Il mercato discografico italiano cresce del 21%

Apr 1st, 2016 | Di Altri | Categoria: Imprese e Mercati


La traiettoria positiva iniziata nel 2013 e proseguita nel 2014 dal mercato discografico in Italia, trova una decisa conferma anche nel 2015, con un incremento del 21% secondo i dati raccolti da Deloitte per FIMI, e un fatturato di 148 milioni di Euro al sell in.

Seguendo un trend ormai comune a tutto il mercato mondiale il segmento digitale risulta sempre più importante rappresentando oggi il 41% del mercato contro il 38% del 2014. L’innovazione nel settore discografico in Italia è in particolare guidata oggi dallo streaming, con servizi come TIMmusic, Spotify, Apple Music, Google Play e Deezer, che trascinano i servizi in abbonamento, soprattutto premium, con un +63% (e che rappresentano il 45% del digitale).

Complessivamente i servizi premium hanno generato oltre 26 milioni di euro contro i poco più di 14 milioni dei servizi free che includono YouTube (cresciuti del 38%). È evidente che i servizi sostenuti da pubblicità, benché generino un numero di stream elevato, producono ricavi molto contenuti evidenziando un significativo gap di valore per gli aventi diritto. Alla crescita dello streaming ha fatto da contraltare il declino del download sceso del 5%.

Panel FIMI Deloitte FY 2015 Ma il vero successo del 2015 è sicuramente rappresentato da una decisa ripresa del mercato fisico, con il “vecchio” cd musicale che ha generato ricavi per oltre 88 milioni di euro e una crescita del 17%, grazie ai risultati del repertorio italiano che ha dominato le classifiche degli album nel 2015. Sulla performance del prodotto fisico hanno anche inciso le iniziative sui punti vendita con la presenza di artisti e fan nei cosiddetti instore, eventi che hanno attirato spesso migliaia di giovani nei negozi e nella grande distribuzione.

“La fotografia del mercato 2015 mostra un consumo trasversale da parte dei fan di musica” ha commentato il CEO di FIMI, Enzo Mazza, “dove adulti e teenager scelgono spesso in maniera indifferente tra i vari formati, dallo streaming sullo smartphone, al CD o la versione deluxe di vinile”.

Tra le conferme ancora una volta troviamo il vinile, cresciuto del 56% con nicchia di mercato del 4% del totale, ma di rinnovato appealing per i consumatori tanto che anche in Italia, il prossimo 16 aprile, per il Record Store Day, si prevedono molte pubblicazioni esclusive.

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