Mancati pagamenti, si torna a vedere il sereno

Mar 17th, 2016 | Di Altri | Categoria: CATEGORIA B


Segnali positivi sul fronte dei mancati pagamenti da parte delle imprese italiane. A rivelarlo è una ricerca condotta da Euler Hermes, società del gruppo Allianz specializzata nell’assicurazione
crediti, che ha coinvolto oltre 450mila aziende.

Dall’analisi emerge infatti che nel 2015 i giorni medi di incasso di un credito si sono assestati a quota 95. Per il 2016 è atteso un ulteriore miglioramento (con una media di 94 giorni), anche se la soglia dei 60 giorni stabiliti dalla Unione Europea per i pagamenti tra le imprese resta ancora lontana. Buoni segnali arrivano anche dai debiti scaduti che sono calati del 16% grazie alle buone performance nei servizi, sistema casa e meccanica, e sul fronte insoluti.

I mancati pagamenti tra le imprese hanno visto infatti un decremento del 7% sull’ammontare totale. Mentre prendendo in considerazione la severità media degli importi la contrazione è stata del 19% con un valore medio di 17mila euro.

Un miglioramento da imputare, secondo la ricerca, anche a un contesto economico nazionale che volge al “sereno” (+1,1% la crescita del Pil attesa nel 2016, soglia non raggiunta dal 2010), agli investimenti che raddoppieranno la loro performance (+ 1,3%, dopo il + 0,5% del 2015) e all’export che resterà dinamico anche quest’anno (+ 3,9%). “Il calo delle insolvenze e il miglioramento della liquidità nel sistema dimostrano il consolidamento del tessuto imprenditoriale, sempre più votato all’esportazione di ‘proximity’ e meno esposto alle crisi dei Paesi emergenti”, sottolinea Massimo Reale, direttore rischi Euler Hermes Italia.

“Il 2016 vedrà il consolidamento di questa tendenza insieme al rafforzamento della produttività, sia sulla manifattura che sui beni di investimento. A guidare la strada ci sarà ancora l’agroalimentare, ma i risultati di auto, elettronica e chimica non saranno da meno, tutti trainati finalmente anche dalla domanda interna”. “Nel 2016 l’Italia beneficerà di 20 miliardi di euro in più sul fronte export, così come avvenuto nel 2015”.

via http://www.repubblica.it/

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