Lombardia, due imprese su tre sono “smart”

Mag 14th, 2016 | Di Altri | Categoria: CATEGORIA B


Artigianato lombardo sempre più smart. Cresce il settore dell’artigianato digitale in Lombardia, circa duemila imprese, +4,5% in un anno (da 1.740 a 1.818 imprese). Sul territorio si concentrano a Milano, con 497 imprese, Brescia (278), Bergamo (263), Monza (175), Como (173), Varese (156). Grazie alla maggiore presenza sul web (+33% le imprese), all’uso di nuovi programmi informatici (+10% la consulenza), alla contabilità elettronica (+15%). Protagoniste del cambiamento le donne, con circa un terzo delle imprese del settore e i giovani, con il 15%. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano sui dati del registro imprese 2016 e 2015, primo trimestre.

L’economia lombarda è “smart”. Due imprese lombarde su tre si definiscono “smart”, secondo un’indagine Camera di commercio a maggio 2016 su oltre 200 imprese, il 20,6% in modo sufficiente, per il 17,6% con un voto 7, per il 23,5% con voto oltre 8. Ritengono che ci sia un vantaggio sul fatturato per le imprese smart, in media per tutte le imprese ci sarebbe un 15% di benefici economici. Tra i primi settori in cui l’impresa vorrebbe essere più “smart”: uso di internet per la promozione/vendita/rapporti coi clienti (40%), uso dei social per promuovere le iniziative e connettersi rapidamente coi propri interlocutori (31%), programmi informatici per collegamenti con l’esterno, come vendite e rapporti internazionali (23%).

“Con il premio Lanfredini la Camera di commercio vuole premiare i makers, gli artigiani del Duemila, protagonisti dell’innovazione e della qualità della produzione italiana - ha dichiarato Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di Milano -. Sono i nuovi rappresentanti del made in Italy, diffusi in diversi settori, dall’alimentare alla moda, dal design alla tecnologia, dai trasporti all’arte. Grazie alla loro capacità di innovarsi i makers stanno diventando sempre più competitivi, mantenendo però le caratteristiche di qualità e unicità tipiche del settore artigiano”.

Ha dichiarato Marco Accornero, consigliere della Camera di commercio di Milano e segretario generale dell’Unione Artigiani: “L’artigianato di Milano è spesso creatività, design e moda, nei vari settori e nelle forme in cui si presenta. È certamente un punto di riferimento riconosciuto a livello internazionale. Col premio dedicato a Lanfredini diamo un riconoscimento alla diffusione tecnologica delle imprese, che affianca e aiuta la capacità artigiana e che guarda al futuro del settore”.

Per Stefano Fugazza, presidente Unione Artigiani: “Questo premio è un riconoscimento al nostro settore attraverso Gabriele Lanfredini che lo ha così ben rappresentato. Vuole poi essere un incentivo per il nuovo artigianato digitale, rivolto alle imprese, ai media e alla cultura. Puntiamo a rafforzare e incoraggiare l’uso di nuovi innovativi strumenti in un settore così caratteristico della nostra economia e allo stesso tempo apprezzato da una clientela diffusa nel mondo”.

Oggi assegnato il Premio Lanfredini a FabLab (formazione artigianale stampa 3 D), Alex Gioielli (impresa), Luca Tremolada (giornalista), Cristina Bon e Valentina Villa (libro). Questi i premi: per la categoria “informazione” Luca Tremolada, per la sua attenzione alle tematiche dell’innovazione digitale e alle ricadute di questo fenomeno nel mondo dell’impresa; per la categoria “formazione” il FabLab di SIAM, un’istituzione della formazione artigianale milanese che con un laboratorio all’avanguardia nei settori della stampa 3D, Arduino, Droni e DF guarda al futuro, amplia e aggiorna la propria offerta formativa con un’attenzione alle nuove tecnologie; per la categoria “imprese” Alex Gioielli di Alessandro Lucca, impresa orafa con oltre 25 anni di esperienza nel settore della gioielleria artigianale, che utilizza le più avanzate tecnologie di progettazione (software MATRIX, stampante per resine in 3D) e di realizzazione (saldatrice laser, buratto con aghi magnetici e pantografo per incisione di fedi e medaglie); menzione speciale a Bon Cristina e Villa Valentina dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano per la ricerca storica svolta sul ruolo dell’artigianato milanese nello sviluppo economico e sociale della nostra città, i cui risultati sono raccolti nel volume “Lavoro e passione. Milano e l’artigianato del boom economico”.

L’artigiano diventa sempre più digitale. Infatti cresce il settore dell’artigianato digitale, +4,5% in un anno (da 1.740 a 1.818 imprese), più del settore digitale in generale (+1,8%). Sono 497 le imprese a Milano (+3%), 278 a Brescia (+0,7%), 263 a Bergamo (+7,8%), 175 a Monza (+8%), 173 a Como (+1,2%), 156 a Varese (+6%).

I settori di artigianato digitale che trainano la crescita. L’elaborazione elettronica di dati contabili (da 337 a 388 imprese, +15%), e di altri dati (da 100 a 129, +29%), portali web (da 30 a 40, +33%), consulenza informatica (da 48 a 53, +10%).

Peso sul settore digitale. Sono 1818 le imprese artigiane digitali in Lombardia al primo trimestre 2016. Quasi una su dieci sulle imprese digitali in regione, 21.311, anche non artigiane (8,5%).

Donne, giovani e stranieri. Forte il peso delle donne nell’artigianato digitale, sono il 29,4%, circa un terzo, con quote più elevate a Sondrio, Pavia, Lodi e Brescia. I giovani pesano il 15%, con quote più alte a Cremona e a Monza. Basso il peso degli stranieri, 88 imprese, il 4,8%, con un peso più elevato a Sondrio, Mantova e Pavia.

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