La Mercedes lo corteggia: il ritorno di Schumi somiglia a uno spot
Dic 9th, 2009 | Di Altri | Categoria: CATEGORIA B
Sceneggiatura ideale per gli sponsor. E Bernie Ecclestone ammette:«E’ più di una voce».
Chi smette di fare pubblicità per risparmiare soldi è come se fermasse l’orologio per risparmiare il tempo. Lo diceva Henry Ford, fondatore dell’omonima casa automobilistica americana.
Una regola che Willi Weber ha adottato da sempre e continua a praticare con assiduità. Da quando ha preso in gestione Michael Schumacher, il manager tedesco è sempre riuscito a tenere, risultati a parte, altissima l’attenzione dei media sul fuoriclasse del volante.
E continua. L’ultima telenovela che lo riguarda, a puntate, verte sul ritorno alle gare del pilota di Kerpen. Dopo la storia sulla sostituzione dell’infortunato Massa, da quando la Mercedes ha comperato la Brawn GP non si fa altro che parlare del possibile ingaggio del Kaiser.
Voci che si susseguono: va, arriva, non arriva. Anche Bernie Ecclestone, che la sa lunga sui metodi per far parlare, nel bene e nel male, della F1, sta al gioco.
A fine novembre ha dichiarato alla Bbc: «Ritorno di Schumi? In Mercedes? Non ne vedo la ragione». Ieri al «Times» ha fatto retromarcia: «Ritorno di Schumi con la Mercedes? È più di una voce».
Ovviamente, il boss del circus, ha anche dato un colpo alla botte e uno al cerchio: «Se fossi in lui non lo farei. Ma sono sicuro che potrebbe avere successo». Michael ha un contratto, se non firmato, almeno sulla parola, con la Ferrari per i prossimi tre anni, come consulente.
Ha sempre sostenuto che la Scuderia di Maranello è la sua seconda famiglia. Al Cavallino comunque restano prudenti: «Non ci sono più le famiglie di una volta».
Per quale motivo, dunque, Schumacher dovrebbe tornare alle corse? Per soldi o per libidine, per la voglia di dimostrare che è sempre il migliore?
Lui continua a guadagnare molto denaro, senza correre rischi: ha i suoi sponsor storici (Deutsche Vermogensberatung, una importante finanziaria, Shell, Omega, Rosbacher - acque minerali -, Bacardi), in più incassa su molte linee di prodotti che portano il suo nome o la sua immagine, dai cappellini, alle magliette sino ai profumi.
La rivista «Forbes», specializzata nei calcolare i guadagni delle celebrità parla di 25 milioni di dollari annui, forse per difetto.
In ogni caso: perché la Mercedes potrebbe volerlo? Intanto perché non ci sono alternative importanti: Heidfeld, Kovalainen, il debuttante giapponese Kobayashi. Operazioni con molti rischi.
Dopo aver stravinto con Benetton e Ferrari, se non si affermasse anche con le «frecce d’argento» sarebbe un disastro. Per ora resta una sola ipotesi. Si tratta di far parlare di Schumi. Come si dice anche, la pubblicità è l’anima del commercio.
di CRISTIANO CHIAVEGATO su www.lastampa.it
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