica, Cartaria di  Trasformazione e Affini, ha chiuso il 2008 con dati positivi, nonostante un rallentamento nell’ultimo trimestre dell’anno determinato dai riflessi della difficile congiuntura internazionale.

La crescita è stata di circa il 4%, sostenuta dall’andamento positivo delle esportazioni, in progresso dell’8,4%. Questo dato, in netto progresso rispetto al 2,8% dell’anno precedente, e associato al rallentamento delle importazioni (scese dell’8,4% contro il precedente -5%) ha determinato un attivo di bilancia commerciale di quasi 720 milioni di euro, il 33% in più rispetto al 2007. Si tratta di indicatori strutturali molto positivi, che evidenziano la solidità del comparto al di là del momento congiunturale poco favorevole.

L’anno 2008 ha determinato una redistribuzione dei flussi di export di macchine italiane verso le diverse aree continentali. All’inversione di tendenza registrata nel Nord America (dove si è avuto un calo del 2,9% a fronte dell’incremento del 19,1% dell’anno precedente), è stata l’area centro-sud americana a tirare la volata con una crescita del 53,7% superiore a quella messa a segno dall’Asia (+37,6%). E’ rimasta debole la risposta del mercato europeo, con una sostanziale conferma del delta negativo (-2,9% contro il precedente -2,7%). Fra i Paesi destinazione, dietro i primi due clienti, che si confermano USA e Germania (pur con una contrazione rispettivamente del 3 e del 3,5), cresce la Cina, che passa dal sesto al terzo posto con un incremento del 58,6%.

L’industria produttrice di macchine per la grafica e per la cartotecnica rappresenta uno dei comparti più vitali della meccanica strumentale italiana. E’ costituita da circa 150 aziende, con un numero di addetti attorno alle 7.200 unità, e un fatturato superiore a 1.700 milioni di Euro per l’80% realizzato sui mercati esteri. Il settore presenta le caratteristiche tipiche della meccanica avanzata italiana: poche grandi aziende (circa 10% del totale) e numerose imprese medio piccole che hanno fatto della specializzazione produttiva e tecnologica e della flessibilità il loro punto di forza, e che sono interconnesse a una fitta rete di subfornitori, anch’essi in grado di garantire lavorazioni di elevata qualità.

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