L’Italia sul web? Altro che Paese arretrato

Giu 1st, 2010 | Di Altri | Categoria: CATEGORIA B

Siamo un paese arretrato, analfabeta digitale, TVcentrico…!? Poi andiamo a leggere certi numeri, ci riflettiamo su e scopriamo che disegnano un paese imprevisto. Una nazione che ha, quanto meno, grosse potenzialità. Basterebbe saperle sfruttare. Un paese che silenziosamente sta facendo una rivoluzione che non fa notizia, non ancora.

Il mondo offline è bloccato, cambiare gli equilibri è difficle, richiede investimenti, rischi anche grossi. Ma il digitale sta aprendo nuovi spazi, e questi spazi sono aperti, disponibili a chi ne comprenderà le potenzialità per primo. Nuovi clienti, nuovi business ci aspettano. Non ci viene richiesto di buttare a mare quello che abbiamo costruito, quello che sappiamo. Ci serve aggiornarci, capire i nuovi meccanismi, e cominciare a investire energie. E sapete perché può funzionare?

Perché questo paese sta cambiando, e cambierà sempre di più. Leggete qui:
* Tempo medio speso online in Italia: 32 ore/mese, più di un’ora al giorno: quanto tempo dedicate ogni giorno alla lettura di un quotidiano?
* Italia secondo paese in Europa per connessioni internet in mobilità, primo paese in Europa (quarto al mondo) nella diffusione della connessione 3G, davanti a UK, Germania, Francia. In quali altri campi possiamo vantare una posizione simile?
* Italia primo paese in Europa per numero di smartphone (cellulari con connessione a internet): 15 milioni. Superiore alla somma della tiratura quotidiana di tutti i quotidiani locali
* Numero di “cittadini” di Facebook in Italia: oltre 13 milioni. Per dire: la somma della popolazione delle prime 15 città italiane è meno di 10 milioni.
* Volumi e-commerce Italia ultimo anno: 10 miliardi di €. Per farsi un’idea, il fatturato di tutto il gruppo Coin è circa mezzo miliardo.

C’è una nuova audience, sempre più grande. Un ambiente in movimento, in cui le persone, tra l’altro, cercano informazioni sui prodotti, si fanno delle opinioni e poi magari finalizzano nel negozio sotto casa.
L’Italia può vibrare. Non vibra chi non se n’è ancora accorto.

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