I media sono al cimitero, ma non sono morti, anzi più vivi che mai

Ott 27th, 2016 | Di Altri | Categoria: UAU Communication


Unconventional ??? Ma molto di più! Completamente fuori … dall’ordinario e dal concepibile.
Ai posteri trovare il naming di questa nuova tecnica di comunicazione post post moderna….shoccante, ma assolutamente coerente per le sottese sorprendenti indicazioni simboliche

I mezzi di comunicazione sono al cimitero ma non sono morti anzi sono più vivi che mai. Così come anche chi si occupa di comunicazione con passione tutto il giorno mettendoci un pezzetto del proprio cuore o cervello.

Alla fine del giro siamo tutti allegri e sorridenti, in una bella giornata di sole dentro il cimitero monumentale di Milano. Tra sorrisi e pacche sulle spalle quasi inciampiamo sullo spigolo dell’ultima tomba che ci separa dalla sala conferenze dove ci aspettano per raccontarci il progetto Dontshare e la sua Life Deposit Box.

Risate ingiustificate che fungono da schermo per sfuggire da quello a cui sfuggiamo ogni giorno con meccanismi anche contorti, ossia la fine dei nostri giorni. Lo abbiamo già detto che la morte è l’ultimo grande tabù, che non si parla mai di morte, che è stata cancellata dal nostro vocabolario, che appena si accenna l’argomento ci si tocca, si tappano le orecchie ai bambini, si cambia argomento alzando la voce… E che lo facciamo tutti come se non ci riguardasse. Ed è l’unica cosa che con certezza ci riguarda tutti nessuno escluso. E’ vero lo abbiamo già detto ma era giusto per ribadire.

Il progetto Dontshare, tutto italiano e con un futuro forse internazionale, non solo la affronta di petto ma ne ha fatto un piccolo, per ora, business. Dando la possibilità di affittare delle LDB, Life Deposit Box, spazi digitali e protetti, preziosi, da non dare in pasto a tutti. Da non ‘Condividere’ come dice il nome stesso affannosamente come facciamo con tutto. Ma da riempire con calma e riflettendo.

Il progetto è coraggioso ma ben congegnato e comunicato altrettanto bene. Teatro della presentazione alla stampa il Cimitero monumentale in un’assolata mattina di settembre. E un percorso emozionante che si è soffermato sul tema del distacco e sui principali monumenti (cimitero monumentale mica per niente) che riescono a descriverlo con un’immagine, con un volto, con una frase. Accompagnati da incisi della filosofa Laura Campanello che ci forza – con leggerezza – a svegliarci a riprendere coscienza che la vita prima o poi finisce ‘ci sono due vite la prima che inizia quando nasci e la seconda quando prendi coscienza che finisce come diceva Confucio’. I giornalisti nascondono occhi lucidi dietro macchine fotografiche, camere e blocchi.

Ma in realtà c’è solo da gioire per quello che può regalare il nostro mestiere, quello di raccontare storie anche complicate, con profondità ed emozione. Riflettendo e facendo riflettere. E alla fine oggi andiamo via un po’ più ricchi.

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