Marketing Alchemico

Dic 27th, 2017 | Di Altri | Categoria: CATEGORIA B, Marketing


Quando parliamo di marketing spesso la mente corre a sofisticati algoritmi e strategie articolate, dimenticandosi che alla base di qualsiasi possibile scambio ci sono prima di tutto i rapporti interpersonali.

Parlare quindi solo di prodotto, di strategia, di mercati, di domanda e offerta non è più sufficiente.
Meglio aprirsi a un marketing umanistico dove le persone e il loro valore intrinseco sono il fulcro della realtà dell’azienda.

Servono a poco le tecnologie ultra sofisticate se i dati non vengono comunque interpretati da qualcuno che si assume la responsabilità di prendere delle decisioni.

Al tempo stesso il processo decisionale non può più limitarsi al “cosa” faccio, ma deve partire da un “perché” ben più profondo.

Il Marketing Alchemico accompagna l’imprenditore passo passo nel suo percorso di liberazione da una sorta di «illusione imprenditoriale» per calarsi in un vero e proprio processo alchemico di trasmutazione.

Partire da se stessi, osservare l’azienda e la propria realtà per tornare a se stessi attraverso una trasformazione profonda che connette con il proprio perché personale, forza motrice dello sviluppo umano e di conseguenza di quello imprenditoriale.

È la propria verità profonda, connessa con la realtà aziendale e con quella delle persone che ne fanno parte, che dà origine alla differenza sia nella sostanza sia nel modo di comunicarla agli altri.
Migliorare il flusso di condivisione dei dati, delle informazioni, della conoscenza e soprattutto del “perché” profondo dell’imprenditore, trasforma alchemicamente l’azienda e le persone che la compongono, rendendole più vere, più presentiai mutamenti del mercato e più in linea con la mission e vision aziendali.

Quando l’imprenditore, riuscito a far pulizia di quei concetti che rallentano la sua evoluzione sia come uomo che come manager, osserverà in modo nuovo e dall’esterno le dinamiche aziendali, potrà cogliere quelle sfumature che altrimenti sarebbero state invisibili qualora lui stesso ne fosse stato attore o addirittura regista.

Un lavoro prima di tutto su se stesso come parte di un tutto, azienda e non solo, che si muove e cambia costantemente.

Antonio D’este

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